banner ad
banner ad

CHIARA EVANGELISTA “IN MEDIAS RES” PURE SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO APOLLO. A lecccronaca.it LA GIOVANISSIMA POETESSA LECCESE PARLA DEL SUO FUTURO

| 24 novembre 2018 | 1 Comment

di Carlo Infante______

“Per me la poesia sarà sempre il talco sulla cenere…”, così si racconta Chiara Evangelista (nella foto) riguardo al suo rapporto con la scrittura.

21 anni, di Lecce, studentessa di giurisprudenza in Cattolica a Milano, e un libro di esordio alle spalle che per le sue rime si è fatto notare dalla critica.

Chiara smorza la timidezza con un sorriso e così inizia la nostra chiacchierata.

 

D.) – Quando ha iniziato a scrivere?

R.) – Non appena imparai l’alfabeto capì che quello sarebbe stata l’arma più potente che potessi avere. Non sono un granché a parlare, m’ingarbuglio quando devo esporre significati densi di valore. La scrittura mi ha aiutato ad avere rispetto delle parole.

 

D.) – A soli 19 anni ha avuto una grandissima opportunità: pubblicare il Suo primo libro, “In medias res”,  con una casa editrice, iQdB Edizioni che valorizza gli autori e le loro opere. Come è iniziata questa avventura?

R.) – È iniziata casualmente tre anni fa in una mattinata di giugno. Rovistavo tra gli scaffali della libreria Palmieri e là incontrai quello che sarebbe stato ANCHE il mio editore: Stefano Donno. È stato ed è un grande punto di riferimento nella mia vita, per me è un maestro nelle righe e fuori dalla righe, nel senso denotativo e connotativo dell’espressione! Mi ha insegnato a trovare me stessa fuori e dentro la pagina. Ci scambiammo le email e iniziammo… In medias res, nel cuore dei fatti!

 

D.) – Da là ne ha già fatta di strada…Premi internazionali, BookCity18, Festival internazionale di Poesia di Milano…

R.) – Ho tanto da dimostrare, sono all’inizio. Mi sento ancora quella ragazzina che scriveva nella cameretta. Ammetto che forse qualche passo in più l’ho fatto. Grazie al libro e alla mia casa editrice ho vissuto delle esperienze meravigliose. Ciò che porterò nel cuore però saranno gli incontri che ci son stati durante questo percorso.

 

D.) – Ci faccia qualche nome…

R.) – Oltre al mio editore, sicuramente un GRAZIE acutissimo va a Giuseppe Puppo che mi ha sempre poeticamente apprezzato e spero di non deluderlo in futuro. Vale lo stesso per Nicola Vacca e Diana Battaggia. Un grazie va anche a Catena Fiorello che mi ha aiutata nel mio inizio, credendoci molto. Donato Di Poce è stato essenziale nei miei anni milanesi, gli invidio (in positivo) la vulcanicità che ha nei suoi progetti! La lista dei ringraziamenti sarebbe lunga, ho imparato tanto da tutti…

 

D.) – Fonti indiscrete che ho raccolto preparando questa intervista parlano di un Suo futuro libro, sempre per iQdB edizioni, con prefazione, pare,  a cura di Tomaso Kemeny, uno dei personaggi più rilevanti nel panorama poetico odierno….

R.) – Confermo, l’uscita è prevista per febbraio 2019.

 

D.) – Ma questa è una notizia!

R.) È molto più di quanto mi aspettassi. Per me è stato un onore poter avere l’apporto critico del Professor Kemeny ad incorniciare i miei versi. Soprattutto considerando la mia giovane età… Ho solo da dimostrare ma mi sento più consapevole del percorso che ho iniziato tre anni fa per gioco. Ora si fa sul serio.

 

D.) – Bene, altri progetti futuri all’orizzonte?

R.) – Il 4 dicembre sarò al Teatro Apollo di Lecce per “La dea trans”, il nuovo spettacolo teatrale di Giuseppe Puppo per la regia di Ivan Raganato in anteprima nazionale. Proverò a mettere sotto i riflettori l’animo nobile e poetico di Carlotta Paiano, mi hanno chiamato per questo, e sono felice, di partecipare a questa importantissima serata, cercherò di fare del mio meglio…

Subito dopo, scesa dal palco e fuori dalla luce di riflettori, ahimè, più prosaicamente,  mi dedicherò a preparare procedura civile per il prossimo esame universitario che mi aspetta!

Category: Cultura

Comments (1)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. direttore ha detto:

    Benché, quando parliamo per mail, o al tel, Chiara continui imperterrita a chiamarmi “Dottor Puppo”, siamo amici. Le chiesi di diventarlo subito dopo aver letto le sue poesie, due anni fa circa. Credo di far piacere a Lei, a me, e a tanti, ricordando pubblicamente come avvenne.
    Le mandai gli stessi versi che Ezra Pound compose e inviò a Walt Whitman per tale identico fine; gli stessi, che mezzo secolo dopo, sempre a tale identico fine, Pier Paolo Pasolini trovò e invio a Ezra Pound, prima della celebre intervista televisiva del 1967.

    A Pact

    I make a pact with you.
    I have detested you long enough.
    I come to you as a grown child
    Who has had a pig-headed father;
    I am old enough now to make friends.
    It was you who broke the new wood,
    Now is a time for carving.
    We have one sap and one root –
    Let there be commerce between us.

    Ezra Pound apprezzò molto, accettò d’impulso (nonostante fossero gli anni del “tempus tacendi”), e rispose a Pier Paolo: “Bene, amici allora. Pax mundi, pax tibi”

Lascia un commento

banner ad
banner ad