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LECCECRONACHE / SPLEEN PRENATALIZIO

| 12 dicembre 2017 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Laudator temporis acti.

Mi risuona nella mente un verso di Orazio, poeta prediletto negli studi adolescenziali, uno dei pochi a destare innata simpatia, non fosse altro che per quell’icastico ‘Est tibi mater?..’ che tante volte ci ha rammentato il ‘Mamma ne tieni?’ con cui apostrofare il seccatore di turno.

Però, la frase è un’altra, mi sento definito proprio da lui, dal mio poeta preferito, come ‘laudator temporis acti’ ovvero ‘estimatore del tempo passato’, vecchio barbogio insomma. Un Pantalone, un rustego che non fa che lamentarsi e rimpiangere gli anni trascorsi. Orazio aggiungerebbe che è male perché bisogna sempre apprezzare il presente e cercare di migliorarlo, proiettandosi, naturalmente ‘ad majora’…

Purtroppo, visto il presente corrente, non si può che sospirare e, come faceva Diogene di Sinope, ‘cercare l’uomo’; oppure, meglio, affermare come Cicerone fa dire a Biante di Priene ‘omnia mea mecum’….

Sì, lo so: quest’oggi sono pedante e poco propenso alla facile e gradevole comunicatività. Ma la realtà dei tempi correnti mi costringe, quasi, a confrontare passato e presente. E a trarne le conclusioni.

Che non sono certamente positive per l’oggi, anche se probabilmente dicevano e pensavano la stessa cosa i miei nonni, i miei genitori, paragonando agli anni della ‘loro’ giovinezza, quelli successivi della maturità e della vecchiaia… Se è vero che tutto si ripete e non c’è nulla di nuovo sotto il sole, allora stiamo qui a raccontarci sempre la stessa vicenda: che si stava meglio prima, magari quando c’era Lui, caro lei….

Poi, arriva Natale.

Le vetrine, i giocattoli, le pubblicità dei panettoni, le luci e i presepi, i cori e le poesie, scriviamo tutti la letterina a Gesù Bambino. Come, non si usa più? Caso mai si scrive a Babbo Natale, che ha anche un preciso indirizzo e a volte risponde…E le richieste non sono più il trenino elettrico, i soldatini, la bambola e la cucina di Barbie? Va bene, c’è una evoluzione anche in questo, è naturale.

Però, scusate, il fascino dell’attesa, quella sorpresa della mattina del giorno di Natale, quando si trovavano i pacchi sotto l’albero? E la cerimonia del 24 a sera, col più piccolo che poneva il Bambinello nella grotta del presepe, si fa ancora?

Con un pizzico di fastidio ci accorgiamo che Orazio ha ragione: basta, basta con queste ingenue e inutili malinconie. Adesso sono tempi diversi, con computer, tv, telefonini. E anche i bambini sanno già tutto, altro che Babbo Natale, favoletta buona solo per confezionare qualche caramelloso film americano. Il progresso, l’avvenire, la speranza di un domani migliore…

Eppure, quel trenino elettrico , Lima Express HO, lo ricordiamo ancora.

Con tanta nostalgia.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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