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X AGOSTO

| 10 agosto 2018 | 0 Comments

(g.p.)______San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché sì gran pianto

nel concavo cielo sfavilla…

Perché alle scuole elementari, alle scuole medie, non fanno studiare più le poesie, le grandi poesie della nostra bellissima tradizione letteraria, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, D’ Annunzio, Ungaretti, Montale, a memoria?

E se fanno studiare qualcosa ancora a memoria, si tratta di astruse filastrocche?

 

Ritornava una rondine al tetto:

l’uccisero: cadde tra spini:

ella aveva nel becco un insetto:

la cena de’ suoi rondinini.

 

Ora è là, come in croce, che tende

quel verme a quel cielo lontano;

e il suo nido è nell’ombra, che attende,

che pigola sempre più piano.

 

Quanto pomeriggi, quanta fatica, ma quanto diletto, nei fortunati ragazzini che imparavano le poesie dei nostri grandi classici a memoria…

 

Anche un uomo tornava al suo nido:

l’uccisero: disse: Perdono;

e restò negli aperti occhi un grido:

portava due bambole in dono…

 

Ora là, nella casa romita,

lo aspettano, aspettano in vano:

egli immobile, attonito, addita

le bambole al cielo lontano.

 

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi

sereni, infinito, immortale,

oh! d’un pianto di stelle lo inondi

quest’atomo opaco del Male!

E se non le capivano appieno, pazienza. L’ atomo opaco del male, la nostra terra, la nostra esistenza, purtroppo. Però dai, Pascoli era facile, sembrava fatto apposta, con la sua poetica del fanciullino…E Myricae, le piccole piantine umili, senza valore, ma spontanee, semplici, e per questo preziose…

Abbiamo bisogno di tornare a studiare. Di tornare sui libri.

E’ la poesia – quella grande, quella vera, quella senza tempo – è una delle ultime cose rimaste, ancora capaci di prendere la nostra mente, e farci fremere il cuore.

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Category: Cultura

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