banner ad
banner ad

PRESUNTI MALTRATTAMENTI IN UN ASILO NIDO COMUNALE

| 7 dicembre 2018 | 2 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’ufficio stampa del Comune di Lecce ci manda il seguente comunicato, inerente un caso di presunti maltrattamenti ai bambini di un asilo nido comunale segnalato due settimane fa______

Su segnalazione della dirigente del Settore Welfare Casa e Pubblica Istruzione, il Settore Personale ha provveduto a sospendere dal lavoro per 30 giorni una educatrice di un asilo nido comunale. Alla base del provvedimento i presunti comportamenti scorretti nello svolgimento del lavoro di cura dei bambini, che tutt’ora sono oggetto di verifica.
Il provvedimento di sospensione è stato notificato nell’immediatezza di verifiche svolte sul posto di lavoro da una responsabile amministrativa del Settore Welfare, la quale ha relazionato alla dirigente, che ha chiesto e ottenuto l’allontanamento della persona dal posto di lavoro e la sospensione della stessa. Oltre che al settore Personale per il provvedimento disciplinare, la relazione è stata trasmessa alla Polizia Locale per la denuncia.
È bene ricordare che il Settore Welfare del Comune è l’organo preposto ad effettuare periodicamente controlli su autorizzazioni, requisiti e attività di asili nido pubblici e privati e ludoteche presenti sul territorio comunale. Nel caso in specie il controllo è avvenuto su segnalazione interna di comportamenti non ritenuti consoni all’attività.

 

Category: Cronaca

Comments (2)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Andrea Guido, Direzione Italia - tramite mail ha detto:

    Siamo arrivati al dunque.
    Due occasioni perse, una per ogni mozione presentata al Consiglio Comunale. La prima lo scorso luglio, la seconda il mese scorso.
    Come si fa ora a non essere incazzati per una cosa del genere?
    Salvemini e compagni ora dovrebbero chiedere scusa a tutti, ai genitori dei piccini in primis.
    Lo faranno?
    Tutto ciò avrebbero potuto evitarlo – e lo sanno bene – semplicemente appoggiando un provvedimento sensato, giusto, equo ed equilibrato. Mettendo da parte, per una volta, gli interessi politici di coalizione e le loro strategie di marketing. Perché di questo si è trattato, di puro marketing sviluppato sulle spalle dei cittadini. Non era possibile, infatti, ai sensi della strategia, condividere una proposta dell’opposizione.
    Vade retro! Avrebbe significato compromettere l’impianto del loro sistema di comunicazione, basato sull’assioma che tutto ciò che arriva dal centro destra o è stato da esso ereditato è il MALE ASSOLUTO.
    Bene, oggi alla luce di quanto si sta verificando, non è più possibile ignorare e far finta di nulla.
    Nel nome del cambiamento (che, in effetti c’è stato, ma in peggio) questi signori, in un anno e mezzo sono riusciti a toccare il fondo.

    Nonostante l’approvazione alla Camera, migliaia di firme raccolte e gli ultimi avvenimenti di cronaca, la sinistra leccese nega ancora il sistema di video sorveglianza a tutela dei piccoli leccesi.
    Lo scorso 17 luglio in Consiglio Comunale promuovevo una formale mozione che ritenevo importante per la sicurezza dei bambini e sostanziosa per la tranquillità dei genitori.
    L’idea che sottoponevo invano all’Assise cittadina si riferiva all’installazione di sistemi di video sorveglianza a circuito chiuso con immagini cifrate negli asili pubblici comunali (nido e scuole per l’infanzia), con divieto di accesso alle registrazioni salvo in caso di notizia di reato.
    Proponevo, inoltre, di predisporre forme di incentivo attraverso defiscalizzazione di tributi comunali per tutti gli altri asili e per tutte le strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali che avrebbero deciso di utilizzare detti sistemi di video sorveglianza, nel rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, di concerto con le organizzazioni sindacali e previo consenso degli interessati o dei loro tutori se minorenni o incapaci.
    Una bella iniziativa. Non trovate? Utile. Assennata. Rispettosa della privacy. Ma fu bocciata dai consiglieri fedeli a Salvemini e a Delli Noci.
    La maggioranza di Palazzo Carafa, arrampicandosi sugli specchi, senza riuscire a dare una spiegazione plausibile, decise di votare contro. Forse solo per semplice presa di posizione. Per principio.
    Lo scorso 3 ottobre, poi, l’Autorità Garante l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, nel corso dell’audizione sostenuta innanzi alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei Deputati, ha sostenuto che la previsione di sistemi di video sorveglianza da installare all’interno delle strutture, previsti dalle proposte di legge all’esame delle stesse commissioni, può essere un valido strumento di prevenzione e di contrasto.
    Secondo l’Autorità Garante va compiuto, nel superiore interesse del minore, un bilanciamento tra la tutela dell’incolumità fisica dei bambini e la loro riservatezza, che può essere operato, come proposto, con sistemi di video sorveglianza a circuito chiuso. “Immagini che potranno essere visionate solo dalle forze dell’ordine, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria in caso di notizia di reato”, ha precisato Filomena Albano.
    Per questo motivo, dopo la raccolta firme organizzata da tutti i colleghi del centro destra leccese, insieme agli altri colleghi del centro destra, Federica De Benedetto in primis, avevo deciso di ripresentare una nuova mozione lo scorso 17 novembre al fine di cercare di smuovere le acque e, soprattutto, le coscienze dei consiglieri di Salvemini e Delli Noci, con la speranza che, almeno per una volta, potessero prendere una decisione in piena autonomia e nel rispetto delle proprie coscienze e dell’impegno assunto innanzi agli elettori, mettendo da parte gli interessi politici di coalizione.
    Ma nulla! Il centro sinistra e le civiche del vice Sindaco hanno negato nuovamente di rendere una risposta concreta ai numerosi casi di bambini, ma anche di disabili e anziani, picchiati e maltrattati da chi avrebbe dovuto accudirli.

  2. Gabriele Molendini, Lecce Città Pubblica - tramite mail ha detto:

    VIDEOCAMERE NEGLI ASILI: OCCORRE LA LEGGE ED IL DECRETO DEL MINISTERO DEGLI INTERNI

    Oggi a seguito delle notizie di stampa sul presunto “comportamento anomalo” di un’educatrice in un asilo nido comunale, si sono levate le voci di più consiglieri del centrodestra e rappresentanti cittadini della Lega Nord, a recriminare sulla mancata adozione della mozione Guido in Consiglio Comunale.

    Fa specie constatare che chi si lamenta non abbia neppure letto il testo del disegno di legge in discussione al Senato.

    Ribadisco ancora una volta che non c’è da parte nostra una preclusione sul tema, tuttavia occorre attendere le norme di legge che verranno approvate (probabilmente) prima di poter procedere in tal senso.
    Il disegno di legge in discussione a Senato, ove venisse approvato (già nella scorsa legislatura analogo provvedimento superò l’esame di un solo ramo del Parlamento, poi arenandosi) ha previsioni molto stringenti.

    Innanzitutto, a differenza della mozione Guido, che prevedeva anche l’installazione di videocamere nelle scuole primarie, il disegno di legge in discussione le regolamenterebbe solo nelle scuole per l’infanzia ed in strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.
    Oltre a prevedere immagini criptate e conservate fino a sei mesi, è scritto nel D.L. :
    Si stabilisce, inoltre, che il Garante per la protezione dei dati personali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, adotti i provvedimenti e definisca gli adempimenti e le prescrizioni da applicare in relazione alla tutela e al trattamento dei dati personali, nonché alla installazione dei sistemi di videosorveglianza, ai sensi del regolamento (UE) n. 679 del 2016 e dell’articolo 2-quinquiesdecies del codice per la protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 193 del 2006.
    Ed ancora: per procedere all’installazione dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso è inoltre necessario il raggiungimento del previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali, ovvero, laddove non costituite, dalle rappresentanze sindacali territoriali. In mancanza di accordo, tali sistemi possono essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, della sede centrale dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
    Si stabilisce altresì che le modalità di gestione e funzionamento del sistema di telecamere a circuito chiuso siano definite con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

    Dunque se solo i consiglieri di centrodestra si fossero documentati un po’ avrebbero scoperto che non solo è necessaria l’approvazione della legge attualmente in discussione, ma anche un intervento successivo del Garante per la Privacy e soprattutto un decreto attuativo del Ministero dell’Interno.
    Questo andiamo ripetendo da tempo senza entrare minimamente nel merito della questione. Una questione tanto delicata che non può che essere una legge a normarla.

    Approvate la mozione Guido, dunque, non sarebbe servito assolutamente a nulla.
    Spero almeno che per il prosieguo, chi dà fiato a polemiche strumentali, decida di approfondire le cose di cui parla prima di farlo.

Lascia un commento

banner ad
banner ad