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COSENZA-LECCE / L’ANALISI DEL MATCH: VITTORIA DI GRUPPO E DI GRAN CARATTERE

| 30 marzo 2016 | 0 Comments

di Laura Ricci______

Undici leoni per tre punti, era questo che serviva al Lecce nel match di sabato scorso contro il Cosenza.

Così è stato: si sapeva che non sarebbe stato un incontro semplice e per portare a casa la vittoria i salentini hanno dovuto mettere a segno ben quattro reti al fronte delle tre subite.

La partita- Il rischio era quello di impantanarsi in una partita bloccata nel gioco e nelle idee, ma lo spettacolo ha preso vita sin da subito con un Lecce scoppiettante, poi raggiunto in due occasioni dagli avversari.

Le emozioni non sono mancate, sette reti totali e il rischio, fino all’ultimo minuto, che il risultato tornasse sul pareggio.

Il Lecce, oltre ai tre punti che valgono la permanenza al secondo posto a meno uno dalla capolista Benevento, poterà con sé il ricordo di una partita combattuta in cui, nonostante le difficoltà, non si è mai mollato e non ci si è mai arresi.

Cosa è andato- Sembra paradossale affermarlo alla luce di tre reti subite, ma i difensori salentini hanno dato prova di grande solidità nel reparto arretrato fino al momento del terzo goal del Cosenza.

Alcibiade, Abruzzese e Cosenza, per tre quarti della gara, sono stati tre colossi insormontabili, sempre in anticipo sui palloni innescati dagli avversari, insuperabili sui palloni alti e, in particolare Abruzzese, risorse preziose in fase di impostazione con rinvii lunghi e precisi a scavalcare il centrocampo.

I centrocampisti giallorossi hanno dato tutto in entrambe le fasi e il ritrovato Moscardelli ha dato notevole sicurezza ed efficacia sotto porta con la sua doppietta personale.

Bene anche Surraco non solo per il goal, ma anche per la continua dinamicità dimostrata, così come Caturano, spesso lanciato nella mischia da Braglia partendo dalla panchina e sempre incisivo.

Cosa non è andato- Non è stata di certo la prestazione migliore di Salvi che “ci ha messo lo zampino” in occasione della prima rete del Cosenza, anche se, ovviamente, in maniera involontaria. Il nervosismo dimostrato in campo nel momento centrale dell’incontro non ha aiutato il “guerriero romano” a concentrarsi come avrebbe voluto e il suo contributo, si sa, è sempre vitale.

Tre goal subiti, seppur frutto di episodi isolati, rimangono sempre tre goal; farsi raggiungere in due occasioni e rischiare che accadesse per la terza volta nel corso dell’incontro poteva costare caro ai ragazzi di Braglia.

 

 

Category: Sport

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