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IL SINDACO INCONTRA IL PREFETTO, E POI RIBADISCE LA SUA LINEA SUL DA FARSI: LA PAROLA AL CENTRO DESTRA

| 20 febbraio 2018 | 4 Comments

(e.l.)______Questa mattina il sindaco di Lecce Carlo Salvemini ha incontrato il Prefetto Claudio Palomba,  nominato commissario ad acta dal Consiglio di Stato per porre “in essere tutti gli atti consequenziali alla decisioni di primo grado”, e, al termine dell’ incontro, ha diffuso la seguente dichiarazione______

 

 

Ho manifestato la richiesta di provvedere agli adempimenti previsti nel più breve tempo possibile.

Come ho anticipato ieri intendo compiere tutti gli atti necessari per garantire ai consiglieri comunali eletti nelle liste che hanno sostenuto Mauro Giliberti di poter esercitare il loro diritto di scelta riguardo lo scioglimento del consiglio comunale mediante raccolta contestuale di 17 firme. E consentire – in tal modo – di poter tornare al voto tra il 15 aprile ed il 15 giugno 2018. È questa l’unica possibilità che resta per poter ridare subito la parola agli elettori. Ogni altra opzione – a partire dalle mie dimissioni – aprirebbe un commissariamento del Comune fino alla primavera del 2019.

 

Per poter intraprendere il percorso indicato è necessario che il decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento venga firmato entro il 24 febbraio. Occorre pertanto garantire una tempistica adeguata.

Questo significa che – non appena ricevuto comunicazione dalla Prefettura del verbale che indica i nuovi consiglieri comunali – si provvederà alla convocazione del consiglio comunale ai sensi dell’art. 90 comma 3 del Regolamento: “nei casi di urgenza l’avviso con il relativo ordine del giorno deve essere consegnato almeno 24 ore prima della seduta”.

Rispettando questa tempistica saremo in condizione di ripristinare la legittima composizione del Consiglio Comunale e riconoscere ai neo eletti l’esercizio pieno dei loro diritti, compreso appunto quello di poter firmare per lo scioglimento dell’assemblea.

Questo è il percorso più lineare e trasparente per mettere ciascuno nelle condizioni di esercitare sino in fondo le proprie volontà politiche di fronte alla cittadinanza.______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

LA REAZIONE DEL SINDACO AZZOPPATO, CHE OGGI NON FA MOLTA STRADA: DECIDE DI NON DECIDERE, E RIBUTTA LA MICCIA ACCESA NELLO SCHIERAMENTO AVVERSARIO

 

 

 

 

Category: Politica

Comments (4)

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  1. Andrea Guido, Direzione Italia - tramite mail ha detto:

    Partiamo dal presupposto che non condivido affatto la visione di quanti si dichiarano entusiasti dell’operato di questa Amministrazione Comunale in questi 10 mesi. Non credo questo sia un punto di vista personale, viste le carenze dimostrate sinora (… e senza tirare in ballo i disastri del Natale scorso). Visto l’immobilismo e la fatica che traspare nella sua limitata e inconsistente azione.
    Sono pronto a dimettermi immediatamente dalla carica di Consigliere. Lo dichiaro senza difficoltà.
    Ma ritengo, comunque, che sia altamente strumentale l’insistenza con cui il Sindaco stia sottolineando che se non dovessero arrivare le dimissioni di tutti i 17 consiglieri della maggioranza di centro destra entro il 24 febbraio la città rischierebbe un commissariamento lungo più di un anno.
    È chiaro che se ciò dovesse accadere noi saremmo i carnefici e lui la nostra vittima.
    Non gli concederemo facilmente questo comodo ruolo di martire.
    Se davvero Salvemini intende assolutamente tenere fede al suo programma senza scendere a patti con l’attuale maggioranza, senza ritrattare alcun punto, senza trovare compromessi con quelle che sono le nostre visioni, è lui che deve presentare le dimissioni. Questo semplicemente perché oggi siamo noi la maggioranza in Consiglio Comunale.
    È facile scaricare il barile. Ma facciamo attenzione. Il problema è suo! È lui che non ha la maggioranza in Consiglio Comunale. È la sua azione, il suo operato e il suo governo che sono compromessi. E pertanto è lui che deve chiedere ai consiglieri eletti nella sua coalizione di dimettersi entro il 24 febbraio. La mia firma e quelle dei miei colleghi di partito sono già in calce.

  2. Paolo Perrone, Fratelli d' Italia - tramite mail ha detto:

    Sono pronto a dimettermi e quindi sono favorevole, anzi favorevolissimo, a sciogliere questo Consiglio comunale e a tornare al voto.

    Questa fallimentare esperienza amministrativa, secondo me, deve finire perché non si può accettare che Lecce sia governata come è successo sino a oggi, da un sindaco e da assessori disorientati e senza alcuna idea.
    È come se lo slancio di una città che è cresciuta costantemente in questi anni si fosse improvvisamente arrestato, ad eccezione di poche iniziative propagandistiche e ideologiche e di qualche taglio del nastro a cose pensate e messe in cantiere negli anni scorsi.
    C’è un diffuso malcontento tra i leccesi, anche tra coloro che hanno votato Salvemini e la sua coalizione. Ecco perché ritengo che tornare alle urne, affidarsi di nuovo alla volontà dei nostri concittadini, sia la soluzione migliore.
    Purtroppo, la mia idea non è condivisa dall’unanimità dei consiglieri di centrodestra e siccome sono necessarie 17 firme (mi risulta che anche il consigliere Valente dei 5Stelle sia contrario) per determinare lo scioglimento del Consiglio, questa strada allo stato dei fatti non è percorribile. Non approvo la scelta di chi non vuole dimettersi, ma la rispetto.

    È a dir poco singolare però che un Sindaco, cui la città ha affidato la responsabilità dell’amministrazione e che ha gli strumenti per scegliere in piena autonomia se proseguire o porre fine a questa esperienza, decida di affidarsi alle decisioni degli altri.
    Anche lo spauracchio del commissariamento è un giochetto per imbrigliare l’opinione pubblica, perché sarebbe bastato che Salvemini si fosse dimesso prima della sentenza, quando tutto il mondo aveva capito come sarebbe andata a finire e quando ci sarebbe stato il tempo sufficiente per scongiurare un commissariamento lunghissimo.
    Lasciandosi anche la possibilità di ritirare le dimissioni nel caso di una pronuncia a suo favore da Roma, esito a cui comunque non credeva nessuno. E poi, in tutta franchezza, se si dimettesse oggi e arrivasse il commissario, non sarebbe una sciagura. Anzi, una gestione commissariale in questo momento è preferibile a quella a cui abbiamo assistito in questi mesi.

    Per fare il sindaco ci vuole coraggio e Salvemini in questo passaggio ha dimostrato di non averne. Speriamo lo trovi perché il destino di questa consiliatura è nelle sue mani, non nelle nostre. La città aspetta decisioni da lui, è stato eletto per questo, non per giocare a nascondino.

  3. Massimo Fragola, Andare Oltre - tramite mail ha detto:

    Leggiamo di inviti a dimissioni di massa da parte dell’opposizione: a che gioco giochiamo?  In politica ognuno ha un suo ruolo, c’è chi governa e chi fa opposizione. Il Sindaco Salvemini, gli Assessori, i consiglieri che supportano la Giunta hanno un compito ben preciso: garantire responsabilmente il governo della città.
    Andare Oltre ha assunto questa responsabilità con la consapevolezza che avrebbe potuto verificarsi la cosiddetta Anatra Zoppa.
    Oggi, a distanza di 8 mesi e a sentenza del CdS acquisita, restiamo della stessa opinione  e sulla stessa posizione: andiamo avanti a governare per il bene di Lecce e dei leccesi, consci che i cittadini hanno scelto un loro Sindaco al ballottaggio, non vogliono una nuova campagna elettorale e men che meno gradirebbero un commissariamento che immobilizzerebbe l’intero apparato amministrativo.

    Chi dall’opposizione chiede oggi le dimissioni di tutti i consiglieri ha chiaramente qualche difficoltà nel quadrare i propri numeri e non fa altro che mettere in luce le difficoltà di chi credeva ancora di poter decidere i destini altrui con logiche che appartengono alla vecchia politica ma che sta riscontrando la difficoltà di gestire uomini finalmente liberi di pensare e di agire.
    E’ ormai chiara la mancata compattezza di un gruppo di persone in disaccordo su tutto, un gruppo di ex amministratori che non hanno più una linea politica comune, che non hanno più un leader riconosciuto e che avrebbe grosse difficoltà a ritrovarsi domani attorno ad un candidato Sindaco unitario: unico obiettivo sarebbe far cadere l’amministrazione per rigiocarsi domani solo le loro partite personali, senza alcun interesse per la comunità cittadina.
    Fino a ieri hanno dichiarato illegittimo il Consiglio comunale, chi crede di avere i numeri per scrivere la parola fine a questa amministrazione proceda pure, sarà poi la città a giudicarli definitivamente.

  4. redazione ha detto:

    Il nuovo consiglio comunale è convocato per giovedì 22 alle ore 9.30.

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