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LA POLEMICA / SALVIAMO LA SALENTINITA’ SUPERSTITE NELLA NOTTE DELLA TARANTA DALLA GLOBALIZZAZIONE

| 9 agosto 2018 | 3 Comments

di Maria Antonietta Vacca______

Tracce di salentinità nel contaminato concerto della notte della Taranta cercasi.

La formula era quella vincente, senza dubbio. Un concerto itinerante nelle piazze Salentine partendo da Corigliano d’Otranto fino a Melpignano. In pochissimi anni, a partire dal 2008, la crescita esponenziale di questo evento porta nella piazza del piccolo centro del tacco d’Italia oltre centomila spettatori.

L’evento copre e abbraccia in più direzioni la cultura le tradizioni, le radici, la storia. Accoglie e da visibilità nazionale ed internazionale alle eccellenze e alle realtà del territorio. La tutela e la valorizzazione del territorio attraverso la riscoperta della musicalità della tradizione salentina, sembravano essere la priorità e insieme la finalità dell’evento.

Poi però… la (in)spiegabile necessità di farsi contaminare. Anche essa figlia di “madre globalizzazione”, che sempre più inesorabilmente si sostituisce a Madre Natura.

Ebbene, forse l’impressione di chi aveva trovato e ritrovato nella notte della Taranta il desiderio di esporre orgogliosamente cultura e radici salentine, è quella fondata paura che gli interessi economici muovano come sempre le pedine sulla scacchiera. Ed è così che anche la notte della Taranta è stata snaturata e depredata della sua peculiare specificità.

L’ultimo smacco registrato in tal senso riguarda l’assegnazione degli spazi destinati agli sponsor gastronomici. A danno degli espositori locali, infatti, particolare forse sfuggito agli organizzatori, questi ultimi sono stati concessi ai grossi nomi e alle grosse catene nazionali.

Buona ricerca a tutti delle tracce ancora esistenti e resistenti di salentinità alla Notte della Taranta.______

LA RICERCA nel nostro articolo dello scorso anno

L’ AVVELENATA / VENT’ ANNI DOPO QUESTA TARANTA NON HA PIU’ IDENTITA’, COSI’ COME L’ HANNO RIDOTTA HA PERSO TUTTI I VALORI DELLA CULTURA E DELLA TRADIZIONE

Category: Cultura, Eventi

Comments (3)

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  1. antonio dell'anna ha detto:

    Interessante questo articolo alla ricerca di salentinità nella notte della taranta.
    Indubbiamente il crescente successo di questa manifestazione, che prima rappresentava le tradizioni, le radici e la storia del nostro Salento, ora si è dovuta globalizzare riuscendo comunque a superare oltre i confini non solo della Puglia ma persino dell’Italia.
    Diventata quindi così famosa questa manifestazione alla fine ha dovuto inglobare altri partecipanti. Partecipanti che comunque costano e i conti devono quadrare e dare spazi a chi paga di più è più conveniente.
    Mi auguro però che, proprio grazie al fortissimo richiamo dei centomila spettatori accorsi, le nostre attività commerciali e i nostri artigiani locali sappiano rappresentare al meglio la cultura, la cucina e le tradizioni del nostro Salento.

  2. Roberto Molle ha detto:

    Tanto per gettare acqua sul fuoco e tentare di giocare a fare il Bertoncelli della situazione, e magari, sparare “qualche cazzata” sul concertone, posto quello che scrissi esattamente qui su fb tre anni fa a proposito della notte della taranta (dopo, non me ne sono più interessato) perchè insieme lei mi scadevano altri miti:

    “Ci può essere una retorica sul sud? Ieri notte, Erri De Luca ce ne ha dato la conferma, che si, in realtà c’è. Di rientro verso l’una da una serata in un cinema gallipolino (con annesso strascico di stress da imbottigliamento nel traffico in una città prossima a scoppiare), spreco l’ultimo sprazzo di attenzione della notte alla parte finale del concertone di Melpignano; mi basta per capire, che Manzanera (chiaramente bravissimo) ha dato una sferzata decisamente rock e minimalista alla struttura sonora dell’ensamble che ormai è parte stabile di questa orchestra
    (da Claudio Prima ad Antonio Castrignanò, da Carlo “canaglia” De Pascali alla pur brava Alessia Tondo, etc.) ed è anche la prova, se ancora ce ne fosse bisogno di (una mancanza di personalità?) un’identità culturale disponibile a farsi “violentare”, di volta in volta dal concertatore di turno, e inoltre, della disponibilità a farsi spalla per l’artista famoso col vezzo di venire a cantare le canzoni popolari del Salento nel Salento (oggi fa tanto figo!), praticamente, la taranta si è “fatta” un mostro con tante teste. La presenza di Luciano Ligabue ne è stata la prova lampante: l’interpretazione di due brani a dir poco imbarazzante (salvato in extremis nel duetto con la Tondo), e poi a cantare due sue canzoni, che in quel contesto mi sono sembrate molto giù di tono e fuori luogo; il resto ha fatto vedere una rockstar imbarazzata e pesce fuor d’acqua. Stamattina facendo zapping su youtube, trovo anche l’intervento di Erri De Luca (che stimo profondamente), uno che sta cominciando a perdere spessore compatibilmente in rapporto alle sue comparsate pubbliche e al ritmo della pubblicazione dei suoi (ormai troppi) libri; Una filippica (la sua) sul sud che si sarebbe potuto risparmiare… come dire: ormai le parole, non sono più pietre, stanno diventando qualcos’altro. p.s. abbasso la taranta, viva la taranta!”

    Forse quest’anno farò un servizio per leccecronaca.it… e non sarò meno tenero.

  3. Paolo Insalata - tramite Facebook ha detto:

    .. E nonostante queste virate motivate da scopi puramente commerciali, la fondazione non è in grado di auto sostenersi finanziariamente ma continua ad ottenere generosi finanziamenti pubblici…!

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