I GIOVANI SINDACI PUGLIESI APPENA ELETTI SI RACCONTANO A leccecronaca.it / 2 – GALLIPOLI, STEFANO MINERVA: “Farò splendere la mia città”

| 22 Giugno 2016 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Quello che mi succede ogni volta che vado a Gallipoli, non mi era mai successo da nessuna parte. Il bello è che ogni volta me ne dimentico, e ricomincio daccapo la successiva. Allora, solo qui, a Gallipoli, ci sono le macchinette per pagare il ticket del parcheggio che non solo vogliono i soldi della tariffa (cara, a proposito), ma pure il numero della targa della tua macchina, e, se non te lo ricordi, come non me lo ricordo mai io, non c’è niente da fare, devi tornare indietro, magari a una certa distanza, dove hai trovato posto, memorizzarlo, e ritornare a rifare tutto una seconda volta.

Ma certo questa particolarità è l’ ultimo dei problemi, ammesso che lo sia per altri, oltre che per me, lasciati dalla vecchia amministrazione e ora da esaminare da parte della nuova, guidata da un altro dei giovani sindaci pugliesi usciti dalle elezioni di domenica scorsa, Stefano Minerva, 30 anni, del Pd.

Anzi, dirigente giovanile nazionale, che “vive e lavora tra Gallipoli, Bari e Roma ed è presente in tutto il territorio nazionale” negli ultimi due anni, in cui “fa avvicinare i giovani alla politica e porta all’attenzione generale le problematiche di un Mezzogiorno sempre più abbandonato a se stesso“, come egli stesso racconta, e questo dopo gli anni precedenti dell’ impegno politico, da studente, liceale e universitario.

Poi, invece adesso, la “corsa”, quale espressione del “nuovo che avanza”, in aperta contrapposizione col “vecchio” che è indietreggiato, a sindaco della sua città, conclusasi vittoriosamente con il ballottaggio di domenica scorsa: “la risvolta“, come l’ha chiamata in campagna elettorale.

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D.) – Sindaco, innanzi tutto complimenti e in bocca al lupo! Qualcuno degli sconfitti aveva detto che, se avesse vinto, avrebbe festeggiato “sciampagneggiando col Cristal”, e con un concerto di “quei Pooh al seguito di Riccardo Fogli”. Lei, che ha vinto, con cosa ha brindato domenica notte? E se dovesse invitare qualcuno, a suonare, chi le piacerebbe?

R.) La ringrazio e, ovviamente, crepi il lupo! È un onore per me essere sindaco della mia amata città. Dunque, sono stati momenti intensi e ricchi di emozioni. Sono stato circondato da una folla di persone: sostenitori, simpatizzanti, amici e sconosciuti che si complimentavano per il risultato. In quel momento, ero veramente confuso e ubriaco di felicità ma, no, non ho “sciampagneggiato”. Sono astemio e anche la scorsa notte ho brindato con acqua e Coca-Cola. I miei sostenitori sì, lo hanno fatto, con del prosecco “made in Italy”.

Se dovessi invitare qualcuno per festeggiare il nostro risultato, non avrei di certo dubbi: Francesco Guccini, Michele Cortese e Mino De Santis. I miei musicisti preferiti.  

D.) – Lei è anche poeta, so. Ha già pubblicato, per i tipi delle edizioni Esperidi, una prima raccolta, “Tra il Mirto e la Bandiera”. A chi si ispira, quando scrive versi? Sorrido, a Nichi Vendola? Dai, seriamente, magari a Pier Paolo Pasolini?

R.)Nessuno tra i due. Posso però dirLe che mi emozionano le poesie di Vittorio Bodini.

D). –  Ma è vero che Lei è proprio il pupillo di Michele Emiliano? Che rapporti politici ha col presidente della Regione?

R.)Il Presidente Emiliano ha avuto modo di conoscermi nel periodo delle elezioni europee, durante la quale ha capito il mio modo semplice e genuino di fare politica. Tra me e lui vi è ora un rapporto simile a quello che vi è tra padre e figlio, non c’è nulla di male considerando che il rapporto è basato sulla fiducia e sulla stima reciproca. 

D.) – E di Matteo Renzi, uscito dalla notte di domenica un po’ ammaccato, se non rottamato, che mi dice?

R.)Il Partito Democratico non ha avuto ottime performance a livello nazionale ed è giusto riflettere su tale risultato. Posso però dirLe che mi ha detto che è felicissimo per il successo ottenuto a Gallipoli.

D.) – E che via siate sentiti in queste ore, già di per sé è una notizia. Sindaco, comunque, largo ai giovani, allora, no? Mi sembra il dato – complessivo – più evidente di questa tornata elettorale…

R.) Esatto. Rinnovamento, entusiasmo, genuinità, coraggio, freschezza: sono queste le parole chiave di questa campagna elettorale.

D.) – E quindi?

R.) – E quindi i giovani sono il futuro e su di loro bisogna investire. 
Per loro, voglio cercare di diventare un punto di contatto tra problemi, soluzioni, territorio ed istituzioni: un punto di contatto che sia realmente tangibile e ascoltato.

D.) – Domenica notte su leccecronaca.it abbiamo messo una foto in cui Lei si rimbocca le maniche della camicia. Certo, da fare ne avrà…Da cosa intende cominciare?

R.) Dal costruire un modello di città partecipata, sicuramente. Fondamentale è anche la pianificazione della stagione. Gallipoli è una citta complessa e delicata allo stesso tempo, ma non verrò meno agli impegni e alle promesse fatte: questa città merita di splendere.

D.) – Per arrivare dove, sindaco?

R.)Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me cos’è la libertà.

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Beh, sono versi belli. Ma mi sa che non sono suoi. Che siano del “suo” Francesco Guccini?

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica, reportage

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