LE IDEE / ALEKSANDR DUGIN, L’ IDEOLOGO DI PUTIN, VIENE IN ITALIA E TROVA MOTIVI E PERSONAGGI PER PASSARE DALLA TEORIA ALLA PRATICA CON LA SUA “QUARTA SPONDA”: ‘PROLETARI BOLSCEVICHI, NAZIONALISTI TRADIZIONALISTI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!”

| 24 giugno 2018 | 0 Comments

(g.p.)______

Aleksandr Dugin (nella foto), 56 anni, filosofo, il politologo adesso più in vista a Mosca, in questi giorni è in Italia per presentare il suo ultimo libro, una serie di riflessioni sulla Russia, il suo governo, la sua politica e i suoi problemi, che si intitola “Putin contro Putin”.

Nell’ introduzione, contiene una frase – simbolo rivelatrice: “Ciò che veramente conta è questo confronto tra il conflitto terrestre e la luce abbagliante delle idee astratte”.

Le sue.

Egli è il teorico della “quarta posizione”, potremmo chiamarla così, la sua teoria della “quarta sponda“, così l’ ha denominata, una elaborazione teorica sofisticata per chi oggi a vario titolo si opponga al Capitale, avrebbe detto Carlo Marx, al Mercato, direbbe il suo attuale nipotino degenere Diego Fusaro.

Non solo. Per Dugin, l’ Italia è uno straordinario laboratorio di sperimentazione, un cantiere aperto per passare subito dalla teoria alla pratica.

Non è un caso che, approfittando di questo viaggio, egli abbia incontrato tutta una serie di personaggi – il vocabolo sia inteso nel senso positivo – che stanno (stavano?) attestati sui versanti della sinistra extraparlamentare e della destra extraparlamentare, la sinistra radicale, ma non certo radical chic, e la destra sociale, antisistema.

Altri contatti sono stati tenuti segreti, ma ci sono stati e ci saranno.

La “quarta sponda” di Aleksandr Dugin sembra fatta apposta per piacere sia agli uni, sia agli altri, con i solidi richiami espressamente sviluppati ai teorici di un comunismo storico da riattulizzare, sulle ceneri di Stalin,  quanto ai pensatori tradizionalisti, tipo Julius Evola.

 

Forse, sarà solo una moda, un fuoco di fiamma estemporaneo.

Forse, porterà a straordinarie acquisizioni successive.

Di certo, altro che Steve Bannon, il rozzo stratega elettorale di Donald Trump, caduto in disgrazia, con le sue becere tattiche anti immigrazione e funzionali all’ establishment americano!

 

Aleksandr Dugin, come Alain De Benoist negli anni Settanta, vuole combattere “il male americano”. E vuole farlo insieme ai popoli dell’ Europa, contro l’ Unione Europea.

Ma, quaranta anni dopo, a differenza di quello, ha una forza politica forte cui rivolgersi, un partito che è già al governo e che cresce ogni giorno di più nella considerazione degli Italiani.

Se adesso riescirà nel miracolo di attrarre, fondere e attualizzare i due vecchi termini ideologici di destra e sinistra, di  superarli in una sintesi operativa, diventerà maggioritario.

Adesso Matteo Salvini ha pure il suo profeta.______

1 – continua

 

 

 

 

 

 

Category: Cultura, Politica

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