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CHIAREZZA, ANALISI E INFORMAZIONE SULL’ ACQUA CHE ARRIVA NELLE NOSTRE CASE DALLA DIGA DEL PERTUSILLO. UNA PRIMA INIZIATIVA A LEVERANO DOMENICA 12

| 1 marzo 2017 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Leverano, Walter Tremacere ci scrive______

IMPORTANTE COMUNICAZIONE/AVVISO ALLA CITTADINANZA.

OGGETTO: STATO DI SALUTE DELL’ACQUA PUBBLICA E DI QUELLA DEI NOSTRI POZZI.

L’acqua dei nostri rubinetti, giunge dall’invaso del Pertusillo (Val d’Agri in Basilicata).

In quei luoghi, come di recente acclarato dalla Magistratura, le incessanti e selvagge attività di perforazione petrolifera, hanno portato un danno ambientale inestimabile.

Sono inquinati l’aria, il terreno, i fiumi, le falde idriche.

Lo stesso invaso del Pertusillo, che serve più del 60% dei rubinetti pugliesi, ivi inclusi quelli salentini, è risultato gravemente inquinato. Ciò è stato confermato da uno studio dell’Universita’ della Basilicata, unitamente a quello della California State University.

I campioni analizzati rilevano infatti una concentrazione di idrocarburi, enormemente superiore alla media ammessa dalla legislazione italiana.

Per dovere di cronaca, la concentrazione di idrocarburi, dosata (cioè rilevata), è stata di 6400 microgrammi/litro (contro quella “tollerata” che è di 200 mcg/lt).

Ovviamente la presenza di idrocarburi nell’acqua, è un capo d’imputazione inequivocabile nei confronti delle attività petrolifere e tutto ciò è altresì confermato, dalla rilevazione nelle acque dell’invaso, anche di altri inquinanti come: bario, manganese, alluminio, ferro, piombo, benzene, toluene e solfati.

Al riguardo, secondo quanto dicono gli esperti quelli che ci hanno messo la faccia) che indagano sul tema, la presenza di alcuni tipi di questi inquinanti, recherebbe con sé, una sorta di impronta digitale, legata ad una tecnica di estrazione petrolifera che consiste nell’immissione a pressione, di miscele d’acqua acida per la frantumazione delle rocce, durante le perforazioni stesse.

Difformemente, ARPAB (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in Basilicata), congiuntamente ad ENI, hanno prodotto dati sullo stato di salute dell’invaso, parziali e incongruenti, che si discostano dai dati riscontrati dagli studi sopra citati.

D’altra parte, bisogna evidenziare (con amarezza) che, un organismo posto a garanzia della salvaguardia della salute pubblica, per mantenere la sua imparzialità, NON deve assolutamente essere politicizzato!

La Cittadinanza ha diritto a dei rilievi effettuati da un ORGANO TERZO, LIBERO, IMPARZIALE e dunque OBIETTIVO nelle sue attività d’indagine.

A riprova di quanto sin qui affermato, è bene non dimenticare le tristi vicende di cui è stato vittima il Tenente della Polizia Provinciale di Potenza, Giuseppe Di Bello che riuscì a scardinare il silenzio sulle false risultanze delle analisi delle acque dell’invaso del Pertusillo. Gli animali che vi si abbeveravano morivano e sulle sue rive, spiaggiavano pesci morti. Difronte a questi fenomeni, egli intese fare chiarezza, effettuando scrupolose indagini chimiche, grazie alle quali, PROVO’ l’inquinamento delle acque dell’invaso del Pertusillo.

Come conseguenza del suo agire, non riscosse i ringraziamenti delle autorità superiori ma, la perdita del posto di lavoro e una condanna a due mesi e venti giorni di reclusione, per aver diffuso INFORMAZIONI RISERVATE, che invece erano informazioni estremamente preziose per la salute dei cittadini.

ARPAB, organo preposto ai controlli, taceva! (forse o evidentemente perché connivente con le LOBBIES, le istituzioni e i loro importanti interessi connessi con lo sfruttamento del petrolio lucano? Lo accerteranno i Magistrati).

È chiaro che dinnanzi ad una situazione così poco chiara ed inquietante, i cittadini di Puglia e Basilicata (ma non solo!) HANNO IL DIRITTO di ricevere una CHIARA e CORRETTA informazione da chi di dovere!

Ecco dunque la nostra proposta:

Per ottenere che ARPAP e di altri organi istituzionali per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, vengano obbligati a fornire dati corretti e notizie veritiere, è necessario l’intervento attivo di NOI CITTADINI, altrimenti destinati a brancolare nel buio.

L’incidenza di tumori che affliggono la popolazione salentina, è in continua crescita (in provincia di Lecce si è registrato un incremento del 38 per cento di tumori negli ultimi 24 anni [dati di L. Russo, CSV Salento]).

Risulta urgente un intervento che parta DAL BASSO, dalla popolazione attiva.

E’ ORA CHE SI CAMBI!

Sarà il popolo a dire la sua, laddove le istituzioni latitano.

La nostra proposta, come meetup “Leverano a 5 Stelle”, è quella di realizzare degli incontri, attraverso gazebo informativi, in weekend che si terranno in data da destinarsi e che verranno comunicati alla cittadinanza (a mezzo manifesti e social).

In occasione dei gazebo, SI CHIEDERÀ ai cittadini di sottoscrivere una petizione popolare, al fine di ottenere che la Pubblica Amministrazione istituisca un osservatorio permanente sulla salubrità delle acque pubbliche, formato da cittadini volontari. Verrà anche richiesto, per chi fosse interessato, un piccolo contributo economico, per finanziare o meglio, per “auto-finanziare” una campagna di campionamento dell’acqua che beviamo dai nostri rubinetti, quella dei nostri pozzi artesiani e freatici (soggetti al rischio di inquinamento anche legato alla chimica in agricoltura, quella dei pesticidi per intenderci) e, ove possibile, analizzare anche campioni di latte materno (al fine di dosarne le diossine).

Abbiamo preso contatti con un grande e soprattutto INDIPENDENTE laboratorio di analisi fuori regione (che inizialmente resterà anonimo per evitare avvicinamenti o collusioni), a cui porteremo i campioni prelevati, da far analizzare.

Il criterio di campionatura, consisterà di 3 litri di acqua e di 300 ml di latte materno. I costi per l’analisi saranno di euro 600 per il campione d’acqua (perché 300 euro serviranno per il dosaggio delle diossine e altre 300 per quello dei metalli pesanti). Per il latte materno basteranno 300 euro.

Si rende necessaria una precisazione:

Leverano, si è di recente dotata di “casa dell’acqua”. Essa tuttavia, benchè estremamente efficace in un’ ottica di riduzione dei materiali plastici riciclabili e di sostenibilità ambientale, non assicura che il prodotto fornito, sia esente da inquinati chimici (idrocarburi, pesticidi, diossine, metalli pesanti).

La casa dell’acqua, serve normale acqua di rubinetto ed in più, offre un’attenuazione del tenore di cloro, una filtrazione di eventuali impurità e una sterilizzazione UV (ultravioletti) che elimina la presenza di eventuali microrganismi.

MA … se nell’acqua dell’AQP (che giunge ad essa) ci dovessero essere inquinanti pericolosi, come quelli rilevati nel Pertusillo, noi li berremo senza scampo!

Ciò premesso, si garantisce che, la raccolta fondi che i cittadini vorranno donarci (per questa nobile e giusta battaglia), sarà trasparente e rendicontata in ogni sua parte. I risultati (speriamo buoni), saranno immediatamente comunicati con manifesti e attraverso i social.

Ove mai, dalle analisi dovessero venire fuori dati preoccupanti, informeremo immediatamente oltre che la popolazione, la stessa magistratura.

Siamo pronti con il primo gazebo che terremo a Leverano, domenica 12 marzo dalle ore 10.00 alle 21.00 in Largo Fontana.

I gazebo verranno protratti fino a quando non avremo raggiunto le somme prefisse. ______

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 22 febbraio scorso

http://www.leccecronaca.it/index.php/2017/02/22/allarme-inquinamento-alla-diga-del-pertusillo-e-l-acqua-che-arriva-nelle-nostre-case/

 

 

 

 

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (1)

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  1. Daniela Donno, M5S - tramite redazione ha detto:

    Continuano a destare allarme le chiazze di colore marrone rilevate qualche giorno fa attorno al lago Pertusillo, in Val D’Agri. Intere coltivazioni, terreni, siti d’interesse circostanti l’area sono messi a repentaglio.
    Ma non solo: inevitabili sono anche le conseguenze sotto il profilo ambientale e sanitario, a causa delle numerose incertezze sull’origine e sulle cause legate al preoccupante fenomeno.
    Ho presentato un’interrogazione indirizzata ai Ministri dell’Ambiente e della Salute:

    “Una faccenda rispetto alla quale vanno date risposte immediate, non solo per l’area lucana, ma anche per quella pugliese. Non dimentichiamo, infatti, che l’acquedotto del Pertusillo alimenta la Puglia centro meridionale e distribuisce l’acqua proveniente dagli invasi del Pertusillo e del Sinni.

    Chiediamo ai Ministri di adoperarsi immediatamente affinché sia fatto un sollecito aggiornamento di tutti gli studi, gli accertamenti, le indagini e le analisi del caso, con particolare attenzione allo stato qualitativo idrico dell’area del Pertusillo.
    Tenuto conto dell’elevato rischio di contaminazione, è fondamentale, infatti, divulgare il più possibile l’informazione ambientale, anche in relazione agli opportuni interventi di bonifica delle aree contaminate presso il Centro Oli Val D’Agri in cui sono allacciati i relativi pozzi.

    È fondamentale, poi, che si attivino le amministrazioni competenti, i singoli enti coinvolti, ma soprattutto l’Acquedotto pugliese affinché sia reso operativo un immediato piano di controllo.
    Il costante monitoraggio dell’acqua in ingresso e dell’acqua potabilizzata dall’impianto è uno dei fondamentali mezzi a disposizione per evitare che nelle case dei pugliesi arrivi dell’acqua contaminata.

    Al di là degli allarmismi, la tutela della salute e della sicurezza umana viene prima di ogni cosa, per questo vanno usate tutte le misure prudenziali del caso, prima che la questione diventi irrimediabile”.

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