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LA STORIA / AL SINDACO DI GALLIPOLI STEFANO MINERVA UN BESTIONE SPACCA IL VETRO DELL’ AUTO PER PROTESTA

| 21 aprile 2018 | 0 Comments

gm_______Chi è il bestione in questione? Un disoccupato, un senza tetto, un avversario politico, un cittadino esasperato dalla lentezza della burocrazia comunale? Assolutamente no.
Si tratta di un placido e tranquillo cane che ad un certo punto ha perso la pazienza.
Pazienza che spero non perdiate voi amici lettori perché non sono andato subito al punto, un attimo di pazienza please.

Forse non tutti sanno che fare il sindaco è una faticaccia, ma non per gli impegni legati alla cura della pubblica amministrazione, ma perché come si dice a Lecce “Nnu puei fare nnu pitetu, ca denta nnu cuerpu te cannune”, per chi non è leccese il senso è che  ” Non puoi fare neanche una scorreggia che viene fatta passare per un colpo di cannone”. Ovviamente questo accade se il personaggio è in vista e se questi in passato si è distinto per aver fatto la morale al prossimo. In questi casi ognuno si sente leggimitato a gridare allo scandalo.
Questa volta è toccato al simpatico e barbuto sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, che andandosene a passeggio a Galatina, per combattere il caldo della giornata era andato a dissetarsi con una fresca bevanda, in compagnia dei suoi amici al bar,  lasciando chiuso in macchina al caldo il suo amico a quattro zampe.
Ed ecco come  Giampiero De Pascalis consigliere comunale a Galatina, racconta la storia.

«Il sindaco ha parcheggiato la sua auto in piazza Alighieri lasciando all’interno il suo cane con un piccolo spiraglio per il ricircolo dell’aria e si è allontanato con un altro esponente di spicco del Pd locale e provinciale. La povera bestia, chiusa nell’abitacolo che si surriscaldava al sole, ha cominciato a dare segni di insofferenza abbaiando furiosamente, ma il suo padrone era lontano e non poteva raccogliere la richiesta di aiuto che arrivava con i latrati. La sofferenza è diventata tale che il povero cane ha cominciato a dimenarsi colpendo il vetro del finestrino sino a frantumarlo».
A quel punto i cittadini che hanno assistito alla scena hanno chiamato i vigili urbani, che hanno provveduto a rifocillare l’animale e a scoprire che il proprietario dello stesso  era, pensate un po’, il primo cittadino della Città bella.
De Pascalis poi prosegue:
«Quello che è accaduto è inqualificabile  e non servono ulteriori aggettivi per censurarlo, né ci sono giustificazioni che possano attenuare la gravità del fatto. Nonostante ci sia una legge che punisce il reato di maltrattamento degli animali questi episodi continuano a verificarsi e il paradosso, in questo caso, è che a commetterlo è stato un sindaco che si definisce politicamente corretto e che tra i suoi compiti istituzionali ha anche quello di curarsi dei cani presenti sul suo territorio. Mi auguro che la giustizia si muova per Minerva nella stessa misura e con lo stesso rigore che colpirebbe un qualsiasi cittadino».
Morale della favola: chi di politicamente corretto ferisce, di politicamente corretto perisce

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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