NOTAP A ROMA: EMILIANO COMPARE E SCOMPARE. SERAVEZZA FIDUCIOSO. I SINDACI? CHIEDONO UN TAVOLO POLITICO, MA PER LA MAGGIOR PARTE VA BENE TUTTO: BASTA SOLO CHE SIA PIÙ IN LÀ

| 11 Maggio 2017 | 0 Comments

di Eleonora Ciminiello________”Siccome sulla Tap non si può nemmeno parlare, un nostro concittadino il dott. Giuseppe Serravezza è stato costretto a cominciare lo sciopero della fame e della sete, e devo dire che è arrivato in condizioni di salute gravissime, e noi quindi anche per salvaguardare la salute di quest’uomo siamo tutti qui, per ottenere anche per conto di tutti i sindaci della provincia di Lecce, un incontro col governo per discutere in maniera garbata e pacata della dislocazione del gasdotto TAP.” Queste le parole del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che continua:

Ci auguriamo che la nostra mitezza e la nostra moderazione sia di stimolo per la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere questo incontro. Un incontro peraltro che consentirebbe a tutti di comprendere fino in fondo le ragioni di chi si oppone alla TAP. Veniamo spesso definiti come quelli della sindrome del No. Ma non è così. I sindaci del Salento sono stati capaci di produrre assieme alla Regione una proposta di delocalizzazione dell’approdo più a Nord, in un’area industriale, grazie al sindaco di Squinzano, in cambio è ovvio, della decarbonizzazione della centrale di Cerano, dell’Eni. Quindi come vedete è una comunità pensante, che non pensa in maniera radicale”.

Le dichiarazioni del Governatore Michele Emiliano raggiungono i microfoni: il governatore è chiaro. Lui è stato invitato dai sindaci a partecipare alla manifestazione per prendere un appuntamento con il Consiglio dei Ministri e parlare di Tap, non di NoTap. La manifestazione nasce per proporre una dislocazione dell’approdo, non tutte le ragioni, anche gravi della sua inutilità.

Lui arriva a telecamere già spiegate, interviene, fa tutti gli scatti e risale in macchina: il suo show quindi è durato poco.

Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ai microfoni dopo l’incontro con il Capo di gabinetto del Presidente del Consiglio Gentiloni, riferisce: “Primo: abbiamo ribadito la contrarietà assoluta rispetto al gasdotto ed al progetto Tap che è quello autorizzato, ed abbiamo espresso, assieme ai mie colleghi, ed ognuno aggiungendo il suo contributo quali sono le decine di impatti negativi che quest’opera porta con sé, dagli ulivi alla centrale in mezzo a 20.000 abitanti, alla spiaggia, alla poseidonia, all’economia, all’inquinamento. Abbiamo poi espresso l’attività di 5 anni di contrarietà di questo territorio rispetto a quest’opera e la fermezza di continuare a contrastarla. Il Salento non cambierà opinione in cambio di alcuna compensazione.

Abbiamo poi illustrato le diverse posizioni che si registrano in Puglia, a partire da quella della regione Puglia a quella del dott. Serravezza della Lilt Lecce, ed abbiamo discusso delle emergenze che ci sono attualmente in Puglia” e continuaÈ necessario eliminare i motivi e le fonti di queste emergenze, di queste cause di mortalità per tumore fuori scala com’è oggi in Salento, fuori scala rispetto al resto d’Italia”.

Il sindaco Potì ha ribadito che “molti di noi non ritengono quest’opera né utile né strategica e che bisogna abbandonare le fonti fossili a livello nazionale, cambiando la strategia energetica nazionale.”.

I sindaci salentini attendono intanto ancora risposta alla lettera inviata il 4 aprile scorso, e sperano che il Governo accetti la richiesta di aprire un tavolo politico, ancor prima che tecnico.

Il sindaco, infine, ha sottolineato inoltre, come non “Si possono fare opere in questa maniera, cioè con il dissenso della popolazione, che per spostare 11 alberi occorrono 400 uomini delle forze dell’ordine e cinque tavoli con la prefettura: quest’opera non può continuare in questa maniera”.

Dal canto suo l’oncologo Giuseppe Serravezza intravede segnali di speranza: “Siamo perfettamente consapevoli che questa battaglia sarà lunga e dura e che siamo solo agli inizi. Per quanto avvenuto oggi a Roma, ci è sembrato di intravedere motivi di speranza fino a ieri inesistenti. Ribadisco la necessità di aprire al più presto un tavolo di confronto tra Governo e Istituzioni locali e di un dialogo tra le parti politiche per il bene delle comunità del Salento. Auspico tanto buon senso e responsabilità da parte di tutti, pena una conflittualità sociale permanente che il Salento non può permettersi. Per quel che mi riguarda, conto già dalla prossima settimana di tornare al mio lavoro in ospedale, accanto ai pazienti. Naturalmente continuerò a seguire l’evolversi di questa vicenda che ritengo di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute delle popolazioni salentine”.

Come può quindi essere considerata la giornata?

Gentiloni, non pervenuto, quasi a voler sbeffeggiare tutti era ad un convegno Eni a Milano. È da lì che ha inviato un messaggio che ci pare limpido alla delegazione salentina a Roma “Sul gasdotto Tap occorre comprendere che la diversificazione energetica rientra nella sicurezza nazionale”.

Michele Emiliano, vestito delle sue dichiarazioni, sembrava quasi entrato nelle vesti di un agente di commercio, pronto a contrattare “sul prezzo” pur di ottenere la firma del contratto; per non parlare poi della sua breve comparsata, calcolata giusto in tempo per prendersi lo spazio con le telecamere.

I sindaci molto determinati e convinti di non voler tra i piedi il tubo di Tap, ma solo in provincia di Lecce. Come dire, l’importante nell’immediato è che non sia nel mio giardino.

Serravezza dalla settimana prossima sarà di nuovo in corsia, reparto oncologia: al Salento tutto, da Brindisi a Lecce fino a Taranto, i malati di certo non mancano.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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