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COME HA DECISO SERGIO MATTARELLA, COSI’ IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO M5S-LEGA NON SI FARA’

| 27 maggio 2018 | 0 Comments

di Valerio Melcore________Il Presidente della Repubblica Mattarella ha deciso di mettere il veto sull’economista Paolo Savona,  proposto dalla Lega e accettato dal M5S, quale Ministro dell’Economia del nascente governo.
Tutto questo perché nel 2015 Savona scrisse un libro nel quale sosteneva che pur essendo un europeista convinto, l’Italia, nel contesto europeo doveva farsi rispettare, ed avere un piano B.

Quale era questo tanto contestato piano B, questa pietra dello scandalo?
Semplicemente l’economista suggeriva che avere due opzioni è meglio di averne una sola, che se domani la situazione dovesse precipitare e per un qualsiasi motivo l’Europa venisse meno, l’Italia doveva essere in grado di camminare con le sue gambe.
Del resto se vuoi farti valere al tavolo delle contrattazioni è buona norma che i partner sappiano che hai scelto di fare il percorso  insieme a loro, ma che saresti in grasso anche di farlo  senza di loro. Mi pare che ciò sia semplice buon senso.
Ma in queste settimane ci hanno spiegato che i mercati finanziari e la speculazione non funziona così. E chi ce lo ha spiegato?

I poteri forti, che potete chiamarli come volete, alta finanza, speculatori, banchieri , Confindustria, Europa, e tutti i boiardi del regime, sostenuti da tutte le televisioni, pubbliche e private,  che hanno tentato disperatamente di far saltare l’accordo Lega-M5Stelle,  affinché non dessero vita ad un governo che rivoltasse l’Italia come un calzino  facendo l’esatto contrario dei governi passati.
Dopo aver tentato inutilmente di mettere zizzania tra Lega e M5S, ora possono dirsi soddisfatti grazie al veto di Mattarella, che così come la Costituzione gli consente, decide lui e non gli italiani quale debba essere la politica del governo, anche in tema di economia.
Vogliamo ricordare che Paolo Savona ha ricoperto innumerevoli incarichi istituzionali, in Italia ed in Europa,  tra l’altro è stato Ministro del governo Ciampi, e mai nessuno ha avuto nulla da eccepire. Ora improvvisamente diventa la pietra dello scandalo perché il Capo dello Stato decide che le sue politiche economiche ci porterebbero fuori dall’Europa.
Ora qualcuno potrebbe pure chiedersi quali competenze in materia di economia abbia Mattarella, ma potete stare tranquilli che nessuno oserà domandarlo.
A seguito del veto di Mattarella, il  Presidente del Consiglio Giuseppe Conte questa sera ha rinunciato al mandato.
Ma torniamo al professor Savona, diamo uno sguardo a quelle televisioni che da settimane attaccano un governo che ancora non c’è.
Una per tutte, neanche la più faziosa,  La7, nella “Maratona Mentana” in questa diretta tutta tesa a dimostrare come Mattarella abbia ragione da vendere, e come tutte le colpe siano da attribuire  a Salvini e a Di Maio, Mentana che è in compagnia del giornalista Marco Damilano, ascoltano  l’inviata la quale racconta:

“Il Quirinale boccia Savona perché la lettera che ha inviato, è troppo in linea con il programma firmato dal M5S e Lega” –  Ha poi riferito di alcune  indiscrezioni circolate in ambienti vicini al Quirinale a proposito della lettera di Savona: ” Lettera ma quale, lettera, ma quale autonomia garantisce quella lettera”.
Ora c’è da chiedersi, se il fatto che le dichiarazioni di un ministro di un futuro governo che siano in linea con il programma dello stesso rappresentino un vulnus.
L’essere in linea con il governo di cui si fa parte dovrebbe  essere un dato positivo e coerente, e su ciò non ci dovrebbe essere discussione, ed invece no. Negli ambienti vicini a Mattarella non è così? E per quanto riguarda l’autonomia del professor Mattarella mi sembra del tutto evidenziata in tutto ciò che scrive, rigo dopo rigo.

Ma cosa ha scritto il Professor Savona e che Mattarella ha ritenuto  fosse così pericoloso per l’economia italiana.

Queste le frasi incriminate: “Ridurre il debito non con l’austerità ma con la crescita”  e questa altra “Voglio una Europa diversa, più forte, ma più equa“.

Questo quanto riportato nella lettera: “Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell’euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all’Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127. Per il rispetto che porto alle Istituzioni, sento il dovere di riassumerle brevemente”. Poi elenca i suoi punti:

“Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica …..

Assegnare alla BCE le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale ..…

Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale, …..

Poi Savona aggiunge: «L’azione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni». E poi ha chiuso con queste parole: «Spero di aver contribuito a chiarire quali sono le mie posizioni sul tema dibattuto e quelle del Governo che si va costituendo interpretando correttamente la volontà del Paese. Sintetizzo dicendo: Voglio un Europa diversa, più forte, ma più equa».

Evidentemente a Bruxelles e a Francoforte, queste parole non sono piaciute.
In autunno si vota, vedremo come risponderanno gli italiani.

Intanto Alessandro Di Battista durante un comizio in cui era presente tra gli altri anche Di Maio ha preannunciato che il Movimento 5 Stelle chiederà l’impeachment per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,  per aver impedito la nomina del Ministro dell’Economia sulla base di un pregiudizio politico.

Category: Politica

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