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LECCECRONACHE / BIANCO E NERO VS COLORE

| 20 novembre 2017 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Che volete, ognuno ha le sue preferenze. E, soprattutto nella letteratura, si può scegliere fra mille proposte, prendendosi il gusto di ricercare ciò che maggiormente interessa.

Non mi vergogno (ci mancherebbe!) di sottolineare come la mia scelta sia per quella particolare forma di editoria definita ‘d’appendice’ o, ancora, ‘rosa’, visto che è costituita da romanzi scritti prevalentemente da donne e di argomento amoroso…. Con l’aggiunta dell’ambientazione che è nel secolo scorso e privilegia gli anni Cinquanta. Avete mai letto Scerbanenco, ad esempio? Ecco: lui, come Brunella Gasperini, Bianca De Maj, Teresa Sensi e tante, tante altre penne più o meno famose, sono gli estensori di storie agrodolci che intrigano e hanno tutte il fascino dei film in bianco e nero.

Una nostalgia evidente per quel ‘come eravamo’, che riesce ancora a coinvolgere, con i volti delle eroine del primo Dopoguerra, la loro moda pronta ad evolversi in quella più vistosa degli anni Sessanta, le capigliature così diverse da quelle attuali e una pronta e sicura schematizzazione del ‘ruolo’ che ogni donna ha nel mondo incantato della fantasia narrativa…Si capisce subito, insomma, chi sono le ‘brave ragazze’ , diverse e opposte alle maliarde o alle ‘ragazze di vita’, fascinose fiori di fango che finiscono sempre per rivelarsi, in fondo, piene anche loro di buoni sentimenti.

Perché, poi, le vicende sono sempre segnate da un ‘lieto fine’ che fa, comunque, spandere qualche lacrimuccia. Ma si rivela il miglior esito per una vicenda che deve, per forza di cose, lasciarci un insegnamento e una speranza.

I buoni, insomma, ce la fanno. E se non è proprio un matrimonio a coronare una lunga e sofferta storia, è comunque un senso di positività e di coinvolgimento umano a coronare la fine delle poco più di duecento pagine piene di sospiri, moti dell’animo, repulsioni, innamoramenti, rinunce, colpi di testa, silenzi espressivi e sguardi carichi di significati.

Poi, è vero, la realtà è tutt’altra cosa. Molto diversa e senz’altro più calzante alla nostra società fatta di tatuaggi, piercing e jeans strappati. Dove, peraltro, sotto sotto allignano gli stessi sentimenti e le stesse problematiche, rapportati ad un tenore di vita decisamente diverso e in continua evoluzione…

Pure, Moccia non riesce ad affascinarmi. E preferisco ancora le pagine, magari ridondanti e prolisse, di un romanzo costruito secondi gli schemi canonici, alle sceneggiature di vita contemporanea che sono testimoni di un mondo squisitamente televisivo o cinematografico, tutto a colori.

Il bianco e nero, insomma, drammatizza maggiormente, e anche le pagine ingiallite di una vecchia edizione ‘Medusa’ hanno fascino e profumo particolare.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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