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RIUSCITISSIMA LA SERRATA DEI COMMERCIANTI, GRANDE SUCCESSO PER LA MANIFESTAZIONE NO TAP DI QUESTA MATTINA A MELENDUGNO, “CHIUSA PER DIGNITA’ “. IN TREMILA IN CORTEO. ESULTANO GLI ORGANIZZATORI. ANCHE I SACERDOTI CATTOLICI CONTRO IL GASDOTTO

| 6 dicembre 2017 | 2 Comments

(e.l.)______Circa tremila persone, con mamme e bambini, hanno partecipato questa mattina a Melendugno al corteo (nella foto) organizzato per dire ‘No’ all’approdo del gasdotto Tap sulle coste del Comune salentino e per protestare contro la ‘militarizzazione’ del territorio.

Le attività commerciali di Melendugno e dei comuni limitrofi sono tutte quante chiuse e i commercianti hanno affisso sulle serrande locandine con su scritto: “Chiudo per dignità”, oppure “Questa attività rimarrà chiusa per aderire alla manifestazione ‘No Tap'”.

Alla iniziativa hanno aderito spontaneamente anche studi professionali.

Il corteo si è mosso fino alla piazza principale del paese, dove hanno parlato il sindaco, Marco Potì, e il responsabile del Comitato No Tap Gianluca Maggiore, e, successivamente, si è diretto verso il lungomare di San Foca.

Esultano gli organizzatori: “Un corteo fantastico ha sfilato per le vie di Melendugno in una marcia colma di dignità. 
Tanta gente libera, tantissima voglia di dire no ad un’ opera inutile, dannosa pericolosa 
Andiamo a ribadire che Tap non comprerà la nostra dignità.

Volevano il dialogo? Questa è la risposta che tutto il Salento ha dato a Tap!”

Ai manifestanti è stata espressa solidarietà dai parroci di Melendugno,Borgagne e Vernole, don Salvatore Scardino, don Elio Quarta e don Leonardo Giannone: “Siamo presenti in questa giornata particolare per esprimere condivisione nei confronti di tanti provati dalla sofferenza dell’oggi e preoccupati per il domani del nostro territorio.  
Esprimiamo la speranza di un futuro che restituisca centralità alle persone, tenendo conto non solo degli equilibri economici ma soprattutto del rispetto dell’ambiente, secondo i criteri indicati da papa Francesco.
Questa presenza dice la vicinanza di tutta la chiesa locale, secondo quanto espresso dall’arcivescovo, monsignor Michele Seccia, di recente e seguendo il suo invito a stare accanto alla gente”.

Category: Cronaca, Politica

Comments (2)

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  1. Daniela Donno, M5S - tramite mail ha detto:

    Mentre i territori tra Melendugno, San Foca e Lecce sono letteralmente ostaggio delle multinazionali e piovono gli esposti dei proprietari dei terreni invasi dalla TAP, l’azione di pressing del M5S non cessa, per questo ho presentato un’interrogazione indirizzata ai Ministri dell’Interno e dello Sviluppo Economico.
    Vogliamo andare a fondo sui costi sostenuti e su quelli programmati in riferimento alla politica di sicurezza e di difesa adottata in questi giorni sul cantiere TAP e sulle aree limitrofe.
    Un terrorismo psicologico e materiale sulla cittadinanza, con tanto di assetti antisommossa e zona rossa realizzata a protezione del cantiere, cinturata con barriere antisfondamento sormontate dal filo spinato a lama piatta.

    Questo innaturale e sproporzionato dispiegamento di uomini non solo sta comprimendo i diritti e le libertà dei singoli cittadini, ma avrà anche pesanti effetti in termini di costi. Il Governo tiri fuori tutte le cifre di questo assurdo piano di militarizzazione e dia conto di come vengono spese le risorse pubbliche.

    Intanto, oggi, tantissimi operatori commerciali hanno tenuto chiusi i loro esercizi, manifestando la propria contrarietà alla realizzazione di questa opera inutile. A loro e a tutta la cittadinanza che pacificamente continua ad opporsi, va la mia solidarietà ed il continuo appoggio.

  2. Daniela Donno, M5S - tramite mail ha detto:

    Dopo la presentazione di due interpellanze urgenti rimaste inascoltate e di innumerevoli interrogazioni, dopo sopralluoghi, manifestazioni, missive, accessi agli atti e chi più ne ha più ne metta, la nostra battaglia contro TAP continua. Per questo, ho depositato la proposta di istituire una commissione di inchiesta su questo gasdotto destinato a incidere irreversibilmente sul territorio pugliese.
    Chiediamo che sia fatta chiarezza sulle singole attività propedeutiche al concreto avvio dei lavori e sui vari profili di regolarità tecnica e procedimentale. E che venga accertata la tempestività delle azioni poste in essere dalle Istituzioni centrali, regionali, o locali, per capire fino a che punto si sia effettivamente salvaguardato e protetto il territorio e per individuare, una volta per tutte, eventuali omissioni.

    Vanno appurate tutte le responsabilità del caso. Dall’effettiva adozione di tutte le misure idonee a proteggere le praterie di Posidonia e Cymodocea nodosa fino alla questione legata ai forti disagi, anche economici, sofferti dai proprietari dei terreni agricoli ricadenti o limitrofi alle aree di cantiere, a causa dei danni ai raccolti e ai connessi mancati introiti.
    Se TAP pensa di agire indisturbata, distruggendo le nostre coste, il nostro mare e le nostre campagne, si sbaglia di grosso, noi continueremo a lottare pacificamente, fuori e dentro le Istituzioni.

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