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LE ‘TRAPPOLE’ DI SANTINO NEL ROMANZO DI PINO DE LUCA

| 12 dicembre 2018 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Nel precedente romanzo (Le rape di Santino, Il Raggio Verde), abbiamo fatto la conoscenza con un intrigante personaggio, con quel Santino che vive in una non meglio identificata campagna salentina, e si esprime sovente in dialetto brindisino.

Ha una cultura molto vasta, vive piacevolmente alternando letture intellettuali con un tipo di cucina squisitamente ‘povera’ ma nobilitata dalla cura e dall’impegno che, soli, danno un sapore inarrivabile alle vivande. È poi, quasi pignolescamente, un intenditore di vini e liquori, lasciandosi andare spesso al piacere di dissertare su questa o quella marca, esibendo la sua vasta conoscenza di etichette e di cultura gastronomica… E’, infine, un investigatore anomalo, chiamato dal caso e dagli amici a risolvere intricate vicende che lo coinvolgono più di quanto vorrebbe.

Ma Santino è stato creato così dal suo mentore, ovvero Pino De Luca (nella foto), per molti aspetti simile proprio al suo personaggio, ma impegnato ad irrobustire e continuare l’evoluzione di Santino, per dargli un carattere importante, facendone una figura letteraria di spicco nella copiosa e intrigante rassegna di ‘salentinità’ che i libri dell’ultimo decennio ci stanno offrendo.

Con ‘Trappole’ , edito da Il Raggio Verde (euro 12.00 – la prima presentazione sarà giovedì 13, alle 18.30, a Lecce, al Grand Hotel, in viale Oronzo Quarta 28) con bella copertina di Angelo Arcobelli, siamo ad un interessante momento di quella che sarà, ne siamo sicuri, una poderosa saga del nostro investigatore caratterizzato, tra l’altro, dalla sua tendenza a lasciarsi sopraffare dall’urgente necessità di dar sfogo ai rumori corporali, una vera e propria ‘legge del contrappasso’ ben studiata da De Luca per ‘umanizzare’ il suo protagonista e farlo ‘ingaglioffare’, come prediligeva il Macchiavelli.

Santino, perciò, tende le sue trappole per risolvere un caso quanto mai incomprensibile ed intricato che, addirittura, fa approdare il lettore a quel triste momento di belligeranza della prima metà del secolo scorso, quando molteplici furono i crimini commessi dagli ‘ustascia’ nella ex Jugoslavia. Ma, in un susseguirsi molto ben architettato di scenari ricchi di suspense, Santino risolve tutto, concludendo anche con un pizzico di amarezza ammantato dagli insegnamenti che vengono dai saggi e dalla cultura di ogni tempo, con le sue sapide frasi in dialetto brindisino, con tanto di pittoresche parolacce, edulcorate garbatamente dai richiami a piè di pagina.

Gustosissimo da leggere e ricchissimo di spunti felici e sapore di genuine componenti del mondo vegetale e umano, questo libro ci conferma l’amicizia con Pino De Luca e col suo Santino: persone schiette e rudi, con cui è facile andare d’accordo. Ma non vi sfugga l’ironico scintillio dello sguardo che sa scrutarvi, mentre assaporate il vino forte e scuro che un fidato viticoltore gli ha appena recapitato…

Category: Cultura, Eventi, Libri

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