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LA CITTA’ DI NARDO’ DEDICA UNA VIA ALLA MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO. IL FRATELLO GIOVANNI PROTAGONISTA DELLA SERATA A SEGUIRE, CON UN INCONTRO DEDICATO ALLA CULTURA DELLA LEGALITA’

| 27 novembre 2016 | 0 Comments

(g.p.)______Il personale è politico, si diceva allora. Chissà quante volte l’ avrà sentita pure Peppino, questa frase cult dell’ epoca, lui che del ‘personale’, della sua famiglia, subiva i pesantissimi condizionamenti, un retaggio del passato che sembrava ineludibile, ma che, quanto al politico, guardava verso il futuro.

Avanti, ecco, era avanti. Era già andato oltre, quaranta anni fa. Giornali ciclostilati, mostre fotografiche, ecologia, sport, grafica, difesa del territorio. E radio libere. Così Peppino Impastato faceva il giornalista, senza essere riconosciuto, e il politico, senza essere considerato. Un po’ rompicoglioni, ecco, per i notabili del paese, per le rispettabili ‘famiglie’ della Sicilia di cui ha raccontato uno scrittore come Leonardo Sciascia, o hanno scritto tanti altri colleghi giornalisti (otto, ne abbiamo ricordato insieme, in sala) finiti ammazzati come lui, dalla mafia che non perdona. Sopporta, tollera, fino a che è possibile, denigra: ma poi ammazza, chi ne viola gli affari, o la rispettabilità, magari anche solo con l’ ironia, che però, se ben usata, è un’ arma potentissima, più della lupara.

Bellissimi, quegli anni, e terribili. Bellissimi, quanto a creatività, a entusiasmo, a voglia di cambiare il mondo; terribili, perché  offuscati da troppi misteri, troppi servizi segreti deviati, troppo odio ideologico.

Annus horribilis, quel 1978, anno di tre papi, di omicidi politici, e del sequestro e dell’ uccisione di Aldo Moro. E di Sara, che si doveva svegliare, perché era primavera.

La primavera siciliana finì con la morte di Peppino Impastato, e dovettero passare molte altre stagioni perché ne sapessimo qualcosa in più.

L’ amministrazione comunale di Nardò gli ha dedicato una via della città. Ieri pomeriggio, c’ era il fratello Giovanni, (nella foto) con un garofano rosso, che sarebbe piaciuto a Elio Vittorini, a presenziare alla cerimonia.

E a sera, tutti a convegno, con il vicesindaco Oronzo Capoti a fare gli onori di casa; il portavoce del sindaco Pippi Mellone, impegnato a Bruxelles per compiti istituzionali, Agostino Indennitate, quale impeccabile organizzatore; i giovani consiglieri di ‘Andare oltre’, i rappresentanti e i volontari delle associazioni; tanti ragazzi.

Una bella serata, di partecipazione, di riflessione, di confronto.

Apriamo il dibattito?

Si è parlato di mafia, vecchia e nuova; di come è rimasta la stessa, di come è cambiata; di come tante cose siano rimaste le stesse, e di come tante altre, e per fortuna, siano cambiate; di educazione alla legalità; di cultura, di politica, di territorio; e di memoria.

Più o meno condivisa, da condividere. Ma per il futuro, non per il passato.

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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