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DA STEFANO JURGENS, AD ANNA CUCULO, DA MARIA LUISA BENE A IVAN RAGANATO. A leccecronaca.it SANDRA MAGGIO PARLA DEI SUOI MAESTRI VECCHI E NUOVI

| 16 novembre 2018 | 1 Comment

di Carlo Infante______

“Il Teatro è vita e salvezza dal baratro della morte”. Apodittica e apocalittica, Sandra Maggio (nella foto), 39 anni, di Melissano, ora a Lecce, una laurea magistrale in lettere classiche, insegnante di latino e greco, attrice teatrale per passione fortissima, mi colpisce subito, con una frase ad effetto che sembra tratta da un copione. Quello della Sua vita.

Barcollo, ma ho tante altre curiosità, e mi riprendo subito, anche perché, per sdrammatizzare, con altrettanta disinvoltura, subito dopo lei mi improvvisa una parodia di un conoscente che abbiamo in comune, sul quale era caduto casualmente il discorso, colto in un crescendo di comicità mentre risponde sul cellulare alle telefonate che gli arrivano in auto, una dopo l’ altra, dai vari collaboratori dell’ ufficio, una scena live irresistibile, che da sola, se l’ avessi pagato, per gli effetti esilaranti, varrebbe il prezzo, e salato, del biglietto.

Quando smetto di ridere, comincio con le mie curiosità.

 

D.) – Come ha iniziato a recitare?

R.) – A sei anni, fui scelta a scuola per interpretare il ruolo di Pinocchio, quando ancora ero in prima elementare.

Mossi i primi passi come animatrice estiva per i ragazzi, poi ho addosso tredici anni di gavetta nel Cabaret.

 

D.) – Una salutare che gavetta, che però Lei ha unito a importanti studi specifici…

R.) – Sì, dopo i primi anni universitari ho lasciato la terra natale per trasferirmi a Roma, dove fui ammessa alla “Piccola Accademia dello Spettacolo” del Maestro Stefano Jurgens.

Qui ho studiato con Franco Oppini, Gennaro Monti, Pier Francesco Pingitore.

Sempre a Roma in quel periodo ho partecipato al “Premio Pipolo”. Quindi mi sono diplomata in Accademia in “Arte drammatica e teatro della follia e dell’assurdo” col massimo dei voti.

 

D.) – Cosa ha interpretato, in quel periodo?

R.) – Shakespeare: il “Tito Andronico”; il “Sogno di una notte di mezza estete” e “Giulietta e Romeo”.

 

D.) – Dalle scenette del Cabaret, alle tragedie di Shakespeare, formidabile.

R.) – …Alla religione, alle sacre rappresentazioni, se vuol saperlo…

 

D.) – Dica pure…

R.) – Già, vengo scelta da Monsignor Marco Frisina per interpretare la parte recitata di Maria nell’Oratorio Sacro, “Ai piedi della Croce”…

 

D.) – Sì, ma io sono curioso di una vera e propria chicca, che ho trovato cercando su internet su di Lei per documentarmi…Lei ha portato in scena la poesia futurista, un’ esperienza unica in Italia…

R.) – Sì, andai apposta a Torino, a studiare per alcuni mesi alla scuola della Maestra Anna Cuculo, dico: Anna Cuculo, allieva di Carla Fracci e Giorgio Strehler. Si trattava di rendere scenicamente, foneticamente, direi, la poesia futurista. Era il 2009. Lo spettacolo, scritto da Giuseppe Puppo, si intitolava “Voglio combattere ancora” dal verso di uno dei due Cantos in italiano di Ezra Pound in cui fa parlare  Filippo Tommaso Marinetti.

Era il 2009, gennaio del 2009. Debuttammo a Casale Monferrato. Fu la prima manifestazione in Europa in occasione del centenario della pubblicazione del ‘Manifesto del Futurismo’…

 

D.) – Parigi, 1909, su “Le Figarò″…

R.) – Lei è un uomo colto (sorride)…Erano i primi di gennaio, per la precisione, del 2009. Faceva un freddo cane (veramente, l’ espressione che usa è un’ altra, più lunga e più colorita…), cui non mi ero ancora abituata. Ricordo un viaggio allucinante, fra nebbia e gelo. Ricordo la location della ‘prima’, in uno spazio aperto, in pubblico, sotto un monumentale edificio, solo apparentemente riscaldato da lampade e fuochi fatui, e io con i miei abitini di scena, e la paura che il freddo mi prendesse pure alle corde vocali…(fa un’ espressione di terrore). Ricordo il vino e l’ assenzio che bevemmo a volontà alla fine, per riscaldarci…(fa un’espressione di beatitudine)

 

D.) – Beh, poi avrà avuto location più confortevoli, infatti ho trovato che lo spettacolo fece parlare molto di sé…

R.) – Avevamo il Patrocinio della Regione Piemonte, molte città, sia con amministrazioni di centro – destra, sia di centro – sinistra, fecero a gara nei mesi seguenti ad ospitarlo…Torino, Asti, addirittura allo storico Teatro Alfieri…Poi Alessandria, Vercelli, Chivasso, Acqui Terme, e  altre ancora.

Sempre in Piemonte, sempre con il patrocinio della Regione, sempre con la supervisione e a volte anche con la partecipazione diretta in scena di Anna Cuculo, negli anni seguenti mi sono cimentata anche con la poesia di Pier Paolo Pasolini e di Ezra Pound, in vari adattamenti, in tante città, dello spettacolo “Scene di incontri decisivi”, che racconta appunto dell’ incontro mitico fra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini, due opposti che invece di detestarsi e respingersi ideologicamente, si attrassero e  si abbracciarono idealmente.

 

D.) – Bellissimo. E i Suoi, di incontri decisivi?

R.) – Lei che è pratico di internet, mi ritrova per favore una mia foto con Maria Luisa Bene…

 

D.) – Sarà fatto, la troverò e la metterò on line…Promesso.

R.) – Ecco, per alcuni incontri decisivi ho frequentato la casa di famiglia di Santa Cesarea Terme dove lei viveva. Si parlava di uno spettacolo teatrale su Carmelo, di cui ho potuto vedere le meraviglie che lei custodiva religiosamente, si parlava di una sua biografia, sempre sull’ amato fratello, che avrebbe voluto dettarmi…Era già provata dalla malattia… Morì prima che potessimo iniziare quei due progetti. Ma furono incontri decisivi, in cui mi ha trasmesso amore per il Teatro e per la Cultura…Incontri miracolosi con Maria Luisa Bene, la fata madrina di una vita, che ancora nei sogni mi accompagna!

 

D.) – Ora so che Lei è stata chiamata da Ivan Raganato che martedì 4 dicembre debutta al Teatro Apollo in anteprima nazionale con lo spettacolo teatrale “La Dea Trans” per far rivivere nella sua Lecce la mitica Carlotta Paiano…Come si è trovata con la nuova compagnia Scena Muta, visto che  starete provando in questi giorni…

R. ) – Bene, ringrazio tutti per l’ accoglienza, mi hanno fatto subito sentire a mio agio, facendo svanire le mie preoccupazioni iniziali. Ma ringrazio soprattutto di cuore il Maestro per avermi voluto in questa vera e propria, importante, avventura artistica…Lui, Ivan, mi ha detto di dargli del tu, ma io non ci riesco…Lo chiamo Maestro, come ho sempre fatto con gli altri con cui ho lavorato…Con tutti quelli da cui ho imparato, e ho tanto da imparare ancora da Ivan Raganato…Lui però insiste ogni volta, quasi si arrabbia…E io ogni volta dico: sì, va bene, Maestro, come vuole Lei…(sorride) Penso che ormai diventerà un siparietto, uno spettacolo alle prove dello spettacolo…

 

D.) – Cosa fa in “Carlotta”?

R. ) – Ho l’ onore e l’onere di un monologo narrativo, nel corso della rappresentazione, un monologo particolare, di taglio prettamente giornalistico, alla Carlo Lucarelli direi, in cui racconto a mo’  di cronaca, tutto d’un fiato, vita, morte e miracoli della Dea Trans. Ma quello che più mi preme e mi esalta, è poi il dialogo con Ivan Raganato, nella scena finale, in cui sono una “chiangimuerti”

 

D.) – Ah, ecco, le prefiche, queste figure leggendarie nella cultura popolare salentina, che comparivano nelle veglie funebri…

R.) – Sì…”Sono io la morte e porto corona, io son di tutti voi signora e padrona…”, già…Sì però mo’ ho tradotto, in scena farò ovviamente tutto in dialetto…

 

D.) – Farebbe felice il ‘suo’, da lei prima evocato, Pier Paolo Pasolini…

R.) – E certo! Tutto in dialetto, e dialetto storico…Tanto per intenderci:  dialettu strittu te Martanu.

Category: Cultura

Comments (1)

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  1. Ingrosso Carmelo ha detto:

    Le notizie di Giuseppe Puppo arricchiscono sempre la quotidianità….. Grazie!

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