NON LASCIAMOLI SOLI

| 13 Aprile 2015 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Abbiamo raccontato questo primo giorno di agitazione vera, nel Salento, con i nostri lanci che hanno cercato di fotografare la situazione. Ne abbiamo già fatto il bilancio.

Gioverà qualche breve considerazione a margine degli avvenimenti.

Che cosa sta succedendo?

Sta succedendo che hanno cominciato ad abbattere i nostri ulivi, secondo il piano messo a punto dal commissario straordinario Giuseppe Silletti, generale della Forestale, su mandato della Regione Puglia.

Invece di curare gli ammalati, li uccidono. Una “soluzione” folle.

Esecutori gli uomini e i mezzi di un’ agenzia regionale, la Regione Puglia primo mandante dello sterminio preventivato. Con il governo nazionale complice. E i parrucconi massoni della Comunità Europea a copertura.

Il tutto mentre non sono chiare le responsabilità del contagio, su cui sta indagando la magistratura. Mentre non sono state acquisite certezze sulla natura dell’ epidemia.

Mentre sono state disattese le buone pratiche possibili in agricoltura capaci di rigenerare gli alberi colpiti dal batterio, che ancora adesso rimane invece la vera soluzione, possibile, concreta, capace di salvarli.

Mentre sono stai usati per troppo tempo prodotti chimici e altri dovrebbero essere usati, buoni solamente ad arricchire le multinazionali, pericolosissimi invece per la salute di tutti noi.

Sullo sfondo, il legittimo sospetto che si tratti di un complotto, ordito appunto a favore dell’ agricoltura a organismi geneticamente modificati e a prodotti chimici che stanno tentando in tutti i modi di imporci, oltre che di speculatori di ogni risma, pronti a sfruttare i campi dopo lo sterminio degli alberi.

Il sospetto è l’ anticamera della verità.

Il tutto, mentre oggi a Oria erano solo in alcune decine, cinquanta, cento, delle associazioni ambientaliste, a cercare di fare qualcosa, come abbiamo documentato, con un comportamento pacifico, gandhiano direi, quanto per tanti versi eroico, che ha limitato i danni, a “solo” poche piante abbattute.

E tutti gli altri, dove stavano?

Gli altri del territorio, io, tu, noi, tutti.

Perché adesso le parole non bastano più, occorrono i fatti. Qualcosa bisognerà pur fare, dal momento che “questi”, i politici dei governi europeo, nazionale e regionale, hanno cominciato con l‘ attuare il loro folle proposito.

La via è quella della protesta non violenta, ma concreta e precisa, tracciata oggi a Oria dai militanti delle associazioni ambientaliste del territorio.

Non lasciamoli soli. Non facciamo solo chiacchiere, non riempiamoci la bocca di retorica, non mettiamo i selfie sui social e basta.

“Questi” sono un muro di gomma, “questi”, come quelli del consorzio Tap, assorbono e neanche considerano tutto quello che si leva contro i loro folli propositi, lucidi solamente nel servire gli interessi delle multinazionali e dei lobbysti, e controllano i mass media, le risorse economiche, comprano le coscienze, se ne fottono delle tradizioni, dei paesaggi, delle volontà del popolo e dei destini delle giovani generazioni.

Domani si replica a Veglie. Chi può vada a lottare per difendere la nostra storia e il nostro futuro.

 

 

 

Category: Costume e società

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