NOTE D’ ARTE / A LECCE, AGLI OLIVETANI, LE OPERE DI SERGIO MIGLIETTA DAGLI ANNI SETTANTA AD OGGI

| 25 maggio 2017 | 0 Comments

di Mariagrazia De Giorgi______ Prosegue con successo,  sia di pubblico che di critica, la mostra antologica di Sergio Miglietta dal titolo “Opere dagli anni settanta ad oggi”, ospitata dal 4 maggio al 9 giugno 2017 nella suggestiva cornice degli Monastero degli Olivetani (viale San Nicola). Tale esposizione rientra nel programma “Sull’arte contemporanea: metodologia e ricerca nei luoghi dell’Università”, progetto nato nel 2014 da un’idea di Letizia Gaeta, delegata dal Rettore dell’Università per la conoscenza, ricerca e valorizzazione dei Beni Culturali. Curatore dell’esposizione è il Prof. Massimo Guastella, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Ateneo salentino.

L’artista, a soli 13 anni, giocando casualmente con un righello di plastica in una stanza illuminata dal sole, scopre ciò che di più bello la luce gli avrebbe potuto regalare: l’arcobaleno. Sin dall’inizio della carriera artistica, infatti, dal 1973 al 2016, la produzione di Sergio Miglietta, è caratterizzata da esperimenti di riproduzione di fonti luminose, tanto che egli si impegna a studiare attentamente i processi ottici, i raggi riflettenti e quelli rinfrangenti, filtranti e assorbenti, analizza, di conseguenza, i rapporti luce-colore, li trascrive in elementi formali, li scompone e li ricompone per creare nuovi mondi.

I due ambienti del monastero, raccolgono molte opere dell’artista, e se dapprima l’attenzione del visitatore viene catturata dall’equilibrio tra astrazione e costruzione delle forme, dalla delicatezza e dalla vivacità dei colori, dalle linee accostate con sapiente intuito; solo, in secondo momento, ci si rende conto che il lavoro di Miglietta è più ardito, in quanto stravolge la tecnica pittorica tradizionale sia per i materiali che per composizione, a favore dell’esecuzione per mezzo della luce, tramite il fissaggio di tipo fotografico ottenuto per emulsione. Miglietta, grazie alla fotografia, riesce a bloccare l’attimo e farlo diventare qualcos’altro da esplorare, è come se facesse vedere il momento in cui gli occhi cercano di mettere o meno a fuoco un fotogramma.

Una mostra, dunque, da non perdere non solo perché le opere sono intrise di una forte carica emotiva, ma anche perché sono connotate dai forti segnali della nostra contemporaneità. Manca poco alla conclusione dell’esposizione, per cui il consiglio è quello di visitarla, ritrovarsi nei suoi spazi e abbandonarsi nel gioco caleidoscopico di luci e colori che concorrono a creare un’atmosfera semplicemente unica! Tutto ciò avviene quando l’arte è pura e come tale non ha bisogno di essere spiegata.

 

Category: Cultura, reportage

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