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A GALLIPOLI DAL 23 AL 30 APRILE LA PRIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA POESIA. IL SINDACO STEFANO MINERVA: “E’ una cosa che sognavo da quando ero bambino”

| 19 aprile 2017 | 0 Comments

(g.p.)______Gallipoli si fa più bella con la poesia. Vedi, ad avere un sindaco poeta, o comunque appassionato di poesia? Bravo a Stefano Minerva e bravi tutti coloro i quali hanno collaborato all’ iniziativa, presentata oggi in conferenza stampa (nella foto) denominata “GALLIPOLI IN POESIA FESTIVAL” e che si svolgerà da domenica 23 a domenica 30 aprile.

Prima edizione, ancora un po’ confusa, nelle sue dinamiche, a dire la verità, ma decisamente una conquista, per tutti, già subito e, soprattutto, in prospettiva un’ idea destinata a crescere negli anni a venire.

Insomma, qualcosa di originale, sono riusciti a inventarsela, a Gallipoli. Non come a Lecce, dove il sindaco uscente non è riuscito a inventarsene una, dico una, di manifestazioni di un certo rilievo, di spessore, di qualità e poi dice che è arrivato ultimo, a zero tituli, nella corsa per capitale europea della cultura: e ti credo, con la logica degli amici degli amici, non vai lontano.

E pure per capitale italiana della cultura ha messo in scena un programma che non sarebbe andato bene nemmeno per la festa patronale: altro che quello che han fatto a Matera, altro quello che han fatto a Mantova, con enormi ritorni di immagine e pure economici per i loro territori.

Noi, a Lecce, abbiamo fatto il premio città di Lecce con i tronisti, senza offesa per i tronisti di Maria De Filippi. Ma evidentemente la cultura è un’ altra cosa, e la cultura per amarla bisogna conoscerla, così come la Poesia, per farla, e per fare le manifestazioni di poesia, bisogna amarla.

Che han fatto, cioè che faranno a Gallipoli? Di cosa si tratta?

Hanno scommesso di passare da città del divertimento a città della poesia, e han cominciato, cominceranno la prossima settimana, con reading, worhshop, mostre, cocktail poetici e due opsiti definiti speciali ed eccezionali: Davide Rondoni e Milo De Angelis.

Beh va bene, un po’ di retorica ci può stare, perché per quanto autorevoli nel panorama italiano ed europeo ci sono tanti ben altri nomi che avrebbero dato certo più lustro.

Sarà per la prossima volta. Anzi, agli organizzatori regaliamo un’ idea: quella di istituire il riconoscimento italiano ‘poeta dell’ anno’, per la prossima edizione.

Intanto la manifestazione è costituita da due iformat principali: ‘La Poesia dei Luoghi’ e ‘Poiè, Le parole sono importanti’.

Il primo, spiegano gli organizzatori, è “caratterizzato dal laboratorio tenuto dal poeta Davide Rondoni, ripartirà quest’anno dalla Città di Gallipoli, per mettere in risalto la poesia insita nelle sue tradizioni, nei suoi luoghi, nei suoi talenti artistici e manifatturieri, così come nelle sue produzioni.

Come di consueto, il laboratorio di poesia -di anno in anno condotto da poeti diversi per età, provenienza geografica, poetica ed estetica- farà lavorare i partecipanti sui luoghi, sulle persone e sui simboli della città, partendo da quei luoghi, persone e simboli già fortemente identitari, ma integrandoli a quei luoghi/persone/simboli della quotidianità cittadina su cui, difficilmente, cittadini e turisti fermano lo sguardo.

Il secondo format ‘Poiè, Le Parole sono Importanti’, spiegano sempre gli organizzatori, è ideato dal giovane poeta Andrea Donaera che ne cura la Direzione artistica con l’aiuto ed il sostegno di Roberto Bono, Antonella Vinci e Carolina Tundo e consisterà in una serie di laboratori e reading.

Piace l’ idea della poesia parcellizzata sul territorio.

Piace l’ idea dei reading, delle esibizioni dei poeti stessi: perché la poesia parte dalla tradizione e dalla rappresentazione orale, dai nostri – e pure a Gallipoli – loro padri greci.

Bisognerà evitare però il pericolo del municipalismo, della logica localistica, e per questo nel prosieguo bisognerà coinvolgere, accanto ai poeti di base, e quelli dei tanti infiniti concorsi, ripetiamo, i nomi più prestigiosi dei poeti viventi.

Occorre ancora, una cabina di regia – e mi si perdoni la bruttissima espressione mutuata dal politichese – che coinvolga l’ editoria, le case editrici che anche nel Salento fanno e promuovono poesia, e che a Gallipoli, almeno quest’ anno non ci saranno.

Occorre infine un coinvolgimento di giornalisti, divulgatori, blogger e critici, che al momento paiono latitare.

Ma insomma, sono accorgimenti, aggiustamenti e certo salti di qualità che verranno in seguito, soprattutto dall’ entusiasmo che verrà a tutti da questa prima edizione.

Ha detto il sindaco, Stefano Minerva (nella foto), del Pd, che nel 2015 ha pubblicato la raccolta “Fra il mirto e la bandiera”, Edizioni Esperidi: “Gallipoli ha ispirato tanti versi e può ancora regalare molto alle singole persone; sono convinto che l’ispirazione può aiutare la qualità della vita di chi viene a visitarla. Cerchiamo di elevare il livello di questa città, proviamo a dare una direzione netta. Sono molto orgoglioso e fiero di questo festival, è uno dei quei sogni che avevo già da bambino ed ora lo stiamo realizzando. Da fuori sta avendo molto richiamo e ringrazio tutti coloro che si impegnano e che mi hanno accontentato in questo sogno. Un evento che non si concluderà il 30 aprile ma lascerà un segno tangibile alla città”.

All’ intero Salento, sindaco. E si metta già al lavoro per la seconda edizione, subito, per favore. I sogni con la Poesia diventano realtà.

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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