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Comunque Vada… / I PREPARATIVI DELLE MADAMIN DI BORGATA PARADISO PER LA SCUOLA DI BALLO

| 27 novembre 2016 | 0 Comments

di Elena Vada______

Questi, sono pomeriggi eccitanti per le madamin della Borgata Paradiso a Torino.

Come già vi narrai in altre occasioni, il Borgo è diviso, separato completamente, dal famoso, corso Francia (il più lungo d’Europa).

La rive Droite e la Rive Gouche, sono in conflitto tra loro per varie questioni: i giardini più o meno curati; le Parrocchie, gli oratori e i poveri (siamo più fortunati, bravi, e buoni, perché accudiamo gli accattoni più numerosi, sfigati e malandati… mah!?!?).

Cosa eccezionale, abbiamo “ben due” società calcistiche con relativi campi da gioco regolamentari su erba, tanto di basso-fabbricato e tutto ciò che occorre per gli allenamenti e le partite. Alle gare, per l’acceso il tifo, sembra di stare al Maracanà. Non sto a raccontarvi quanti allenatori e massaggiatori sugli spalti, eccitati come fosse davvero il derby della Mole e della Madunina o altro simili.

Insomma questo: Destra-Sinistra, si fa spesso sentire, perché quelli di sinistra sono spocchiosi, si sentono più chich per le costruzioni abitative, più nuove ed eleganti, e c’è competizione per tutto: perfino per l’edicolante, il bar, il parrucchiere.

Unico punto in comune, che mette d’accordo le signore delle due fazioni, è il Bar di Jack, dove sono esclusi i giovinastri maleducati, le macchinette ruba-soldi, gli ubriaconi con le carte e televisioni da grandi partite nazionali ed internazionali.

Qui Rina Gallo e famiglia fanno un po’ da Boss, in quanto sono tra i clienti più affezionati.

In questi giorni, che fosse mattina, pomeriggio o sera, le Madamin dal Burg, sono tutte sedute nel bar, ai loro posti di combattimento, ma (questa volta) non ci sono “corna” da commentare; l’auto nuova di Rossi; l’amante del nono…No, niente “spetegules”: le nostre amiche sono all’opera per la vestizione.

Sembra che debbano andare al gran ballo di corte.

A Rina serve praticamente tutto: il vestito, la scarpa giusta, una tutina da ritmica per fare qualche passo di ginnastica. Ora che ha comprato tutto, si rimira nella specchio di casa. Sospirando tira un po’ su i capelli. :”Ero affascinante vent’anni fa! Guarda qua sta’ pancetta non va più giù e poi qui di fianco mi sono un po’ allargata, eh, sono state le gravidanze…”

Intanto suonano alla porta di casa, Rina va ad aprire, il caffè è già in uscita dalla macchinetta.

-”Come ta staghe bim, vestia parech! (come stai bene, vestita così)” dice Mariuccia, tutta infervorata, intanto entrano in quattro e si siedono a bere il caffè.

Quando si parla d’Europa, i piemontesi non si scombussolano più di tanto. Il fenomeno dell’immigrazione, per noi si è già verificato, circa cento anni fa con l’apertura della FIAT e aziende relative orbitanti. Non capiamo tutti i dialetti, ma abbiamo imparato a sopportarci a vicenda. Meridionali con pesce, fritti e ragù. Piemontesi con polenta, bagna-cauda e bagnetto verde… gli odori si mescolano e con l’aggiunta (oggi) di curry, curcuma e paprika degli stranieri, ne scaturisce uno effluvio inimitabile, strano e conturbante per alcuni, vomitevole per altri!

Torniamo a casa di Rina, dove Nino si alza dalla pennichella incavolato e urla :-Eh par mi ‘l cafè? Coa sun, al fiol dla serva? Mi sai nen che fiera alè custa si!?!?” (eh il caffè per me? Cosa sono io, il figlio della serva? Ma cos’è questa confusione in casa?). Vado alla bocciofila sul Po, così i bambini corrono, giocano e si divertono con gli altri. Hanno finito i compiti? A SETURE suma a ca, am racumandi Rina, fame nen rabiè! (Alle sette in punto saremo a casa, mi raccomando Rina, non farmi inquietare).

 

Appena fuori Nino, tutte tirano un tal sospiro che Nino riapre la porta e domanda:-”Successo qualcosa???”- In coro: No, no, no, solo chiuso il finestrotto del cucinino.

Adesso tutte tirano fuori i loro completi da ballo, li misurano e vanno a guardarsi nello specchio a tutta parete, che sta in fondo al corridoio. Carlo, che studia nella sua camera, esce un attimo per bere un bicchiere d’acqua. S’appoggia al frigorifero e, col bicchiere in mano, ride, ride, ride a crepapelle.

Rina dice: -”Ma Rosa, sei cento chili, potevi fare a meno di comprarti questo abitino rosa col tulle, certo che è di moda! Ma scusa, quella/o che te l’ha venduto non ti ha detto che sembri una delle ippopotame nella “danza delle ore” di Disney, e dai… piura nen (non piangere)! E piantla li ‘dmangè ciuculatin (e smettila di mangiare cioccolatini).

-“L’ho pagato 120,00 euro; 80,00le scarpe e sun fame la tinta biunda (ho fatto la tinta bionda ai capelli) altre 50, 00 euro e l’iscrizione, e il certificato medico……”

-”Ma smettila li di lamentarti, che sei piena di soldi, solo che sei abituata a spenderli tutti in prosciutto, salame e mortadella… a volte ti vedo, dalla finestra, col vaso della Nutella davanti. Vai a prendere un vestito, di quelli normali che hai a casa. Per forza che sei rotonda come un cocomero e tuo marito, va dietro a quelle secchette! Domani vai e lo cambi questo vestito rosa, prendi qualcosa di più sobrio.

E, Rosa a lei:”Anche tu, non credere di essere uno sfilatino… guarda, guarda la trippa che ti esce dalla cintura, e la ciccia molliccia delle braccia?!?!”

Rina decide di non litigare e risponde:-”E’ l’età… le gravidanze…”

Marilena, seria e silenziosa, si rimira allo specchio. Sta davvero bene con quel vestito, poi è alta, snella. Peccato per il naso lungo, aquilino, gobbuto, che le “Piscia in bocca” (come dice il marito di Rina).

Caterina si è arrangiata con quello che aveva in casa, forse avrà problemi con le scarpe, perché il tacco non è regolamentare….. ma si aggiusterà col tempo, tra poco sarà ora di tredicesima.

Carlo non si è più mosso dalla cucina, ne tanto meno dal frigo, postazione che gli ha permesso di vedere tutta la scenetta della vestizione e starebbe ancora ridendo, non fosse che la madre l’ha rincorso con la scopa in mano.

Le quattro amiche si guardano cercando l’approvazione l’una nello sguardo dell’ altra.

Il tempo passa. Chi si trucca troppo gli occhi, chi si è messo un bustier che la soffoca, chi ha spalmato il rossetto sulle labbra, sulla dentiera fin sotto il naso, chi ha le scarpe così alte, strette e a punta, da poter stare, a mala pena, in piedi.

”Prendiamo un altro caffè prima di uscire???” dice Rosa

-NOOOOO!- rispondono le altre tre, – o facciamo tardi, andiamo a piedi, tanto è qui dietro”- NOOOOOO! Per carità” dicono in coro. –

– “Ma dobbiamo solo attraversare il corso, guardate dalla finestra: ci sono già quelle dell’altra parte che ci aspettano…. Guarda, guarda, guarda: Teresa con l’abito lungo (ridicola!); Federica con un Boa di Struzzo (Cosa non farebbe per farsi notare!!!); Varda, Varda (guarda, guarda) la “napuli”… o scusatemi voi due pugliesi, Concetta con la gonna a godet… tutta scoperta sopra, ma non avrà freddo? Sta per nevicare! C’è anche quel bel ragazzo sottobraccio a Marilena, mi sembra ha detto essere il cugino”

-”Se, se, se, cugino… però a me è rimasto impresso quel tipo, si, il primo con cui ho ballato ti ricordi Rina, quel tipo fine, elegante e “senza fede” che alla fine mi ha baciato la mano. Sono rimasta così agitata. Ci ho pensato tutta la settimana”

-”Allora nduma, stuma o c’ fuma?” (intraducibile modo di dire ANDIAMO??? nevoso”) sospira Rina, impaziente di vedere da vicino quelle della riva sinistra – ”Intanto – dice – balliamo meglio noi! L’ha notato anche l’insegnante maschio, cioè non proprio maschio, un po’ femmina, ma maschio!!!”

– “Ma cot dise Rina, ca l’uma capì niente! (Ma che dici Rina che non abbiamo capito niente!), fa che dì cal’è an cupio (fai che dire subito che è un gay). Suma rivà (Siamo arrivate)…

”oh ciao, ciao, ma come sei elegante… complimenti eccetera……… che bella borsa… coccodrillo???, ah ma hai proprio già le scarpe da gara….. e sei già brava tu…ooooooooh che pizzo questa mantilha! E tu Franca, in tuta da ginnastica??- “Ma si ch’ amparu a balè co’ parei (Ma si che imparo a ballare anche così)…

Noi ci acquattiamo a guardare e sentiremo i commenti domani al Bar di Jack…Domenica prossima, ve li racconterò. A presto

 

 

Category: Costume e società

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