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XYLELLA / CLAUDIO SCAMARDELLA, GIOVANNI MELCARNE E FABIANO AMATI: IL “DISSECCAMENTO” NON È SOLO DEGLI ULIVI

| 10 ottobre 2017 | 2 Comments

di Eleonora Ciminiello______Un giornalista, un imprenditore e un politico, rispettivamente Claudio Scamardella, Giovanni Melcarne e Fabiano Amati, sembrano incarnare quel “disseccamento” che sino ad oggi è stato appannaggio esclusivo degli ulivi salentini: un disseccamento che logora e consuma delle volte, la linfa vitale di alcune persone, rendendola marcia e “rabbiosa”.

È curioso che a finire nella morsa del “disseccamento” siano proprio un rappresentante del giornalismo locale, uno dell’imprenditoria olivicola ed infine uno della politica regionale: curioso proprio perché negli ultimi quattro anni sono stati questi gli ambiti all’interno dei quali la vicenda, ormai nota al pubblico come ‘affaire xylella’, si è nutrita, senza riuscire a fornire risposte eloquenti, circostanziate, razionali e scientifiche.

Per chi non lo ricordasse, qualche giorno fa abbiamo dato voce all’agroecologo Ivano Gioffreda, il quale aveva inviato in redazione una lettera di risposta all’editoriale di Scamardella, apparso sul Nuovo Quotidiano di Puglia. Nella lettera, che potete leggere qui, Gioffreda invita il direttore del Quotidiano ad un confronto pubblico. La “risposta” arriva l’8 ottobre scorso, in un nuovo articolo.

Prima di giungere al nocciolo della questione, vogliamo fare un excursus sul pensiero di Scamardella, che considera l’informazione che circola in rete “chiassosa” e prodotta da un’incontinenza verbale e scritta mossa dalla volontà di apparire. Una sovra informazione, quella che prende forma in rete secondo Scamardella, spesso condita da manipolazioni e false notizie. Buona parte delle informazioni prenderebbero forma secondo processi interpretativi: ciò significa che i fatti sarebbero “aggiustati” e piegati alle convinzioni di chi scrive. Nessun approfondimento quindi, perché “costa fatica”.

Per approfondimenti si intendono ricerche, analisi di dati, comparazioni di informazioni, giusto? Immaginiamo di sì, e supponiamo a questo punto anche che il “silenzio” che aleggia in materia di disseccamento sui quotidiani locali, che si limitano a riportare dichiarazioni pronunciate sempre dai soliti noti, sia dovuto ad un’inchiesta giornalistica approfonditissima che vede impegnato da anni un team di individui che non riescono a far altro che riportare la voce altrui.

Ma proseguiamo: dove sono le colpe secondo il direttore, oltre che dell’informazione superficiale e liquida del web?

Le colpe, sempre secondo Scamardella, sono dei ‘negazionisti‘, di tutti coloro che hanno negato che xylella fosse la causa unica del disseccamento. Cantanti, volontari, docenti universitari, artisti e coltivatori santoni hanno diffuso nel popolo un’idea contorta, quella che l’emergenza fosse solo un’invenzione dei giornali. Forse, anche in questo caso, Scamardella ha ascoltato con troppa superficialità le parole di coloro che lui definisce “negazionisti”: in realtà questi uomini e queste donne non hanno fatto altro che porre dubbi e domande, in assenza di certezze, si sono impegnati a ricercare dati e informazioni, non limitandosi ad accettare per buone le affermazioni di pochi “eletti”: a proposito, ma non è questo che deve fare un giornalista?

Quindi se i “negazionisti” hanno fatto il mestiere dei giornalisti, i giornalisti cosa hanno fatto sinora? Ah, giusto, hanno pensato, riflettuto, meditato e approfondito in silenzio: nel frattempo si sono limitati a pubblicare la “voce” di scienziati, imprenditori e politici, gli unici degni di nota. Peccato che meditando e riflettendo non si è dato troppo peso alla pubblicazione di dati lontani dalla realtà: su tutti ricordiamo “il Milione di ulivi infetti” che spopolavano nel 2014, quando in realtà gli ulivi sui quali era stata riscontrata xylella erano qualche centinaio.

Arriviamo  quindi alla replica del giornale alla lettera di Gioffreda; ma è giunta al direttore? La risposta è sì. Il direttore ritiene Gioffreda vittima di eccessiva sfrontatezza, quindi da non prendere nemmeno in considerazione. Ci sembra un atteggiamento più che democratico, non credete?

Dal giornalismo che addita chi non ha ben informato e chi non ha approfondito abbastanza, producendo confusione e disinformazione, in una sorta di dialogo fra un bue e un asino in cui il primo dice cornuto al secondo, passiamo all’imprenditoria locale e, nello specifico, ad un post apparso ieri, 9 ottobre sul profilo Facebook di Giovanni Melcarne.

Se il “disseccamento” che ha colpito la linfa del direttore Scamardella ha prodotto sintomi quali “confusione” e “annebbiamento”,  quelli che si possono riscontrare in Giovanni Melcarne sono essenzialmente la rabbia, la violenza verbale ed un atteggiamento da spaccone, tipico dei signorotti oppure degli infanti, i quali hanno reazioni di nervosismo isterico contro coloro i quali tentano, o hanno tentato, di portargli via il giocattolino nuovo . Denigrazioni e offese quindi spopolano: il primo ad essere colpito è il Consigliere regionale del M5S Cristian Casili, unico sin da subito a porre delle domande scomode ma razionali, i secondi sono i membri di quello che Melcarne definisce “popolo degli imbecilli”, “cantante idiota”  compreso. Traducendo la definizione dell’imprenditore, il popolo che lui definisce degli “imbecilli” è costituito da coloro che hanno tentato di difendere l’ecosistema salentino da una deturpazione irreversibile, i cui membri sono gli stessi negazionisti accusati da Scamardella.

L’imprenditore e il giornalista, quindi, vedono in coloro che hanno sollevato dubbi, posto domande, richiesto maggiore chiarezza, verità scientifiche e trasparenza nelle procedure delle analisi ed auspicato nell’apertura della ricerca come i colpevoli. Gli “imbecilli” sembra però che in più di qualcosa ci hanno preso.

Di fatto ad essere ricercate disperatamente e promosse sono le cosiddette cultivar resistenti, ultima delle quali è la FS17, conosciuta anche come Favolosa. Dal post dell’imprenditore si evince che la cultivar in questione ha prodotto i suoi frutti: “alla faccia del consigliere regionale Casili e del popolo degli imbecilli”, quindi sarà stata installata da un po’. Un’illuminazione vera e propria per chi vive d’olio.

Quello che ci resta incomprensibile, sebbene ognuno possa scegliere cosa, quanto, come e perché coltivare, è la ragione per la quale un produttore d’olio non cerchi di valutare, oltre a xylella, quale sia il complesso di cause che ha condotto gli ulivi in stato di sofferenza e disseccamento. Ci chiediamo come mai un imprenditore ma soprattutto come il Presidente del Consorzio di Tutela dell’olio Dop terra d’Otranto, non si interessi ai risultati ottenuti da altri, gli stessi che continuano a produrre olio di Cellina e di Ogliarola, ritenute eccellenze in ogni parte del mondo. Ci chiediamo perché sin da subito la risposta di alcuni imprenditori siano stati gli innesti o la ricerca spasmodica di specie altre. I dubbi sono numerosi e crescono soprattutto quando si pensa che per verificare la bontà di una sperimentazione che ha come protagonista gli innesti è necessario attendere anni. E allora perché puntare solo sugli innesti? Se tutti gli innesti andassero male del Salento cosa resterà? Probabilmente un campo vuoto, pronto ad accogliere altro.

Passiamo infine, ma non certo per importanza, a Fabiano Amati. Il “disseccamento” che ha colpito il Consigliere regionale della Puglia nonché Presidente della Commissione Bilancio della stessa, Fabiano Amati, è probabilmente il medesimo che negli ultimi anni ha invaso la linfa vitale della politica locale, regionale, nazionale e europea. In materia di Complesso di Disseccamento Rapido degli Ulivi non si è fatta forse la politica strumento per agevolare il raggiungimento di determinati obiettivi? La politica non ha fatto altro che imporre decisioni senza cercare soluzioni, tentando dapprima con Nichi Vendola di mettere in atto il piano Silletti, incentrato su abbattimenti e irrorazioni, e in seconda battuta, con l’attuale presidente Emiliano non ha fatto altro che riproporre un piano simile aggiustando, neppure troppo il tiro. Del territorio di fatto, del suo stato, delle sue condizioni ha evitato di occuparsi e i fatti lo dimostrano.

Ma giungiamo a ciò che ci ha colpito di Amati. Il 20 settembre scorso in un campo sperimentale di Giovanni Melcarne, 4 innesti sono ritrovati divelti. Il consigliere Regionale sostiene che la distruzione sia frutto della «filiazione da un oramai insopportabile clima antiscientifico, oscurantista e credulone. Ritengo che tale atto di danneggiamento sia frutto di un piano preordinato perché conosco il movimentismo antiscientifico che ruota intorno all’epidemia Xylella; all’inizio attestato sulla contrarietà a eradicazioni e formazione delle fasce di contenimento e oggi evolutosi nella contrarietà alle prove di innesto per preservare specie autoctone».

Ciò che afferma il consigliere Amati ci pare gravissimo. Come può un consigliere regionale, peraltro un avvocato, ipotizzare colpe per un atto di cui non si conosce la natura e sul quale indagano le forze dell’ordine? Non solo la politica elude abbondantemente i suoi compiti, ma arriva ad ipotizzare accuse nei confronti di comuni cittadini, i quali hanno l’unica colpa di porsi domande, proporre punti di vista differenti da quelli dell’elite dominante, chiedere soluzioni che non siano la modifica del territorio in favore di un’economia meccanizzata destinata a pochi, e il mantenimento di un paesaggio storicamente, culturalmente e economicamente fruttuoso per tutti.

Il disseccamento che colpisce la politica presenta, quindi, in ogni ambito il medesimo sintomo: la ricerca spasmodica di consensi utili a mantenere inalterato lo status quo. I comuni cittadini possono essere piegati, le lobby invece continuano a piegare, in un interminabile gioco delle parti, in cui una mano lava sempre l’altra ed entrambe, lavandosi assieme, escono sempre più pulite.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

Comments (2)

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  1. Daniele Cerri ha detto:

    Pur non essendo residente, passo parecchi mesi nel Salento, x questo mi interesso delle Sue problematiche.
    Buona giornata

  2. Daniele Cerri ha detto:

    Il dissecamento degli ulivi del Salento mi interessa, essendo un problema Salentino e non solo.

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