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LECCE VISTA DAGLI SCRITTORI CONTEMPORANEI / 33 – MARIO MARTI, CENTO ANNI DI SOLITUDINE NEI LIBRI

| 23 novembre 2018 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Mi sono laureato la prima volta nel 1974, con il professor Mario Marti. Con lui ho sostenuto tre esami di Storia della Letteratura Italiana e conservo, indelebile, il ricordo delle sue lezioni, affollatissime. Ci spiegava, allora, l’Inferno di Dante e le poesie dell’Ariosto. Facendo risaltare queste figure lontane di poeti con una vivacità che solo la sua cultura e il suo modo di coinvolgere un uditorio eterogeneo potevano gestire.

Ho avuto, da allora, una predilezione per questo studioso, per quest’uomo che seppe leggermi dentro quando mi chiese, durante un esame, chi fosse il mio scrittore preferito. ‘Sicuramente Moravia…’ mi fece, con un risolino. Eravamo negli anni di piombo o giù di lì, nei corridoi del vecchio Ateneo, su al primo piano, dipartimento italianistica, qualcuno aveva scritto ‘Marti e Valli attenti, non siamo più nel Venti’ e la sala Ferrari non era stata ancora così denominata, perché la professoressa Ferrari, proprio in quel luogo, interrogava i suoi alunni, assistita dal professore Galante, giovanissimo e disponibile come sempre… La Ferrari ci dava la foto di un dipinto e dovevamo scoprire chi era e informarci sulle vicende di quell’artista. A me capitò il Beccafumi…

Marti aveva come assistenti i giovani Gino Rizzo (futuro rettore) Lucio Giannone e la avvenente professoressa Andriolo, che ricordo per il suo seminario su Umanesimo e Rinascimento… Si, lo so, i ricordi mi travolgono…. A proposito, il mio scrittore preferito, caro professore, era ed è Dino Buzzati. Gli sfavillarono gli occhi e parlammo a lungo del Deserto dei Tartari e di Un amore….

Che volete, Mario Marti era così, se vi capita fra le mani, leggete il suo libro ‘Storie e memorie del mio Salento’, una quintessenza deliziosa di erudizione e pacata nostalgia per quelle ‘cronachette’ nostrane che l’uomo di cultura sapeva così bene porgere…

E non parliamo, non ce n’è bisogno, dei contributi inestimabili che Marti ha dato alla critica letteraria, soprattutto per quel che riguarda Dante, Boccaccio, Leopardi.

Nativo di Cutrofiano ma vissuto per parecchio tempo a Soleto, fino al trasferimento a Lecce, Marti ha vissuto a lungo, superando la soglia del secolo.

Conserviamo, imperituro, il ricordo della sua figura di schietto e vivace studioso e insegnante, di erudito e ricercatore, di critico presente e dalla limpida onestà intellettuale. Di un Uomo, insomma, cui la cultura del Salento deve molto.

Moltissimo.______

33 – Continua______

LA RICERCA nei nostri precedenti articoli della rassegna (stanno nel nostro archivio, accessibile dalla home page, digitando anche semplicemente  nome e cognome che interessa nel riquadro ‘CERCA’ a destra sotto la testata)

1 – ERNESTO ALVINO, 13 aprile

2 – ENRICO BOZZI, 20 aprile

3 – RINA DURANTE, 27 aprile

4 – SALVATORE BRUNO, 4 maggio

5 – CLAUDIA RUGGERI, 11 maggio

6 – ANTONIO VERRI, 18 maggio

7 – SALVATORE TOMA, 25 maggio

8 – RAFFALE PROTOPAPA, 1 giugno

9 – GIOVANNI POLO, 8 giugno

10 – FRANCESCANTONIO D’AMELIO, 15 giugno

11 – GIUSEPPE DE DOMINICIS, 22 giugno

12 – ROCCO CATALDI, 29 giugno

13 – VITTORIO PAGANO, 6 luglio

14 – GIULIO CESARE VIOLA, 13 luglio

15 – VITO DOMENICO PALUMBO, 20 luglio

16 – NICOLA G. DE DONNO, 27 luglio

17 – CESARE MONTE, 3 agosto

18 – VITTORIO BODINI, 10 agosto

19 – CARMELO BENE, 17 agosto

20 – IACOPO ANTONIO FERRARI e ANTONIO DE FERRARIIS, 24 agosto

21 – GIROLAMO COMI, 31 agosto

22 – SALVATORE PAOLO, 7 settembre

23 – MICHELE SAPONARO, 14 settembre

24 – ERCOLE UGO D’ANDREA, 21 settembre

25 – FRANCO CORLIANO’, 28 settembre

26 – DONTO VALLI, 5 ottobre

27 – ERMINIO GIULIO CAPUTO, 12 ottobre

28 – GINO DE SANTIS, 19 ottobre

29 – ENNIO BONEA, 26 ottobre

30 – OBERDAN LEONE, 2 novembre

31 – COSIMO DE GIORGI, 9 novembre

32 – MADDALENA SANTORO, 16 novembre

 

 

Category: Cultura

Comments (1)

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  1. Antonio Nahi ha detto:

    Ho letto con interesse l’articolo inerente il prof. Mario Marti scritto dal Dr. Raffaele Polo. Ancora una volta coinvolto nel messaggio immediato, essenziale che riesce a trasportarti e “vivere” – è il termine che mi pare più appropriato – con intensità e passione la vita di questi scrittori leccesi che egli racconta. Plaudo dunque alle capacità letterario del Dr. Polo che, per quel che posso, seguo da tempo ringraziandolo per quello che riesce a dare con i suoi validissimi contributi al nostro amato Salento.

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