SUSSURRI E GRIDA DOPO LO SCIVOLONE DI CASERTA

| 26 Marzo 2018 | 0 Comments

(l.c.)______

Le statistiche sono robe scientifiche, hanno sempre una loro validità, checché ne abbia detto Trilussa. Nel calcio poi i precedenti assumono comunque un loro rilievo particolare. A Caserta il Lecce non vinceva da cinquantuno anni, lo stadio ‘Pinto’ in questo mezzo secolo è stato spesso teatro di delusioni, e ieri il copione si è ripetuto.

L’ aggravante, è che quest’ anno più di tutti gli altri i Giallorossi ci andavano da capolista assoluta, e in posizione invidiabile.

E con quasi mille meravigliosi tifosi al seguito.

E niente, è arrivata la sconfitta, per di più dopo una prestazione senza infamia e senza lode, né carne, né pesce, sostanzialmente senza storia.

Un’ altra, che a questo punto, cruciale, decisivo, del campionato, sinceramente, onestamente, preoccupa. E divide. Perché non è giusto nemmeno tacere le legittime preoccupazioni che emergono dall’ analisi delle partite disputate nell’ ultimo periodo.

C’è chi dice che sia stata sbagliata la campagna acquisti di gennaio, che pure ha portato un altro bomber, come Saraniti, e ha portato pure un’ abbondanza nell’ organico: sospetta. Già, perché ruotando e turnoverando la squadra ha perso quell’ ‘Amalgama’ famoso che voleva il povero Massimino, del mancato acquisto del quale si lamentò con i suoi dirigenti dell’ epoca in un episodio di terrificante gaffe rimasto giustamente famoso.

A proposito del Catania, e del Trapani pure, ora sono a quattro punti, uno solo virtuale di distanza dalla capolista in difficoltà, perchè è lecito presumere che le motivazioni superiori porteranno entrambe alla vittoria, quando toccherà al Lecce riposare, in un finale incandescente.

Insomma, invece di essere ammazzato, il Campionato è ben vivo e vegeto, e non c’è niente di deciso.

Poi, c’è chi dice che un momento di flessione, nell’ arco di una stagione, ci sta sempre, ed è vero, è questo sarebbe quello della gestione Liverani.

E che non si possono vincere tutte le partite, d’ accordo.

Però, ecco, nel momento decisivo del campionato, quando l’ allungo risolutore era là a portata di mano e di possibilità per i Giallorossi, sono arrivate due sconfitte, una interna, e una esterna, che non ci volevano proprio, e due pareggi, che da soli ci potevano pure stare, isolati dal contesto, ma che, in questo contestano, non ci sarebbero dovuti stare.

Episodi? Pure la vittoria a Cosenza è figlia di un episodio, in un quadro avviato ad un deludente zero e zero, se è per questo.

E allora? Allora niente.

La spiegazione va cercata nella psicologia, se non nella superstizione.

I giocatori, non hanno dimostrato la mentalità vincente, quando serviva, cioè ora, da grande squadra, di quella che più vince e, invece di sentirsi appagata, ha più fame ancora.

L’ ambiente, inoltre, vive i play off come una condanna biblica, una specie di maledizione, e ne ha paura.

Mancano sei partite, sette per le inseguitrici.

Si torna in campo Sabato Santo, fra cinque giorni, di pomeriggio, ospitando il Siracusa. Pure il Trapani gioca in casa, ricevendo il Matera, mentre il Catania va a Catanzaro, due ore dopo, ammesso che date e orari siano confermati, perché lo stravolgimento continuo degli appuntamenti all’ ultimo momento è un’ altra anomalia di questo campionato che si ostinano a chiamare Lega Pro, ma che invece è sempre quell’ Inferno, pure peggiorato, della vecchia serie C, un incubo di cui il Lecce non riesce a liberarsi, e di cui adesso addirittura pare aver paura.______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

SCIVOLONE LECCE: TURCHETTA AFFONDA I GIALLOROSSI E ORA CATANIA E TRAPANI SONO DAVVERO VICINE

 

 

 

Category: Sport

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