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IL SAGGIO DI ROBERTO SHAMBHU PER INIZIARE A VIAGGIARE IN MANIERA COSCIENTE NEI NOSTRI SOGNI, A TARANTO MERCOLEDI’ 13

| 12 dicembre 2017 | 0 Comments

(s.d.)______

Il bardo presso le antiche popolazioni celtiche era un poeta o cantore di imprese epiche.

L’onironautica o ‘sogno lucido’, termine coniato dallo psichiatra olandese Frederik van Eeden nel 1913 è il fenomeno per cui si prende coscienza durante il sogno del fatto di stare dormendo, e la conseguente capacità di muoversi coscientemente all’interno di un sogno.

E’ stata appena pubblicata per i Quaderni del Bardo, i QdB di Stefano Donno, l’opera prima di Roberto Shambhu (nella foto) – che bardo lo è sino in fondo – che ammicca al futuro ormai prossimo dell’onironautica, e riprende l’ineludibile seduzione della cinematografia avanguardista di Cristopher Nolan: “Al di qua delle Palpebre – cronache e prassi di un onironauta”.

Il saggio sarà presentato alla Libreria Gilgamesh di Taranto in via Guglielmo Oberdan 45, mercoledì 13 dicembre alle 18,30.

Presenta l’autore lo scrittore Stefano Delacroix, interverrà  l’editore Stefano Donno.

“Al di qua delle Palpebre”, uscito in questi giorni, spinge convintamente lo sguardo oltre le nebule superstiziali di un “blasfemo” e tardivo Occidente, ancor memore, forse, dell’opposizione anatemica di Isidoro, che nel de tentamentis somniorum bollava l’Arte del sognatore col contrassegno infamante di “demonibus”.

Mistero mai compiutamente affrontato dalla Scienza che, ben lungi da ogni azzardo speculativo, riduce la sua indagine alle sole funzionalità psicofisiologiche.

Che il mondo onirico rappresenti un autentico tabù per i misuratori della materia è oramai evidente. La ragione è che sogniamo tutti, perciò l’ampollosità perlocutoria di certe argomentazioni, fa arricciare il muso come il limone la bocca di un bambino.

L’esperienza del sogno lucido, mai dismessa in Oriente, tornata alle nostre latitudini grazie agli interventi di Frederik van Eeden, poi di Stephen LaBerge, necessitava tuttavia di ulteriori apporti, di nuove connotazioni modali.

L’ opera di Shambhu colma, in tal senso, il vuoto teoretico creatosi tra divieti e imbarazzi e, soprattutto, si costituisca come una prassi vera e propria, una modalità di azione consapevole nella dimensione disincarnata del sogno.

Roberto Shambhu è uno che va dritto alla meta, operando una mirabile sintesi tra segno ed immagine.

Sono sue anche le pregevoli illustrazioni contenute nel volume, utili ad una ulteriore estensione – laddove le parole hanno esaurito il senso – e l’archetipo, gerarchicamente più potente, alimenta le escursioni ultra temporali e sovra spaziali nei circuiti labirintici del sogno.

Il gioco è chiarito sin dalle premesse (cronaca e prassi di un onironauta) e rivela l’intenzione di instaurare un patto di tirocinium, un accordo tacito ma pragmatico che lo rende, legittimamente, un test eccellente anche per “sognatori lucidi” di provata esperienza.

Un’ opera di riferimento, un libro per autentici “cercatori”.

Category: Cultura, Eventi, Libri

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