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OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI EURO DI FONDI EUROPEI ILLECITAMENTE PERCEPITI, SEQUESTRATI BENI MOBILI E IMMOBILI ALLA SPARKLE DI CASARANO, DENUNCIATI QUATRO FRA SOCI E DIRIGENTI, E UN’ IMPIEGATA

| 1 dicembre 2015 | 0 Comments

(Rdl)______Oltre tre milioni e mezzo di euro è il valore dei beni mobili e immobili, fra cui la sede stessa dell’ azienda, posti sotto sequestro oggi dalla Guardia di Finanza di Lecce, al termine di una complessa attività di indagine, coordinata dal pubblico ministero Massimiliano Carducci, ai danni della Sparkle, società produttrice di medicinali e preparati farmaceutici con sede in Casarano. Quattro persone sono state denunciate per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico e abuso d’ufficio.

Sono Gianluca Valentini, amministratore della Sparkle; Paola Panichelli e Mauro Ballante, soci; Sergio Foresi, rappresentante di un’altra società collegata, e infine Caterina Mastrogiovanni, dipendente comunale.

Il sequestro preventivo vale i fondi europei illegittimamente percepiti fra il 2007 e il 2011 per la produzione di fluorodeossiglucosio, un medicinale pronto all’uso, e destinato ad essere utilizzato come liquido di contrasto per gli esami radiologici di sospette malattie tumorali.

Le attività svolte dai finanzieri hanno da subito posto in evidenza una serie di irregolarità nella richiesta e gestione dei fondi complessivamente erogati per la realizzazione dello stabilimento, che risultava privo delle autorizzazioni del Ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione del Centro di Produzione di radio farmaci ,e dei pareri dell’ASL e del locale Comando dei Vigili del Fuoco, e per il rilascio del permesso di costruire da parte del Comune di Casarano.

Inoltre, secondo l’ accusa, dovendo procedere all’aumento del capitale sociale come richiesto dal bando quale forma di cofinanziamento, ovvero di contribuzione della società alla realizzazione del progetto, il management della società, al fine di eludere fraudolentemente tale adempimento, procedeva dapprima al versamento delle quote richieste, complessivamente pari a 3,3 milioni di euro e, successivamente, si riappropriava delle somme versate, utilizzandole per l’adempimento di obbligazioni assunte con la stipula di un fittizio contratto di appalto avente ad oggetto la realizzazione dello stabilimento, sottoscritto con due imprese detentrici di partecipazioni nella stessa azienda.

Alla luce dei fatti riscontrati, i finanzieri, hanno applicato le norme sulla responsabilità delle società che si avvantaggiano dei reati commessi da amministratori e dirigenti, per cui hanno proposto all’ autorità giudiziaria il sequestro di danaro, beni o utilità di valore equivalente alle somme frodate, a garanzia del recupero dei contributi indebitamente percepiti.

 

 

Category: Cronaca

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