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DIARIO DEL GIORNO PRIMA / IL TAM TAM DI ANNIBALE

| 18 febbraio 2017 | 0 Comments
ITALIA______
MILANO – Una donna di Trucazzano, 49 anni, ricoverata in gravi condizioni il 14 febbraio all’ospedale San Raffaele del capoluogo lombardo, è morta la notte scorsa per sepsi meningococcica. Una bimba di sette mesi è ricoverata da ieri in condizioni critiche all’ospedale Buzzi, sempre per infezione meningococcica. La sua famiglia è straniera e la piccola non era iscritta al Servizio sanitario nazionale, non aveva medici e non era stata vaccinata. Lo riferisce l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, precisando che sono state subito avviate le misure di profilassi. La donna di 49 anni, spiega Gallera, “era stata ricoverata presso il Reparto di rianimazione già in gravi condizioni. Non abbiamo ancora notizia del ceppo di meningococco che ne ha causato la morte, gli esami sono ancora in corso”. La vittima “lavorava presso un’azienda della provincia di Monza e Brianza, pertanto il personale del Servizio di Igiene pubblica dell’Ats Città Metropolitana di Milano sta mettendo in atto tutti gli interventi di profilassi necessari in stretta collaborazione con l’Ats Brianza”.
GROSSETO – E’ stato fermato dai carabinieri il marito della donna trovata morta strangolata nel Grossetano. L’uomo era sul treno Roma Termini-Pisa ed è stato rintracciato all’altezza di Capalbio scalo, mentre stava tornando verso Orbetello. A fermare Alberto Novembri i carabinieri del comando provinciale di Grosseto e quelli della compagnia di Orbetello che da stamani lo stavano ricercando. L’uomo si sarebbe recato a Roma, ma poi avrebbe deciso di tornare verso casa. La vittima, Anna Costanzo di 68 anni, è stata trovata morta in casa, strangolata con i fili del computer. La donna e il marito vivevano in un palazzo all’Argentario, alla periferia di Porto Santo Stefano. Il marito della donna avrebbe fatto una telefonata a un conoscente al quale avrebbe detto di avere avuto una violenta lite con la moglie. Del caso si occupa il pm Maria Navarro, sul posto insieme ai carabinieri della locale caserma e al nucleo investigativo di Grosseto. L’uomo avrebbe preso un pullman diretto a Roma e sarebbe ricercato nella Capitale.
MONDO______
SEUL – Lee Jae-yong, vice presidente di Samsung Electronics ed erede della prima conglomerata sudcoreana, accusato di corruzione, frode e spergiuro, è stato arrestato, secondo quanto scrive in un tweet l’agenzia sudcoreana Yonhap. L’arresto è avvenuto poco dopo che la Corte centrale distrettuale di Seul ha dato l’ok. Lee avrebbe versato o promesso circa 37,5 milioni di dollari alla confidente Choi Soon-sil in cambio di un’ampia copertura politica. I pubblici ministeri lo possono detenere fino ad un massimo di 20 giorni prima di incriminarlo formalmente. Lee ha evitato l’arresto a gennaio, quando il giudice aveva respinto la richiesta dei pubblici ministeri. La vicenda è legata allo scandalo di corruzione e altri reati che ha coinvolto la presidente della Repubblica Park Geun-hye (ora sotto impeachment) e la sua fidata confidente Choi Soon-sil (in arresto), che avrebbe approfittato della sua posizione influente per ottenere finanziamenti in cambio di protezione politica.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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