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SI RAFFORZA LA TRABALLANTE MAGGIORANZA DEL SINDACO, DUE ARRESTATI NEL CENTRO DESTRA, UNO SOLO NEL CENTROSINISTRA. VOTO DI SCAMBIO PER LE CASE POPOLARI DI LECCE, LA PROCURA DELLA REPUBBLICA ORDINA L’ ARRESTO DI MONOSI, PASQUALINI E TORRICELLI. AVVISO DI GARANZIA PER IL SENATORE ROBERTO MARTI

| 7 settembre 2018 | 2 Comments

(e.l.)______

Favoritismi personali in cambio di voti.

Clamorosi sviluppi dell’ indagine della magistratura sull’ assegnazione degli edifici di edilizia residenziale pubblica a Lecce, in corso da anni. Questa mattina i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare e notificato trentaquattro avvisi di garanzia.

La custodia cautelare per due è in carcere, per cinque ai domiciliari e per due è con obbligo di dimora.

Riguardano amministratori politici e dipendenti comunali.

I reati contestati sono, a vario titolo, associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Lecce Giovanni Gallo, su richiesta della Procura della Repubblica del dicembre scorso, avanzata dai pm Massimiliano Carducci e Roberta Licci, nell’ambito delle indagini su assegnazione di case popolari in favore di soggetti non utilmente collocati in graduatoria, l’occupazione abusiva di alloggi resisi disponibili per l’assegnazione, nonché l’illegittimo accesso a forme di sanatoria concesse in assenza dei requisiti richiesti.

Tutti provvedimenti ritenuti illegittimi dagli inquirenti, e attuati, sempre secondo i magistrati, per procurarsi consenso elettorale.

Gli arrestati e portati in carcere sono Umberto Nicoletti e Nicola Pinto, considerati legati alla malavita organizzata e ritenuti autori tre anni fa del pestaggio dell’ uomo che nel 2013 con la sua denuncia dette il via all’inchiesta penale.

Gli arrestati e posti ai domiciliari sono gli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini, attualmente entrambi in carica come consiglieri comunali nel centrodestra; il consigliere comunale del Pd Antonio Torricelli, anche in carica; il dirigente comunale Lillino Gorgoni; e Andrea Santoro, quest’ultimo accusato nell’ambito dell’episodio di pestaggio del denunciante, ma con uolo ritenuto dagli inquirenti meno grave.

Obbligo di dimora per Monica Durante e Monia Gaetani, accusate di mettere e tenere in contatto  i politici con gli assegnatari degli alloggi popolari della zona 167.

Tra gli indagati, il senatore leccese della Lega Roberto Marti, eletto in consiglio comunale fra le fila del centro-destra e dal 2004 al 2010, nella seconda amministrazione di Adriana Poli Bortone e nella prima di Paolo Perrone, assessore a Lecce ai Servizi sociali, ai progetti mirati e alle pari opportunità, al quale vengono contestati i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico.______

LA RICERCA

nel nostro articolo del 28 febbraio 2017, che a sua volta contiene le tracce di tre ulteriori approfondimenti sull’ inchiesta del’ 8 giugno 2015

ULTIM’ORA / TERREMOTO GIUDIZIARIO A PALAZZO CARAFA / ASSEGNAZIONI CASE POPOLARI DI LECCE, 46 INDAGATI DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, FRA DI ESSI IL SINDACO, ADRIANA POLI BORTONE E ROBERTO MARTI

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (2)

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  1. Paolo Perrone, FdI - tramite mail ha detto:

    Sono inevitabilmente turbato da una vicenda grave che coinvolge la città, la politica leccese e quella che è stata la mia amministrazione. Ancora più grave e delicata perché si parla di ipotesi di reato nel riconoscimento del diritto alla casa, un diritto a difesa dei più deboli. Questi fatti, quindi, non possono lasciarmi indifferente, anche in assenza oggi di illegalità accertate, di sentenze e di condannati.

    D’altro canto, l’indagine non muta la mia stima e la mia amicizia nei confronti delle persone con cui ho condiviso e condivido tuttora il percorso politico e amministrativo, che mi auguro alla fine risultino estranee. In queste ore, perciò, mi sento vicino a chi è coinvolto e ai loro familiari.

    È nostro dovere adesso rispettare il lavoro sacrosanto della magistratura e auspicare – io per primo – che, nel più breve tempo possibile, ci consegni una verità chiara e definitiva.

  2. M5S Puglia - tramite mail ha detto:

    “Con il Decreto “Spazza Corrotti” finalmente riusciremo a contrastare efficacemente reati come corruzione e voto di scambio. Quello che è successo a Lecce non deve più ripetersi”.
    Lo dichiarano i consiglieri del M5S Antonella Laricchia, Antonio Trevisi e Cristian Casili in seguito all’inchiesta della Procura di Lecce su un presunto voto di scambio alla base dell’assegnazione delle case popolari, che vede indagati politici e dirigenti del Comune.

    “Noi del M5S Puglia siamo in prima linea da anni nella lotta al voto di scambio – continuano i pentastellati – attraverso la piattaforma “Voto libero”. Una pratica che è stata segnalata e duramente combattuta, proprio durante la campagna elettorale delle amministrative a Lecce, anche dal nostro consigliere comunale ed ex candidato sindaco Fabio Valente. Ma ora esiste uno strumento in più in soccorso di tutti i cittadini onesti.
    Con lo “Spazza Corrotti”, il Decreto Legge recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri e in attesa di discussione alle Camere, chiunque corrompa o venga corrotto, non potrà più stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione e non potrà avere accesso agli Uffici Pubblici dai 5 ai 7 anni se la pena inflitta è inferiore ai due anni di carcere. Se, invece, la pena inflitta è superiore ai due anni di reclusione, il divieto durerà per tutta la vita. A partire da oggi, non vedremo più negli Uffici Pubblici quei dipendenti infedeli e prezzolati, non sentiremo più imprenditori ridere dopo una catastrofe, convinti di fare affari ai danni dei cittadini.
    Non dovrà più esistere la circostanza per cui un cittadino onesto debba pagare per ottenere un diritto che è già suo solo perché un dipendente senza scrupoli ha il potere di far partire o fermare l’iter di una pratica.
    Il nostro Paese, adesso, diventa esemplare nella lotta alla corruzione. Chi sbaglia paga, e paga per tutta la sua vita lavorativa. Onestà – concludono – non è solo un motto, ma il nostro stile di vita e di comportamento”.

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