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DECINE DI NO TAP PORTATI IN QUESTURA / TUTTI RILASCIATI NELLA NOTTE. E DENUNCIATI. CHE COSA E SUCCESSO, CON RICOSTRUZIONI, VALUTAZIONI E COMMENTI

| 10 dicembre 2017 | 0 Comments

di Emanuele Lezzi______

I cinquantadue ragazzi fermati ieri pomeriggio a Melendugno, tre dei quali minorenni, e portati a Lecce in stato di fermo di Polizia, sono stati tutti liberati nel corso della notte.  E tutti saranno denunciati a piede libero per  vari reati loro contestati:  riunione straordinaria di persone non comunicata, inottemperanza dell’ordine prefettizio che ha interdetto la zona del cantiere, e accensione ed esplosioni pericolose, per lo scoppio di petardi.

Proponiamo la comparazione delle fonti in nostro possesso, affinché i nostri lettori possano avere un’ idea certo più chiara, di quella che si aveva ieri sera, riferita nella nostra ULTIM’ORA, su quanto accaduto, con i commenti ricevuti al momento, mezzogiorno di domenica mattina, e una breve nostra riflessione al riguardo.______

 

La Questura di Lecce, che ha diffuso anche foto e video, scrive in un comunicato ai mass media  di ‘corteo non preavvisato’ e di lanci ‘di fumogeni e pietre contro le forze di Polizia’, quale motivo scatenante dell’ accaduto: “Nel pomeriggio di sabato verso le 15.00 in San Foca una cinquantina di attivisti NO TAP hanno improvvisato un corteo che dal Lungomare Matteotti di San Foca si è diretto verso la S.P. 145 raggiungendo l’Eurogarden.

Gli attivisti, tra cui anarchici ed antagonisti, hanno eluso i controlli di polizia e tramite i campi hanno raggiunto le campagne in direzione del cantiere TAP.

Si sono avvicinati alla recinzione posta a protezione del cantiere, così violando l’ordinanza prefettizia sul divieto di transito, e hanno lanciato all’interno fumogeni, pietre e bombe carta.

I rinforzi delle Forze di Polizia intervenuti all’interno delle campagne, nonostante il lancio di fumogeni e pietre ad opera dei facinorosi, che ha reso difficoltosa l’azione di polizia, hanno interrotto l’azione aggressiva e bloccato tutti i cinquantadue attivisti.

Tutti i facinorosi sono stati condotti presso la Questura ed il Comando dell’Arma dei Carabinieri per le attività di identificazione e fotosegnalamento.

Tre minorenni (due 16enni ed un 15 enne), presenti nel gruppo, dopo essere stati identificati sono stati subiti affidati ai propri genitori.

L’attività investigativa, anche grazie alle riprese videofotografiche, è già in corso da parte degli investigatori leccesi pertanto i responsabili di tali azioni, una volta identificati, verranno deferiti alla autorità giudiziaria competente”.______

Ci sono anche feriti: due agenti di Polizia,  che si sono fatti male cadendo nelle concitate fasi dell’ accerchiamento del gruppo, e soprattutto della fuga e relativo inseguimento; e cinque attivisti, una ragazza che ha avuto un malore, e altri che hanno fatto ricorso a cure mediche per le ferite riportate per i colpi subiti.______

 

Sentito il racconto di alcuni degli attivisti fermati, dopo il rilascio, che raccontano che non volevano fare nessun assalto al cantiere, ma semplicemente protestare, e negano di essere entrati nella ‘zona rossa’, affermando di essere rimasti nelle campagne fuori dall’area interdetta, e raccontano poi di un’improvvisa carica della Polizia e di un conseguente accerchiamento, il presidente del Centro Servizi Volontariato del Salento Luigi Russo così ha commentato gli avvenimenti:

SCIVOLATI NELLA REPRESSIONE. E ORA PERÒ FERMATE LE MANETTE E I MANGANELLI E ANCHE LE PROVOCAZIONI INUTILI. DAI RACCONTI DEI FERMATI INQUIETANTI PARTICOLARI

È uno di quei giorni in cui non vorresti scrivere e commentare. Ieri a San Foca è successo qualcosa di molto grave. Un gruppo di giovanissimi militanti del Movimento #NOTAP si è avvicinato troppo alla ”zona rossa” creata dal Prefetto di Lecce Palomba su richiesta del Questore Laricchia per consentire i lavori del gasdotto delle multinazionale (quella è una zona nella quale vengono sospesi i diritti costituzionali per ragioni di ordine pubblico).

I ragazzi – certamente ingenui … motivati però solo dal desiderio di difendere la loro terra e non da idee criminali – hanno creduto di poter sfidare l’apparato militare messo in atto, con tanto di poliziotti in tenuta anti sommossa, elicotteri, manette, manganelli, telecamere spia. Hanno lanciato qualche bengala o qualche uova o altri oggetti?

La reazione, per quanto ci è dato di sapere, è stata esorbitante: bisognava dare una lezione a questi ragazzi, “punire” loro per avvertire tutti gli altri. Parte l’ordine. Caricarli. Gli uomini delle forze dell’ordine caricano decisamente, anche se sono ragazzi e donne, e li fermano e li filmano. Gesto innaturale di una guerra stranissima tra padri e possibili loro figli (anche un quindicenne tra i 52 fermati).

Sono stati feriti almeno 5 ragazzi. E come sono stati feriti? Con i manganelli? Le lesioni sembrano essere significative: fratture e contusioni. Inquietante. L’accusa? Aver violato la zona rossa senza autorizzazione, detenzione e lancio di bengala, petardi e qualche pietra oltre il muro metallico e il filo spinato. Tutti in questura. Sequestrati i 52 per ore e ore, senza consentire l’accesso agli avvocati. Sequestrati i cellulari e i vestiti e i bengala e i petardi. Armi pericolosissime i bengala e i petardi. Poi a mezzanotte hanno rilasciato tutti. Alcuni ragazzi sono andati al Pronto Soccorso per certificare le lesioni riportate.

Vogliamo sapere chi le ha provocate e in che modo.

Insomma, tutto esorbitante, oramai, intorno a TAP. Le autorizzazioni al progetto nonostante le tante falle sui temi della sicurezza. La militarizzazione di San Foca e Melendugno. La militarizzazione di Lecce l’8 dicembre. La reazione ai bengala e ai petardi nella zona rossa.

Arci Lecce la definisce con un termine non equivoco: REPRESSIONE. E lancia un appello alla solidarietà verso i manifestanti e tutti i compagni lotta contro il mostro de gasdotto. Appello accolto e rilanciato da tutto il mondo associativo salentino e dal Forum Terzo Settore”.______

 

Nelle ore precedenti l’ Arci di Lecce aveva infatti parlato di ‘repressione inaudita’: “Quale profilo di responsabilità vi può essere verso chi cerca di difendere la propria terra da assalti speculativi e di violenza ambientale? Portare 50 attivisti NOTAP in questura è un atto di repressione inaudita”.______

 

Il Comitato No Tap si chiede e chiede da parte sua chi siano i veri colpevoli: “CHI È COLPEVOLE? 
Chi difende la propria terra o chi quella terra la invade? Chi lancia un fumogeno o chi costruisce muri e filo spinato? Chi cammina nelle campagne dove ha vissuto una vita, o chi ne ha fatto un campo di battaglia?

52 difensori della propria terra sono colpevoli, quando combattono contro un plotone di forze dell’ ordine schierate a difesa del malaffare? 52 figli di questa Terra sono colpevoli, se urlano la propria voglia di libertà?

Oggi alcuni cittadini salentini hanno cercato di riprendersi la propria terra ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine. La zona rossa è zona franca, dove la legge è stata sospesa. Dove la legge è uguale solo per alcuni. Dove la multinazionale TAP può scorrazzare indisturbata e scortata devastando il territorio e dove invece alle comunità locali è impedito l’accesso e ogni altro diritto. Il Salento oggi tocca con mano la follia di un governo, che ha consegnato il suo territorio ad un soggetto privato straniero.

Un altro tentativo di repressione in quello che non possiamo più chiamare Stato democratico”.______

 

C’è, infine, da registrare la preoccupazione per l’ accaduto, da più parti valutato con apprensione, quale un ulteriore, pericoloso salto in avanti della tensione, che è poi un salto nel buio, perché la strategia della tensione fa dimenticare le origini e le ragioni stesse della questione.

Nessuno, in buona o cattiva fede, deve alimentarla in nessun modo, a questo punto, nello spirito delle origini e dei successivi sviluppi della protesta No Tap, che è lotta di popolo partecipativa, informativa e non violenta.

 

Category: Cronaca, Politica

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