CON IL LEADER STORICO NO GLOBAL JOSE’ BOVE’ A FELLINE PRATICATI INNESTI SULL’ ULIVO MILLENARIO. MA E’ SUBITO POLEMICA ANCHE FRA GLI AMBIENTALISTI

| 22 giugno 2015 | 0 Comments

(Rdl)______Questa mattina a Felline c’era l’ europarlamentare francese Josè Bovè, una delle figure storiche del movimento no global, divenuto famoso da semplice contadino per le sue battaglie ecologiste contro la globalizzazione.

Il deputato dei verdi Europe Ecologie si è recato nel terreno di Enzo Marzano dove si trova un ulivo millenario, con segni di disseccamento, cui esperti hanno praticato alcuni innesti.

C’ era un seguito notevole di inviati di televisioni e giornali europei. L’ operazione è stata voluta dall’ associazione ‘La voce dell’ ulivo’. Erano presenti esponenti della Coldiretti. Sicuramente avrà una notevole eco mediatica in tutta Europa: la speranza che serva a fermare il folle piano degli abbattimenti ‘suggerito’ dall’ Unione Europea

Il naturalista e tecnico dell’ ambiente Roberto Gennaio (sue anche le foto della mattinata) ci ha spiegato tecnicamente in che cosa essa è consistita. In pratica, dopo aver praticato piccole incisioni a finestra, gli esperti con Josè Bovè hanno innestato gemme di varietà di ulivo, la frantoio e la leccino, che si presume possano dare nel giro di qualche anno rami resistenti a ogni contagio.

Insomma, una sperimentazione avviata, per suggerire l’ idea che esistono ben altri sistemi per salvare i nostri ulivi, senza eradicazioni e senza pesticidi.

L’ operazione stessa è stata però valutata negativamente da molti esponenti delle associazioni ambientaliste che continuano a presidiare il territorio e che si sono distinti – è il caso di dirlo – sul campo di battaglia, in difesa dei nostri ulivi, impedendone l’ eradicazione.

Mancavano le analisi. Non c’ erano prove che il principio di disseccamento sia dovuto alla Xylella. La decisione di intervenire proprio su questo albero simbolo di Felline è un oltraggio alla nostra storia un’ offesa alla nostra memoria. Pur se poco invasivi, gli innesti non andavano fatti in quanto la pianta è un bene monumentale e non andava toccata. Non si possono effettuare simili “esperimenti” senza una valida teoria alla mano: qui, al momento, abbiamo solo dei “forse, forse il leccino è resistente al batterio, forse l’innesto può funzionare, e via dicendo. Ma chi lo dice questo “forse”? Non la scienza, ma solamente un comitato.

Sono queste le argomentazioni di critica su quanto accaduto ‘stamattina a Felline.

 

 

Category: Cronaca

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