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‘Non più differibile l’ inizio dei lavori’

| 25 agosto 2016 | 20 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil ci mandano per conoscenza la lettera che qui di seguito pubblichiamo______

A S.E. il Prefetto di Lecce

Al Presidente di Anas

Al Presidente della Regione Puglia

Al Ministro delle Infrastrutture Del Rio

Le scriventi Organizzazioni Sindacali intendono richiamare la vostra attenzione sulla condizione dei lavoratori del Gruppo Palumbo (Leadri – Co.Ce.mer. Pal. Strade- SS.P.) da giorni in presidio permanente ai margini della S.S. 275 Maglie-Leuca.

Nonostante tutti gli sforzi profusi per attivare le azioni di carattere sindacale mirate a salvaguardare i posti di lavoro, le aziende hanno preceduto al licenziamento collettivo del personale dipendente.

Si tratta di maestranze che hanno già realizzato importanti opere giunte ormai a completamento (come la Strada Statale Maglie-Otranto) e che oggi stanno subendo le conseguenze del blocco e del mancato avvio di altre importanti arterie, ritenute a giusta ragione, “strategiche per lo sviluppo e la sicurezza del nostro territorio” (Strada Regionale 8 Lecce-Melendugno, Strada Statale 275).

Riteniamo non più differibile l’inizio dei lavori, non solo per dare risposte di carattere occupazionale ad un territorio segnato da una forte emorragia di posti di lavoro, ma soprattutto per dotare il Salento di infrastrutture annunciate ed attese da anni.

È per questo che riteniamo fondamentale la piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati, sia dal punto di vista tecnico che politico, dai quali ci aspettiamo, in base alle rispettive competenze, un’azione immediata e concreta.

Alla luce delle ultime iniziative prese dai lavoratori, siamo preoccupati che l’allungamento dei tempi possa degenerare in azioni di difficile governo oltre che prestare il fianco a inutili tentativi di strumentalizzazione politica.

Chiediamo, pertanto, a S.E. il Prefetto, che ha già più volte dimostrato sensibilità ed attenzione su questi temi, di calendarizzare in tempi brevissimi l’incontro già annunciato alle OO.SS. di Categoria (da ultimo l’8 agosto scorso) con Anas e Regione Puglia.

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (20)

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  1. Luigi Russo - tramite Facebook ha detto:

    S.S.275 – COSA C’È VERAMENTE DIETRO IL PRESIDIO DI SCORRANO

    Adesso è chiaro quali erano gli interessi che muovevano l’attuale progetto “massacrato” dalle Procure penali, dalla Corte dei Conti, dal Consiglio di Stato, dall’ANAC (autorità anticorruzione), dall’ANAS: quelli delle imprese, quelli dei padroni vecchi e nuovi, che non hanno alcun interesse per la sicurezza, per lo sviluppo, per la vita.
    Ma la cuccagna è finita. E non si possono usare gli operai, vittime incolpevoli, per chiedere che la legge venga violata.
    Come fanno a chiederlo politici che siedono in consiglio regionale, deputati, sindaci? La strada si deve fare a 4 corsie fino a Montesano-Tricase, ma con un progetto regolare, attento alla dimensione ambientale (discariche e consumo di suolo e paesaggio), con gare trasparenti e con assegnazione alla ditta che dà tutte le garanzie di legalità

  2. Fernando Blasi - tramite Facebook ha detto:

    Rispetto chi protesta per il lavoro, e sono tante persone, in tutti i settori produttivi, in questo Salento nel quale la disoccupazione, giovanile e non, ha raggiunto picchi impressionanti.
    Eppure sulla vicenda dell’occupazione della 275 si stanno sviluppando alcune dinamiche che mi lasciano molto perplesso.
    Come mai gli operai della Palumbo vanno a protestate per l’apertura di un cantiere che non ha nulla a che vedere con l’azienda che li ha licenziati?
    La Leadri non ha vinto l’appalto per la costruzione della 275, che è stato bloccato a causa di macroscopiche illegittimità dall’Anas, la quale evidentemente ha riscontrato in quel progetto non certo la linda e benevola volontà di creare sicurezza per gli automobilisti, ma la ferma volontà da parte di una classe politica mediocre di farne una mangiatoia. E di fronte a questa si è fermata.

    Non solo. Il ministro Delrio ha assicurato che l’ammodernamento della 275 si farà, sebbene sia necessario rivedere il progetto, “la vergogna delle vergogne”, come lo definì Antonella Accroglianò, quella che i giornali hanno ribattezzato “la dama nera delle tangenti”.

    Quindi la decisione di Anas di fare le proprie valutazioni rappresenta semplicemente una scelta di buon senso. Veniamo da 25 anni nei quali la politica arraffona ha giocato al continuo rialzo con quell’appalto, facendo lievitare i costi da 113 milioni nel 2001 a 287 milioni nel 2011 senza che sia stata posata una singola pietra.

    Oggi, nel momento in cui la riflessione di Anas è un buon segnale di cambiamento, perché significa la volontà di smettere di buttare i soldi pubblici in tangenti e ruberie, assistiamo alla mascherata di politici che tentano di strumentalizzare la protesta degli operai, alimentando l’idea – falsa – che quella strada non sia partita per motivi burocratici.
    No: per dirla chiara, quella strada non si è fatta perché sono venute fuori irregolarità e sospetti talmente imbarazzanti da far impallidire anche chi, stando alle indagini, era abituata a considerare le mazzette ordinaria amministrazione.

    Allora, per tornare alla protesta di questi giorni, dico che io vengo da una cultura politica che si pone l’obiettivo di rappresentare gli interessi dei lavoratori e non quelli dei padroni, strumentalizzando le proteste degli operai.
    Oggi vedo addirittura sindaci, i cui comuni non hanno nulla a che vedere con la 275, ma molto a che vedere con l’azienda in questione, che si prestano a operazioni di questo genere.
    Provo un senso di sconforto e mi chiedo se chi gioca a questo gioco si renda conto dell’immagine che offre.

  3. Erio Congedo, Conservatori e riformisti - tramite Facebook ha detto:

    Nella mobilitazione quotidiana per la statale Maglie-Leuca c’è un convitato di pietra: la Regione Puglia.

    Il Governo regionale, che pure ha stanziato buona parte dei 288 milioni di euro per il raddoppio e la messa in sicurezza di una delle bretelle più importanti della Puglia, soprattutto per il turismo, rimane in silenzio, mentre dovrebbe avere un ruolo da protagonista accanto sia agli operai licenziati della società che si è aggiudicata l’appalto bloccato dall’Anas, sia accanto a tutti i sindaci ed esponenti di tutte le Istituzioni che anche questa mattina si sono ritrovati a Scorrano per chiedere all’Anas di sbloccare l’appalto e riprendere subito i lavori”

  4. Salvatore Giannetto, Uil - tramite redazione ha detto:

    ESITO INCONTRO IN PREFETTURA SULLA SS275 MAGLIE-LEUCA.

    “È stato un incontro interlocutorio ma proficuo. Il Prefetto di Lecce Claudio Palomaba ha detto chiaramente che l’opera si farà.

    Nella prima decade di settembre parteciperà ad un incontro a Roma presso il Ministero nel corso del quale si capiranno le modalità per la realizzazione dell’opera. Una volta fatto questo, lo stesso Prefetto convocherà un tavolo tecnico e ci riferirà quanto stabilito.

    Come organizzazioni sindacali, abbiamo ribadito che la nostra priorità assoluta è la salvaguardia dei livelli occupazionali. Per far questo, chiediamo intanto che vengano avviati i lavori già cantierizzati sul territorio salentino, come la Regionale 8 e i sottopassaggi, così da occupare almeno una parte dei lavoratori.
    Con gli altri si troveranno forme di sostegno al reddito in attesa dell’inizio dei lavori per la realizzazione dell’opera.
    Intanto ringraziamo il Prefetto per l’impegno e la sensibilità dimostrata finora”.

  5. Paolo Pagliaro, Forza Italia - tramite redazione ha detto:

    Abbiamo contato e pianto morti, abbiamo rivendicato diritti e battagliato contro l’inedia della politica che per venti lunghi anni ha taciuto, chiudendo gli occhi di fronte ad una situazione paradossale: mettere in sicurezza una strada e creare le condizioni di sviluppo del capo di Leuca
    Tutto ciò dovrebbe essere una priorità ma solo in Salento accade che nessuno se ne accorga, nell’altra parte della regione Puglia tutto è concesso e normale, e così sono trascorsi gli anni lasciando al Salento soltanto inganni.
    Un’odissea prima politica, coi giochini di potere e con la superficialità dei politici locali, poi giudiziaria ed amministrativa.
    Intanto i lavoratori perdono il lavoro, i lavori sono bloccati ed i nostri politici dopo un letargo di venti anni, si svegliano e parlano di misure drastiche, di occupare la sede dell’Anas ( lo chiedevano da anni ) parlano e parlano.
    Intanto tutto tace, nessuno dà risposte e rischia di passare tutto in secondo piano. Non possiamo permetterlo, bisogna lottare, la SS 275-conclude Pagliaro- deve essere realizzata quanto prima, non possono passare altri anni, non possono accadere altre disgrazie. Racchiudo il rammarico in una sola parola: VERGOGNA.

  6. fasiello marcello ha detto:

    VERGOGNATEVI VOI POLITICI CHE REMATE CONTRO LO SVILUPPO DEL TERRITORIO FARE UN NUOVO PROGETTO SIGNIFICA ALTRI 25 ANNI LE DISCARICHE E VOI LO SAPETE GIA E FATE FINTA DI NON SAPERLO CI SONO GIA I SOLDI PER BONIFICARE CHE SOMO A CARICO DELLA DITTA CHE SARA Appaldato … REMARE CONTRO LO SVILUPPO DEL SALENTO SIETE VOI A DOVER DARE IN MASSA LE DIMISSIONI CARI POLITICI SIA DI MAGGIORANZA SIA DI OPPOSIZZIONE!!!!!!

  7. Gruppo Conservatori e riformisti Consiglio regionale Puglia - tramite redazione ha detto:

    Non è più il tempo di tergiversare sulla Statale 275 Maglie-Leuca. Mentre nel Salento si mobilitano tutte le parti sociali, politiche e sindacali per lo sblocco dei lavori, continua il silenzio assordante del Presidente della Regione, Emiliano, che neppure ieri ha fatto sentire la sua voce di fronte alla richiesta di convocare per oggi un tavolo in Prefettura, vista la presenza del premier Renzi a Lecce.

    Per le innumerevoli ragioni già più volte espresse e che tutti conoscono è necessario ed urgente che si proceda alla realizzazione di un’opera fondamentale per la sicurezza stradale e lo sviluppo economico e turistico che il Salento.
    Nulla si è mosso nonostante ormai da almeno vent’anni si discute, si siglano intese, si sottoscrivono accordi come quello sottoscritto cinque anni fa dall’allora presidente della Regione Vendola, dal presidente della Provincia Gabellone e dal presidente dell’ANAS Ciucci, ancora nulla si è mosso.

    Da ANAS continuano a giungere dichiarazioni che confermano la volontà di realizzare il programmato intervento sulla Statale 275, ma assoluta incertezza sull’iter da seguire il che legittima i timori sul rischio di procrastinare a tempi sconosciuti la realizzazione dell’opera che non può più attendere.

    Ora, al di là delle prese di posizione di alcuni consiglieri regionali di maggioranza, assistiamo all’immobilismo totale e al silenzio pilatesco del Governo regionale, mentre il progetto coinvolge direttamente e attivamente la stessa Regione Puglia, ecco perché, alla luce di tale appunto, si chiede con urgenza una presa di posizione di carattere istituzionale e politico del Governatore della Puglia.
    Dopo oltre 20 anni di vicende giudiziarie, intoppi burocratici e, purtroppo, di incidenti mortali, è ora di che la Regione faccia sentire la sua voce affinché si proceda nella massima legalità e trasparenza senza ulteriori tentennamenti.
    Un intervento che non può più essere rimandato e che il Gruppo CoR intende sollecitare con una interrogazione urgente al Presidente della Regione Puglia, all’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici e all’Assessore allo Sviluppo Economico.

  8. redazione ha detto:

    L’Autorità nazionale anticorruzione valuta negativamente, in più punti e con il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti, il procedimento amministrativo per l’adeguamento della Statale 275, e lo ritiene non più attuale: in pratica, una solenne bocciatura.
    Lo si è appreso oggi da fonti giudiziarie.

  9. Paolo Pagliaro, Forza Italia - tramite redazione ha detto:

    Quello che sta accadendo per la statale 275 Maglie-Leuca è il racconto di un territorio abbandonato a se stesso, come se fossimo nel terzo mondo, laddove in altri Paesi, per una strada del genere, sarebbero trascorsi al massimo sei mesi. Qui, in Salento, dopo vent’anni siamo ancora all’anno zero.
    C’è qualcosa di veramente incredibile e vergognoso in questa storia.
    Due decenni di tira e molla, di ritardi, ricorsi…
    Nel frattempo, la gente muore e le nostre strade continuano a macchiarsi di sangue. L’Anas dovrebbe procedere senza perdere altro tempo.
    Ma le parole si sprecano davanti ad uno scandalo -perché lo è- di questa portata. Come salentino, mi sento profondamente offeso da questa storia e dalle dichiarazioni dei politici che governano il territorio ormai da sempre. Senza incidere alcunché.
    E non parliamo di chissà che infrastruttura ma di una semplice strada, che in paese normale si realizza in un anno, su cui si sta esibendo la ‘politica di pulcinella’.
    Siamo senza parole, dopo l’ennesimo incontro ministeriale finito con un nulla di fatto

  10. Segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uil - tramite redazione ha detto:

    La misura è colma.
    Come Organizzazioni sindacali riteniamo di essere stati, con grande senso di responsabilità, sempre disponibili e rispettosi con le Istituzioni a cui abbiamo chiesto, in tempi non sospetti, un intervento concreto che aiutasse a risolvere una situazione resa ancora più difficile dall’atteggiamento di chiusura dell’azienda.
    Ma da parte dei nostri interlocutori stiamo raccogliendo soltanto rinvii e rassicurazioni.
    Oggi prendiamo amaramente atto che quello istituzionale continua ad essere un sentiero lastricato di buone intenzioni che non aiuta a risollevare gli animi di centinaia di lavoratori, in balia dell’incertezza più totale circa il proprio futuro occupazionale.

    È bene ricordare il comportamento – che con un eufemismo definiamo stigmatizzabile – delle aziende del Gruppo Palumbo, che inizialmente, in sede prefettizia, si erano dimostrate disponibili a far accedere i lavoratori ad ammortizzatori sociali in deroga e che, nel giro di pochi giorni, hanno inspiegabilmente fatto dietrofront spedendo le lettere per il licenziamento collettivo del personale dipendente e producendo il mancato accordo con le organizzazioni sindacali.

    È bene ricordare poi che, solo grazie all’insistenza e alle lettere di queste organizzazioni sindacali, sono stati accelerati i tempi di convocazione del tavolo in Prefettura entro il mese di agosto e sollecitati i pareri di Anas e Regione.

    In un territorio che di tutto ha bisogno tranne che di tenere ferme importanti opere pubbliche (non soltanto la strada 275, ma anche la Regionale 8 e i sottopassi di San Cesario e Sternatia) assistiamo a uno scenario non più tollerabile.
    Le rassicurazioni e i continui rinvii non servono a nessuno: né ai lavoratori, né al territorio.
    Servono date e tempi certi dell’avvio di lavori non più procrastinabili.

    Assistiamo oggi a una deprecabile strumentalizzazione del disagio dei lavoratori: condizione aggravata dall’incertezza generale in cui questi lavoratori vivono, per responsabilità dell’Azienda, ma anche – ci dispiace dirlo – delle Istituzioni che continuano a dilatare i tempi senza offrire alcuna prospettiva, né occupazionale, né di sostegno al reddito.

    Corre per noi l’obbligo di chiamare a responsabilità tutto il mondo delle istituzioni e della politica di questo territorio, a cui chiediamo di impegnarsi in modo deciso all’ottenimento di risposte in tempi rapidi.

    Apprendiamo dalla stampa l’ennesimo annuncio circa lo sblocco dei lavori della Regionale 8: invitiamo la Regione Puglia a dare certezza dei tempi, perché si tratta dell’opera che darebbe una boccata d’ossigeno al maggior numero dei lavoratori interessati dai licenziamenti.

    E lo stesso richiediamo alla Provincia di Lecce che da tempo promette l’avvio dei lavori sui sottopassi di San Cesario e Sternatia, lavori che ad oggi risultano ancora fermi.

    Chiediamo che Anas assuma, quanto prima, la migliore soluzione possibile affinché sia finalmente avviata l’opera della 275, definita, come la Regionale 8, “strategica per lo sviluppo e la sicurezza del nostro territorio” e che è invece diventata uno dei simboli delle incompiute del nostro Paese.

    Esprimiamo delusione e disappunto per l’esito dell’incontro a Roma del Prefetto di Lecce: è impensabile che, giunti a questo punto, si debba riportare al territorio, per giunta soltanto a mezzo stampa, un’ennesima rassicurazione da parte del Governo sul possibile avvio dell’opera, senza alcuna data certa.

    Abbiamo apprezzato il merito delle dichiarazioni degli scorsi giorni del viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova: riteniamo però necessario che dalla disponibilità enunciata si passi ai fatti, con un’azione incisiva da parte del Governo per richiamare a responsabilità l’azienda e per individuare tutte le soluzioni atte a dare concrete prospettive ai lavoratori e alle loro famiglie.

    Come organizzazioni sindacali riteniamo non più procrastinabile ogni azione volta a dare risposte efficaci a centinaia di lavoratori, giunti ormai a un livello di esasperazione preoccupante, e a un territorio già colpito da una grave crisi occupazionale e privo di infrastrutturazioni e collegamenti indispensabili per il suo futuro.

  11. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    Da magistrato e da presidente della Regione Emiliano si faccia garante dell’unica posizione percorribile, tesa a radere al suolo il castello di illegalità che ha macchiato il progetto della S.S.275: chieda anche lui ad Anas di rifare la gara da zero, rivendicando la necessità di predisporre un bando che miri a salvaguardare esclusivamente ambiente, paesaggio, sicurezza e legalità.
    Da uomo di legge non chiuda gli occhi di fronte al quadro di nefandezze che in questi mesi hanno evidenziato tre Procure, il Consiglio di Stato e l’Anac, demolendo di fatto il progetto faraonico da 288 milioni di euro

    Il valzer sulla 275, ieri del centrodestra e oggi della maggioranza di centrosinistra in Regione, porta infatti a registrare voci continuamente contrastanti nella coalizione che sostiene Emiliano, salvo poi, al netto di qualche timido comunicato stampa,constatare che si dimostrano sempre tutti felicemente sottobraccio.
    Il colpevole silenzio del presidente della Regione è un comportamento secondo il consigliere pentastellato estremamente differente rispetto agli ‘strilli roboanti’ che non fa mai mancare sui fronti Tap e Ilva e che, sotto il profilo mediatico, rendono parecchio in funzione della sua campagna antirenziana propedeutica a scalate interne al PD.

    Il capo della Giunta farebbe meglio ad abbassare il volume del baccano, stucchevole perché sterile e politicamente interessato sui versanti gasdotto e siderurgico, e a badare al nodo 275 in quanto la Regione Puglia è co-finanziatrice dell’opera, non limitandosi a fare da spettatore ai battibecchi dei suoi consiglieri che ricordano i capponi di Renzo Tramaglino.

    Se si vuole veramente evitare ulteriori vittime e dotare il territorio di un tracciato compatibile con la fisionomia del territorio si metta fine a questa pantomima dando vita a una forte iniziativa politico-istituzionale dei vertici della Regione e mettendo la sordina alle beghe tra sindaci favorevoli e contrari.
    Per piantarla una volta per tutte con l’approccio da campagna elettorale che impedisce la realizzazione di un’opera trasparente e funzionale alle caratteristiche e alle necessità del territorio.

  12. Erio Congedo, Cor - tramite redazione ha detto:

    Il tempo è abbondantemente scaduto, con ricadute negative e danni economici per imprese e purtroppo anche per molti lavoratori e quindi le loro famiglie, senza contare i rischi per la sicurezza che rimangono tuttora. Tuttavia sul futuro della statale 275 Maglie Leuca vogliamo e dobbiamo essere ancora fiduciosi e crederci, nella speranza di raggiungere il risultato della realizzazione della nuova arteria.

    Su questa “strada” non aiuta purtroppo il silenzio della Regione, incurante evidentemente delle sorti di un territorio importante e di un’infrastruttura che porterebbe sviluppo e crescita socio-economica. Tra un litigio e una ripicca con il premier Renzi il presidente Emiliano dovrebbe battere un colpo anche per il Sud Salento considerato che si tratta:

    1) di un’opera interamente finanziata con 288 milioni di euro, di cui 152 stanziati dalla Regione Puglia, ed il cui progetto è compreso nella Delibera del CIPE n.121/2001;

    2) che dopo un contenzioso tra Regione Puglia e si è giunti ad un accordo transattivo, sottoscritto anche dal Presidente della Regione e recepito con deliberazione della G.R. n. 445 in data 11.3.2011.

    Cosa altro ci vuole ancora per sentire la voce del Presidente della più importante assemblea elettiva della Regione che peraltro ha tirato fuori 152 milioni?
    Ci saremmo aspettati da un governatore sempre prodigo di idee e proposte su tutto lo scibile umano che su un’opera di tale rilevanza per il territorio avesse avanzato una proposta, la nostra è che si chieda con forza la nomina di un commissario, come già avvenuto per l’Expo di Milano e il Mose di Venezia, con il compito di agevolare e rendere possibile la realizzazione di quelle opere rimaste bloccate da mille pastoie burocratiche e secche giudiziarie. Trovare la via d’uscita ad un vicolo cieco, se si vuole, si può.

  13. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    Intervengo sulle dichiarazioni del numero uno di Anac, Raffaele Cantone, che sulla scottante questione della SS275 ha dichiarato: “È l’emblema di come non si fa un appalto”, ed ha sottoposto un interrogativo inquietante: “Quante risorse sono state spese senza neanche un centimetro d’asfalto?”.

    Le parole pronunciate a Bari da Cantone rappresentano solo il sigillo ad un castello di accuse e di sentenze esito di contestazioni puntuali, di merito, gravissime (di carattere tecnico, progettuale e finanziario) provenienti dalla stessa Autorità Anticorruzione, da tre Procure e dal Consiglio di Stato. Dichiarazioni che trovano fondamento – e lo potrebbe rilevare anche un non addetto ai lavori – nell’odissea della vicenda raddoppio attestata dagli articoli di stampa di addirittura 15 anni fa, quando si parlava di una dotazione necessaria di 200 miliardi di vecchie lire (stima che in euro si attestò a 113 milioni), “miracolosamente” divenuti 288 milioni con il progetto faraonico sostenuto dai partiti, dai loro amici e dagli imprenditori inseriti nei salotti giusti.

    Il consigliere pentastellato evidenzia come oggi una serie di politicanti lancino il messaggio “Anas rifaccia presto la gara”, sfruttando tra l’altro il ricatto occupazionale che tiene in scacco i lavoratori Palumbo.
    Una posizione che finge di dimenticare il sostegno esplicito da loro espresso a favore di quel progetto colossale, volto a sfregiare ambiente, lavoro e legalità.
    Si faccia presto e bene non si faccia genericamente “in fretta”: è l’unico appello che si può rivolgere ad Anas se si auspica che la nuova gara sia frutto di un progetto che salvaguardi davvero territorio, paesaggio, sicurezza e trasparenza.
    Fu realmente Anas a volere l’articolazione su quattro corsie? Ci sono responsabilità da parte di chi affidò a trattativa privata l’incarico della progettazione molto prima che arrivasse la società oggi guidata da Gianni Armani?.

  14. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    E’ ora necessario procedere con determinazione alla caratterizzazione e alla bonifica delle discariche di rifiuti tossici che sarebbero state tombate dalla realizzazione di questo progetto criminogeno, e “partorire” in tempi rapidi un nuovo progetto all’esito dell’ascolto delle professionalità, delle comunità locali e delle tante amministrazioni che nulla hanno a che fare con gli interessi dei politicanti e degli affaristi che hanno contribuito a svendere e a sfregiare questa terra meravigliosa.

    Mi tiro decisamente fuori dunque dalla “fiera dei politici”, ognuno dei quali o con una proposta tecnica per lo più all’insegna dell’investimento delle risorse “a prescindere”, approccio che ha contributo a divorare suolo e a devastare il Salento, o con una ricetta che invita ad avviare i lavori di raddoppio fino a Montesano, con un “poi si vedrà” in merito alla prosecuzione della messa in sicurezza fino a Leuca.
    Anche questa un’idea irricevibile, perché il tracciato, nella sua interezza, deve essere frutto di un disegno organico, che esprima nello stesso tempo coerenza progettuale, appropriatezza della dotazione finanziaria, tutela dell’ambiente e del paesaggio, e quindi garanzie di assoluta trasparenza.

    Casili conclude sottolineando ancora una volta che “salvaguardare un territorio non significa affatto musealizzarlo, ma elaborare progetti minuziosamente calibrati nella spesa e nelle caratteristiche tecniche, del tutto aderenti alle necessità reali e attuali di un’area ben diversa rispetto al Salento di 25 anni fa” e ribadendo che “il nodo è tutto nello stabilire “come” dovrà essere la nuova gara di Anas, questione ben più rilevante rispetto alla mera tempistica”.

  15. redazione ha detto:

    Un centinaio di lavoratori dipendenti delle quattro imprese del gruppo Palumbo hanno manifestato, insieme alle loro famiglie, sulla statale 275 Maglie-Leuca, per protestare per i ritardi nell’assegnazione dell’appalto per l’ammodernamento della stessa strada. I lavoratori, che ai primi di ottobre hanno ricevuto le lettere di licenziamento, sono in presidio permanente dal 18 agosto scorso.
    Questa mattina hanno rallentato ad intermittenza la circolazione stradale mostrando striscioni di protesta nei confronti della Regione Puglia e del governo, accusati di non essersi impegnati per sbloccare la situazione.
    La zona è presidiata dalle forze dell’ordine.
    Di recente non ha sortito nulla un vertice tra sindacati e Anas a Roma.

  16. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    Anas finalmente rompe gli indugi e revoca tutti gli atti di gara della SS275 annullando l’aggiudicazione di un appalto faraonico da 288 milioni di euro che avrebbe irreversibilmente sfregiato il paesaggio salentino.
    Anas sembra essersi messa sui binari giusti; ora riformulerò la richiesta al Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, affinché possa illustrare in V commissione “Trasporti” le tempistiche e le modalità con cui intende procedere nelle prossime settimane.

    E’ necessario che si proceda con chiarezza nel pieno rispetto delle attuali esigenze socio economiche di un territorio che, a differenza di appetiti politici e imprese amiche, chiede prima di tutto la bonifica urgente delle discariche di rifiuti tossici che sarebbero state definitivamente tombate da questo scellerato progetto.

    Si proceda, inoltre, con il pieno coinvolgimento e la partecipazione delle comunità interessate dal tracciato, e con l’indizione di una gara che poggi su un progetto destinato a lasciarsi definitivamente alle spalle i macroscopici errori del passato intrisi di illegalità. Vigileremo con immutata attenzione affinchè lo spacchettamento e la suddivisione dell’intero progetto in lotti non sia l’ennesima foglia di fico; i cittadini del comprensorio del Capo di Leuca hanno bisogno di un’opera che si realizzi in tempi brevi.

  17. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    E’ ora di dire basta con il vecchio modus operandi che ha portato un ritardo di quasi trent’anni sui lavori. Adesso che la Regione ha acquisito il ruolo di cabina di regia dobbiamo lasciarci alle spalle i rimpalli tra gli enti coinvolti, l’opacità e le irregolarità del passato.

    Chiedo che si proceda quanto quanto prima ad appaltare i lavori del primo lotto di 18 km che prevedono l’allargamento a quattro corsie da Maglie a Montesano Salentino.

    Il progetto a sud di Montesano, la parte finale del tracciato che arriva fino a Leuca, va invece rifatto da zero, nel rispetto delle regole di partecipazione attiva della cittadinanza come previsto ormai da tempo a livello europeo.
    Sono stati i cittadini infatti a rappresentare quella che è la vera esigenza del territorio, ovvero la messa in sicurezza della statale, a differenza di quanto fatto dai sindaci, in alcuni casi male informati, quando non addirittura in malafede.

    E’ stato il grande lavoro dei comitati ad impedire l’avvio dei lavori di un tracciato illegale che sarebbe passato su una serie di discariche di rifiuti tossici tra Alessano e Tricase.

    Chiede alla Regione di farsi garante di trasparenza e legalità per coordinare tutti gli enti territoriali e di dar vita a una partecipazione dal basso per assicurare alle comunità coinvolte un’opera che risponda alle attuali esigenze socio economiche, culturali e paesaggistiche.

    Lasciamoci alle spalle le belle parole come strada parco che servivano solo a mistificare la reale consistenza di un tracciato che fino a Leuca avrebbe mortificato e svilito le valenze paesaggistiche di un territorio che vede coinvolti direttamente 15 comuni.

    Vorrei ricordare che per la parte finale si dovrà procedere alla messa in sicurezza del tracciato preesistente dotandolo di tutto ciò che serve grazie alle importanti economie di gara che comporteranno un notevole contenimento dei tempi e dei costi di realizzazione rispetto all’iniziale progetto da 288 milioni di euro utile solo per soddisfare imprese amiche e formazioni politiche.
    In questo percorso i sindaci avranno un ruolo fondamentale se l’atteggiamento sarà quello di essere compatti e ascoltare all’unisono le comunità che li hanno eletti senza farsi prendere dalle facili strumentalizzazioni politiche da campagna elettorale che rischiano di farci ripiombare in una ulteriore schizofrenica fase di stallo.

  18. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    Anas e Regione ascoltino i territori nella scelta infrastrutturale che riguarda l’ammodernamento della strada 275”.
    Chiedo un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte decisionali sull’arteria stradale.
    Si proceda con celerità e senso di responsabilità, appaltando quanto prima i lavori del primo lotto di 18 km che prevede l’allargamento a quattro corsie da Maglie a Montesano Salentino e che ha trovato la piena condivisone di tutti. Ma per la parte finale del tracciato, il secondo lotto fino a Leuca, si dovrà ripartire da zero nel rispetto delle regole di partecipazione attiva della cittadinanza come previsto, ormai da tempo, a livello europeo.
    Si dovrà procedere alla messa in sicurezza dell’arteria, rispettando allo stesso tempo le valenze paesaggistiche del territorio. È necessario quindi realizzare fino a Montesano quattro corsie sottoposte ai vincoli del Parco dei Paduli, in modo da non stravolgere il patrimonio paesaggistico della zona, e poi la messa in sicurezza del tratto fino a Santa Maria di Leuca. Si utilizzino le economie di gara per ottenere il massimo grado di sicurezza dei tracciati preesistenti, in modo da mantenere inalterato il tessuto economico delle comunità insediate nell’area che altrimenti subirebbero un danno alle proprie attività. Vorrei ricordare che il Capo di Leuca, con la crisi del manifatturiero, è cambiato molto e oggi punta a valorizzare le sue caratteristiche: paesaggio, turismo e agroalimentare.
    Non disperdiamo il lavoro fatto fino ora da cittadini, comitati e associazioni che hanno bloccato un tracciato illegale che sarebbe passato su una serie di discariche di rifiuti tossici tra Alessano e Tricase. E proprio sulle discariche Anas non sembra ancora dare le giuste garanzie su un tracciato alternativo.
    La Regione tenga sempre ben presente questi aspetti e si faccia garante di trasparenza e legalità al fine di coordinare tutti gli enti territoriali, dando luogo ad una partecipazione dal basso che assicuri alle comunità coinvolte un’opera che risponda alle attuali esigenze socio economiche, culturali e paesaggistiche.

  19. Cristian Casili, M5S - tramite redazione ha detto:

    “È ora di smetterla di fare propaganda politica sulla S.S. 275. I sindaci del comprensorio di Leuca devono mettere da parte i campanilismi e le beghe politiche, in questo modo si potrà dare seguito all’avvio immediato dei lavori del primo lotto di 18 km, che prevedono l’allargamento a quattro corsie da Maglie a Montesano Salentino.”
    È quanto dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili a margine delle audizioni che si sono tenute in V Commissione Consiliare sullo stato della progettazione del raddoppio della S.S. 275 Maglie-Leuca.

    “La progettazione per il raddoppio del primo lotto – continua il pentastellato – ha trovato ampia condivisione da parte delle comunità locali, dei primi cittadini dei paesi interessati e delle associazioni e non possiamo perdere altro tempo per far partire interventi attesi da ormai trent’anni. Inutile ricordare come questo primo tratto di 18 chilometri, sui 34 complessivi, incida profondamente sull’organicità totale del tracciato. I sindaci del Capo di Leuca non possono sminuire ed eludere i problemi che ci sono stati per il raddoppio del secondo tratto della strada che va da Montesano Salentino a Santa Maria di Leuca, legati alle discariche di rifiuti tossici tombati, alle questioni sollevate dall’ANAC e alle indagini della magistratura. Si deve procedere a un’immediata bonifica di queste discariche – aggiunge – e ad una condivisione totale del progetto con le comunità coinvolte, al fine di garantire un’opera utile ai cittadini senza stravolgere il paesaggio. Voglio ricordare ai sindaci che è inutile partecipare alle manifestazioni degli operai, che chiedono da tempo l’inizio dei lavori, se poi è la stessa politica che blocca gli interventi tenendo in apprensione le famiglie. Il tempo della propaganda elettorale è finito – conclude Casili – e i cittadini attendono risposte concrete: è il momento di procedere con la massima celerità e condivisione”.

  20. Cristian Casili, M5S - tramite mail ha detto:

    Il tracciato della 275, se dovesse concretizzarsi l’infausto intervento nel secondo tratto, cancellerà per sempre un pezzo di territorio, eliminando reperti unici di civiltà millenarie, esempi archeologici che rappresentano la nostra storia. Così com’è stato pensato, anche se ridotto a due corsie, l’impatto che avrebbe quest’opera sul territorio del Capo di Leuca sarebbe devastante e contrasterebbe le politiche territoriali di rilancio di un paesaggio già mortificato da una pianificazione urbanistica selvaggia, inoltre danneggerebbe la valorizzazione del turismo su cui questo territorio sta investendo per le future generazioni. La stessa Anas ha più volte confermato che i flussi nell’ultimo tratto si riducono drasticamente, ragion per cui non ci sarebbero difficoltà per i salentini e i turisti a raggiungere i Comuni interessati.”
    A sottolinearlo è Cristian Casili, consigliere regionale del M5S e Vicepresidente della V Commissione Regionale, che interviene sul dossier presentato dall’associazione culturale Archés, che traccia un elenco delle testimonianze storiche, paesaggistiche e architettoniche lungo quello che è stato pensato come il futuro asse della statale Maglie-Leuca.

    “Strada parco, in questo caso, è un concetto ingannevole e mistificatorio, utilizzato per edulcorare quello sarà un progetto impattante sotto molteplici profili. Pajare antichissime, muretti a secco e furnieddhi saranno distrutti, elementi che a “Serra del Fico” e “Macchie di Ponente”, nel territorio di Tricase, tracciano gli insediamenti rurali che caratterizzano l’unicità e la storia di questi luoghi. Altri antichi reperti, come la “Casa dei pellegrini” e l’insediamento di Macurano, vivranno uno stravolgimento irreversibile. Così come il giardino degli ulivi secolari e la cripta dello Spirito Santo.
    Vorrei ricordare che il Capo di Leuca non è più quello di un tempo, con la crisi del manifatturiero, è cambiato molto e oggi punta a valorizzare le sue ricchezze: paesaggio, turismo e agroalimentare. Non disperdiamo il lavoro fatto fino ora da cittadini, comitati e associazioni che hanno bloccato un tracciato illegale che sarebbe passato, oltre che su questi straordinari reperti, anche su una serie di discariche di rifiuti tossici tombati tra Alessano e Tricase. La Regione tenga sempre ben presente questi aspetti e si faccia garante di trasparenza e legalità al fine di coordinare tutti gli enti territoriali, dando luogo ad una partecipazione dal basso che assicuri alle comunità coinvolte un’opera che risponda alle attuali esigenze socio economiche, culturali e paesaggistiche”.

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