“La legge premia chi la viola, non chi è vittima delle violazioni”, UN PIERCAMILLO DAVIGO ESPLOSIVO NELL’ INCONTRO DI QUESTA MATTINA CON GLI STUDENTI LECCESI

| 12 maggio 2016 | 0 Comments

(e.l.)______Breve visita a Lecce questa mattina di Piercamillo Davigo, presidente dell’ associazione nazionale magistrati, da giorni al centro del dibattito politico, e relative polemiche, dopo l’ ultima sua presa di posizione, sui politici che non hanno smesso di rubare, ma solamente di vergognarsene.

L’ iniziativa era al Palazzo di Giustizia, per un incontro con gli studenti delle scuole superiori leccesi (nelle foto).

Occasione per alcune decine di cittadini, che, anche con striscioni, hanno voluto manifestare al magistrato, davanti il Tribunale, e nei pressi dell’ aula magna dove egli ha parlato, la propria solidarietà e il proprio apprezzamento (nelle foto).

Meno di mezz’ ora di discorso.

“In Italia la legge tutela di più chi la vìola e gli Italiani hanno un atteggiamento troppo disinvolto verso le regole”.

E’ stata questa la sua affermazione più forte.

Non senza rinunciare alla sua abituale vis polemica: “Ci hanno ridotto di 15 giorni le ferie come se fosse questo a determinare la crisi della Giustizia. Il passare questa visione, che la crisi della Giustizia sia determinata dalle nostre ferie, è un insulto grave. Avevamo tante ferie quanto i marescialli dei carabinieri però nessuno in Italia dice che se ci sono problemi di ordine pubblico è perché i carabinieri hanno poche ferie”.

Ed ha poi articolato il suo pensiero con i seguenti concetti: “il problema della giustizia in Italia non sono le ferie dei magistrati, ma il numero troppo elevato di processi, che determina una durata lunghissima dei procedimenti. noi italiani siamo i magistrati che in Europa lavorano di più, il doppio dei francesi e il quadruplo di quelli tedeschi, tanto che se io dovessi proporre ai colleghi un’azione sindacale non proporrei lo sciopero, perché gli scioperi non servono a niente, ma di lavorare quanto i magistrati tedeschi.

In Italia c’è un numero di processi troppo elevato e pesa anche il fatto che la legge tutela chi la viola e non chi subisce le violazioni: comportarsi male qui conviene.

Disastrosa poi la situazione della Corte di Cassazione, dove ci sono centomila processi l’anno, a fronte dei mille della Francia, con una serie di contrasti inconsapevoli tra le Sezioni e anche tra i collegi della stessa Sezione, che consentono poi a chiunque di trovare un precedente che gli dia ragione. In questo modo la Cassazione assicura solo disordine.

I magistrati sono disponibili a collaborare con gli altri poteri dello Stato, ma la collaborazione ha una condizione imprenscindibile: il rispetto tra i poteri.

La giustizia in Italia funziona molto male, ma noi magistrati ne abbiamo pochissima responsabilità, perché ci sono cose che noi non possiamo controllare”.

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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