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PREOCCUPANO LE CONDIZIONI DI SALUTE DEL DOTTOR SERRAVEZZA. ALTRI DUE CON LUI: AUMENTANO ANCORA LE PERSONE CHE HANNO SCELTO DI PROTESTARE CONTRO IL GASDOTTO DELLA TAP CON LO SCIOPERO DELLA FAME

| 7 maggio 2017 | 2 Comments

(g.p.)______Le condizioni di salute di Giuseppe Serravezza sono preoccupanti. Lo si apprende da un appello pubblico rivolto questa mattina dai figli alle autorità: “Chiediamo per l’ennesima volta un segnale dal governo, dai nostri parlamentari, da chi rappresenta questo territorio, per porre fine a questo suo estremo gesto“, perché “papà ha perso dodici chili, la sua funzionalità renale è alterata e rischia di essere seriamente compromessa perché non beve. I novantaquattro sindaci del Salento si sono mobilitati con lui, stanno urlando le istanze di un intero territorio, ma voi preferite tapparvi le orecchie. Ne prendiamo atto, risponderete alla vostra coscienza. Noi vi chiediamo, col cuore in mano, di mettere da parte i vostri veleni, le beghe politiche, i risentimenti personali. Qui c’è un uomo che rischia la vita per dare voce ad un territorio che vuol decidere il proprio futuro”.

Poi. Da ieri, e dunque oggi al secondo giorno, di sono altre due persone in sciopero della fame contro il gasdotto Tap, anche in segno di solidarietà al dottor Giuseppe Serrevezza.

Si uniscono alle altre quattro, delle quali avevamo dato notizia.

Si tratta di Anita Rossetti, di Galatina, assistente amministrativa (nella foto), e di Simone Calati, 29 anni, di Rho, artista di strada, che si trova al presidio ‘No Tap’ di Melendugno.

Ha scritto Anita Rossetti sul suo profilo ‘Facebook’: “Nonostante il mio enorme piacere del cibo, ho deciso di rinunciarvi perché Amo profondamente nostra Madre terra e la vita dei nostri figli che una cupola di affaristi ha deciso di uccidere a norma di legge. Non mi piace il vittimismo e neanche l’idea del martirio per qualsiasi causa, pertanto chiarisco che la mia è una scelta di Resistenza: sono capace di rinunciare a tutto pur di difendere il nostro diritto a vivere in una terra ricca di ulivi secolari e millenari, senza gasdotti e mega opere speculative, spesso presentate come “provvidenziali” da una disinformazione scientifica, degne della più terribile strategia mafiosa che riesce a tenere in silenzio anche le associazioni antimafia sempre tanto impegnate nelle celebrazioni e, perché no, nelle commissioni.

La mia vuole essere solo una testimonianza di una testarda lotta gioiosa a sostegno di un grande Sogno: UN GIORNO QUESTA TERRA SARÀ BELLISSIMA e non più disgraziata”. 

Anche Simone Calati ha dato l’ annuncio dell’ inizio della sua protesta sui social, anzi, su ‘Facebook’ ha ‘postato’ anche una foto della rilevazione del suo peso prima della protesta.

E gli altri quattro?

Ha dato notizie di sé ieri, sul suo profilo ‘Facebook’ il professor Ippazio Antonio, detto Pati, Luceri, 65 anni, di Martano: “Ciao, buongiorno. NONO GIORNO di SCIOPERO della FAME.  Ore 4, 21. Appena sveglio, e di corsa, ancora una volta, dai miei amici, fratelli, compagni e SOLIDALI del PRESIDIO. Come sto? BENISSIMO!  La SOLIDARIETA’ è un’ arma: USIAMOLA!  NO PASARAN!  Con l’affetto di SEMPRE”.

Continuano il digiuno anche Boris Tremolizzo, 41 anni, di CannoleTiziano Ivan Cozzolino, 34 anni, di CasaranoSilvia Starace, di Lecce, assistente della Polizia Penitenziaria.

Sto abbastanza bene anche se, di tanto in tanto, ho dei leggeri dolori allo stomaco e dei piccoli giramenti di testa. Naturalmente, sono molto debole rispetto a poco tempo fa” – ha detto questo pomeriggio a leccecronaca.it Boris Tremolizzo, che ha poi aggiunto: “Sono al quinto giorno di sciopero della fame. Il mio non è un gesto individuale, ma viene da una scelta collettiva, presa in assemblea al presidio no-tap sia per solidarizzare col dottore Serravezza, sia per non lasciare nulla di intentato nella battaglia contro tap.
Questa è una battaglia dell’intero popolo salentino contro una multinazionale che vuole distruggere il nostro territorio al solo fine di speculare. È una battaglia contro questo sistema dominato dagli interessi di grosse aziende che violentano i territori e non si curano della vita di chi li abita, che raschiano denaro dalla nostra pelle con la compiacenza e l’aiuto dei governi.
È una battaglia per il diritto alla parola di chi per vivere deve lavorare, per il diritto all’autodeterminazione di chi quotidianamente subisce la precarietà lavorativa ed esistenziale prima e i danni dell’inquinamento e la malattia poi.
Questo sciopero della fame è uno dei tanti tentativi per far ascoltare una voce tagliata fuori dalla modernità: quella degli ultimi! Ed è anche per questo che noi tap non la vogliamo né a Lecce né a Brindisi, né da nessuna altra parte! Noi vogliamo lavoro e dignità, questo sistema ci da solo morte e distruzione”.

Appena riusciremo a contattare gli altri due, ne daremo informazioni più dettagliate; come pure stiamo cercando di verificare la notizia di ancora altre due persone da ieri in sciopero della fame, ma in Valle Susa, provincia di Torino, del ‘Comitato No Tav’, in segno di solidarietà con i ‘No Tap’ salentini. ______

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17.30:

Silvia Starace a leccecronaca.it: “Sono al settimo giorno dello sciopero della fame, comincio ad accusare un senso di stanchezza nelle gambe e forti crampi, oltre le vertigini. Tutto sommato resisto, perché credo fermamente in questa lotta ed è proprio per questo che intendo continuare lo sciopero​. Un in bocca al lupo al dottor SERRAVEZZA, PATI, BORIS e tutti gli altri. Un grazie di cuore a chi come noi ci crede e lotta, a tutti i ragazzi che da mesi vivono giorno e notte al presidio, mettendo da parte interessi personali, affetti e quant’ altro: siete grandi!

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (2)

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  1. Ferdinando Imposimato - tramite redazione ha detto:

    Signor Presidente del Consiglio, i figli del dott. Serravezza hanno rivolto appello :”Chiediamo per l’ennesima volta un segnale dal governo, dai nostri parlamentari, da chi rappresenta questo territorio ( Salento), per porre fine a questo suo estremo gesto perché papà ha perso dodici chili, la sua funzionalità renale é alterata e rischia di essere seriamente compromessa perché non beve. I novantaquattro sindaci del Salento si sono mobilitati con lui, stanno urlando le istanze di un intero territorio, ma voi preferite tapparvi le orecchie. Ne prendiamo atto, risponderete alla vostra coscienza. Noi Vi chiediamo, col cuore in mano, di mettere da parte i vostri veleni, le beghe politiche, i risentimenti personali. Qui c’è un uomo che rischia la vita per dare voce ad un territorio che vuol decidere il proprio futuro”.

    Al prof. Serravezza si sono uniti, con lo sciopero della fame, il prof. Ippazio Antonio 65 anni di Martano, Boris Tremolizzo 41 anni di Cannole, Tiziano Ivan Cozzolino 34 anni di Casarano, Silvia Starace di Lecce assistente della Polizia penitenziaria, Anita Rossetti di Galatina e Simone Calati, 29 anni di Rho.

    Signor Presidente del Consiglio, Le chiedo di ricevere una delegazione di cittadini del Salento, che intendono spiegare le ragioni per cui il decreto che autorizza il TAP va revocato o quanto meno rivisto per la enorme quantità di gravi conflitti di interesse che hanno minato la imparzialità della decisione della Pubblica Amministrazione ( art 97)nel decidere il carattere strategico dell’opera .
    Resto in attesa di una sua cortese risposta

  2. Giuseppe Serravezza - tramite redazione ha detto:

    TAP, AGGIORNAMENTO PROTESTA ONCOLOGO GIUSEPPE SERRAVEZZA

    Preso atto della volontà di 94 sindaci del Salento di manifestare il dissenso di questa comunità giovedì prossimo a Roma, l’oncologo Giuseppe Serravezza, al 12° giorno di digiuno totale, dichiara:

    “Sospendo per tre giorni lo sciopero della fame e della sete in vista della manifestazione dei sindaci del Salento in programma per giovedì prossimo a Roma, dinanzi a Palazzo Chigi e Parlamento, alla quale intendo partecipare.
    Sono pronto a riprendere questa e altre forme di protesta più incisive, qualora non ci fosse un cambio di atteggiamento da parte del Governo. Invito quei salentini che in questi giorni hanno intrapreso il digiuno, a sospendere l’iniziativa.
    Tutti insieme chiediamo, ancora una volta, di essere rispettati ed ascoltati dal Governo nazionale, così come chiediamo che finalmente Regione e Governo riprendano un sano confronto per il bene di tutte le comunità pugliesi.
    Il Salento non può più permettersi ulteriori pressioni di carattere ambientale e sanitario, tanto alto è il prezzo che questo territorio sta già pagando e del quale le istituzioni nazionali e comunitarie sono drammaticamente a conoscenza.
    Invito i salentini a non abbassare la tensione morale di questi giorni: siamo solo agli inizi e sappiamo che la lotta sarà lunga e dura, ma lo dobbiamo alle generazioni future di questa terra.
    Grazie a tutti per l’attenzione”

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