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“LA BELLEZZA DELL’ OSCENO”: PSICOLOGI ANALISTI JUNGHIANI A CONVEGNO A GALLIPOLI SABATO 22

| 18 settembre 2018 | 0 Comments

di Maria Antonietta Vacca_____

Il titolo, da solo, è già un suggestivo programma: infatti, si parlerà della “bellezza dell’ osceno”. Poi, la location: il castello Angioino, da tempo recuperato e reso ‘vivo’ da mostre d’ arte ed eventi culturali. Beh, per ultimo, ma non per ultimo, la bellezza della città bella, nello splendido settembre di quest’Anno, poi, tutto di profumi e sapori d’ estate.

Insomma, ci sono tutte le premesse per un vero e proprio evento, per il Convegno Nazionale “La Bellezza dell’Osceno”, proposto dall’Associazione culturale junghiana salentina Kuklos, con il patrocinio del Comune di Gallipoli, sempre attento alle manifestazioni culturali, e di interesse e riscontro per il territorio, dalla Provincia di Lecce, nonché dagli Ordini dei medici e degli psicologi.

Si terrà a Gallipoli sabato 22 settembre, come detto al Castello Angioino, su due sessioni, dalle 8.30 alle 13.30, e dalle 15.00 alle 17.30,  con “l’obiettivo di confrontare le prassi cliniche di psicologia del profondo con gli apporti di altri domini culturali“, come hanno scritto gli organizzatori, dell’ associazione Kulos, fondata dai due psicologi analisti, Rosario Puglisi e Loredana Benvenga,  e presiduta dal medico Cassio Scategni.

Numerosi i prestigiosi ospiti attesi. Fra i relatori, gli psicologi analisti e didatti Pasqualino Ancona, Francesco La Rosa, Giancarlo Magno, Maurizio Nicolosi, Francesca Picone, Floriana Cutino, Ferdinando Testa, Riccardo Mondo, assieme ai soci Kyklos Loredana Benvenga, Rosario Puglisi, Cassio Scategni, Fernando Conte, Patrizia Miggiano, Daniela Morello ed Emanuele Pasca.

È opportuna prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni: 327 82 08 247

centrojunghianosalentinokyklos@gmail.com

 

Ma cosa significa, che cosa è l’ osceno?
Sentiamo cosa ci spiegano questi psicologi a convegno, nella presentazione della loro iniziativa.

“Carmelo Bene (nella foto, Ndr.), in una memorabile intervista da Maurizio Costanzo, a fronte dell’oscurità etimologica del termine (lat. caenum = sporchizia, fango, sudiciume), ripropose l’interpretazione di osceno come derivante da obscena, il fuori scena, ossia l’insieme di contenuti non rappresentabili, o perché ostentazione di contenuti turpi, immorali, volgari, o perché dotati di capacità dirompenti per l’ordine sociale costituito e per la psiche individuale ordinaria. Di converso, la recente modifica legislativa (2016) sanziona il reato di atti osceni in luogo pubblico solo con un’ammenda (a meno che tali atti non sia compiuti in presenza di minori).

La profonda trasformazione del concetto di osceno – da intendersi non solo in termini sessuali – comporta, quindi, la necessità di riflettere sulle ricadute generali e personali di tale cambiamento; a fianco delle note interpretazioni antropologiche e sociologiche che vedono tale cambiamento, di volta in volta, come fatto liberatorio o, per converso, come segno di un inarrestabile processo di decadenza (o peggio, come schadenfreude, termine tedesco che definisce una sorta di piacere maligno nel degradarsi) è necessario dotarsi di nuove chiavi di lettura atte a favorire – al di là di una visione meramente morale – una reinterpretazione del fenomeno”.

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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