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DARIO STEFANO DEL PD FA IL SUO “regalo di Natale” AI PUGLIESI: VIA LIBERA ALLA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO CON GLI ABBATTIMENTI DEGLI ULIVI E L’IMPIANTO DI NUOVE SPECIE. PEGGIO DEL GENERALE SILLETTI. E IL TUTTO DENTRO LA LEGGE DI BILANCIO STATALE PASSATA QUESTA NOTTE IN SENATO. IL MINISTRO CENTINAIO GONGOLA, IL GOVERNO RECEPISCE, LA MAGGIORANZA APPROVA

| 23 dicembre 2018 | 5 Comments

di Giuseppe Puppo_______

Uno si chiede subito che cosa c’entri la legge di bilancio dello Stato, approvata nella notte al Senato, con la Xylella, con la follia degli abbattimenti indiscriminati dei nostri fratelli ulivi, con il pretesto, senza evidenza scientifica alcuna, che servirebbero a fermare il disseccamento rapido, con i fondi destinati, fiumi di denaro pubblico, invece che al recupero e alla cura, all’impianto di nuove specie, che, sempre senza evidenza scientifica alcuna, sarebbero invece resistenti.

Insomma, l’ affaire della Xylella, che fa comodo a tanti speculatori, e tanti politici al loro servizio.

Anche sulla così detta Xylella, sulle sue cause e sui suoi pretesti. sta indagando la magistratura. Quella magistratura che il ministro leghista Gian Marco Centinaio considera un intralcio e, alla faccia della Costituzione, che le assegna indipendenza dal potere politico, vuole condizionare preventivamente, mentre (e ancora? sono mesi…E quando lo fa?) aveva annunciato per l’ennesima volta un suo decreto legge d’urgenza (d’urgenza?) che evidentemente prevede abbattimenti degli ulivi (potremo essere più precisi, quando finalmente se ne conoscerà il testo).

Lo abbiamo incalzato più volte e in più sedi. Lo abbiamo aspettato a lungo, questo decreto, che – del governo del così detto ‘cambiamento’ – ci saremmo aspettato contro gli abbattimenti del ministro Maurizio Martina e del generale  Nicola Silletti, e contro l’impiego dei prodotti chimici, e pure contro le speculazioni che si nascondono dietro questa gigantesca frode in atto, ai danni del nostro territorio, del nostro paesaggio, della nostra identità stessa.

Del decreto non c’è ancora traccia.

Questa notte però a levare…le olive, e pure le castagne dal fuoco, al governo e alla maggioranza, è arrivato il senatore Dario Stefàno (nell foto) del Pd, che ha presentato un emendamento alla legge di bilancio, per cui d’ora in poi si potrà procedere più speditamente e senza quelli che da costoro ( e sono in buona compagnia, nell’ asse saldatosi già da Bruxelles fra Raffaele Fitto e Paolo De Castro, e proseguito a Bari fra Michele Emiliano e Leonardo Di Gioia) sono considerati ‘intoppi burocratici’, il tutto con la connivenza della Lega, e con la complicità di un irriconoscibile ormai, squallidamente irriconoscibile Movimento 5 Stelle, post voltafaccia – “rivoluzione copernicana”, la chiamò just in time questa estate Cristian Casili  – anche su questo, come su tante altre fondamentali questioni.

Ma andiamo con ordine.

In primis, chiediamo scusa se, in queste ore già di festività natalizie, che ostacolano richieste e verifiche, non siamo riusciti ad essere più documentati.

Avremmo voluto il testo della legge di bilancio approvato ieri al Senato, nella norma sugli ulivi in Puglia, ma sul sito istituzionale ci sono una settantina di articoli, emendamenti, sub emendamenti, riferimenti e tabelle, che rendono difficilissima la ricerca, almeno io non ci sono riuscito di persona.

Ci riproveremo. Però possiamo parlare con sufficiente cognizione di causa di che cosa si tratti.

Abbiamo infatti le dichiarazioni e i commenti del senatore Dario Stefàno del Pd, che riportiamo qui di seguito integralmente______

“Stop alla burocrazia che frena la tutela del territorio, ma anche agli alibi. Poniamo fine ad un paradosso, che rendeva ancora più difficoltosa una condizione già resa tragicamente complicata dall’epidemia Xylella”. Così il senatore Dario Stefàno (PD) annuncia l’assorbimento nella manovra al voto dell’emendamento, a sua firma, che prevede la deroga al decreto del Mipaaf del 23 ottobre 2014 “Istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento” per le aziende che ricadono nelle zone infette (di cui alla Decisione di esecuzione UE2018/927  del 27 giugno 2018).

“Una battaglia politica personale – commenta Stefàno – che ha saputo resistere e avere la meglio anche rispetto alla scelta di un maxi emendamento, per niente discusso e sottoposto ad una fiducia frettolosa. Per fortuna avevamo fatto un lavoro preparatorio importante in Commissione che, grazie all’interlocuzione senza soste con il vice ministro Garavaglia, ci consente di consegnare alla Puglia uno strumento in più per contenere la diffusione della Xylella. Un regalo di Natale che voglio dedicare a tutti gli agricoltori pugliesi che riempiono di orgoglio la nostra identità”.

A cui si associa anche l’ulteriore stanziamento di 6 milioni di euro per il prossimo triennio del fondo per i prodotti cerealicoli, olivicoli e lattiero-caseari, da destinare al reimpianto con piante tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa nella zona infetta sottoposta a misure di contenimento del batterio.

Il dispositivo elaborato da senetare Stefano pone fine ad una situazione paradossale per la quale i controlli, pensati e approvati proprio per difendere il patrimonio verde e monumentale, rischiavano di pregiudicare l’azione di recupero di un intero territorio. Molte aziende pugliesi, infatti, anche quando eventualmente destinatarie di fondi per il reimpianto di ulivi colpiti da Xylella, di fatto avrebbero potuto trovare la strada bloccata dagli adempimenti tecnico-amministrativi e autorizzazioni varie da parte degli enti territoriali.

“Con la deroga approvata in manovra e per mia iniziativa – spiega Stefàno – avremo due effetti positivi: da una parte rendere più immediata l’attuazione delle misure fitosanitarie, dall’altra sollevare i Comuni e le Soprintendenze da una mole di lavoro che non sono in grado di gestire secondo i tempi e i modi necessari ad affrontare l’emergenza e la tempistica dei bandi in atto. Basta alibi: si può cambiare marcia. La Regione prenda esempio”._____

La Regione ha preso esempio, infatti. Con una manovra a tenaglia evidentemente studiata a tavlino fra Bruxelles, Roma e Bari, infatti, per di più con la stessa squallida modalità da nascondino e di sotterfugi, la Regione Puglia ha fatto lo stesso, nella sua legge di bilancio, con uguali tempi e modi.

Abbiamo a verifica una dichiarazione dell’ assessore regionale all’ agricoltura Leonardo Di Gioia, ex Alleanza nazionale, ex Pdl, poi folgorato sulla via di Foggia da Michele Emiliano e quindi passato armi e bagagli con le truppe del Pd.

Eccola, anche questa integrale, così ci fa capire bene______

“E’ stato approvato l’emendamento che ho presentato alla legge finanziaria regionale grazie al quale, con una deroga ai vincoli forestali, ambientali e paesaggistici, si facilitano gli espianti in zona infetta da Xylella fastidiosa della Piana degli ulivi monumentali e si favorisce la movimentazione di piante dei vivai nella stessa area. L’articolo prevede che anche le piante secolari della Piana della zona infetta possano non essere abbattute ma recuperate con innesti di varietà resistenti. Tale facoltà non è consentita per le piante monumentali infette della Piana situate in zone di contenimento o cuscinetto, per le quali non possono che vigere le regole della quarantena e, di conseguenza, l’obbligo di espianto.

Con la norma  si intende semplificare gli espianti, favorire i reimpianti in zona infetta, tutelare il più possibile l’inestimabile patrimonio olivicolo e, naturalmente, facilitare la ripresa delle attività imprenditoriali agricole e vivaistiche.

È un ulteriore tassello in sede di manovra finanziaria che è inserito nell’ampia normativa che regolamenta la gestione della batteriosi. Stiamo continuando a lavorare in ossequio alle indicazioni che ci vengono da Bruxelles e secondo i canoni che la scienza ci impone. E siamo anche fiduciosi per via delle risorse che presto ci arriveranno dal Ministero, con le quali si definiranno azioni di ristoro per gli olivicoltori”._____

Sì, la scienza degli affaristi, dei lobbysti, degli speculatori, dei banchieri di Bruxelles, e dei politici, vecchie nuovi, loro camerieri.

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (5)

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  1. Antonio De Franco - tramite Facebook ha detto:

    Xylella: Esposto contro la “strategia della emergenza”.
    Individuata e denunciata la struttura che ne è a capo.
    Si è proceduto in data odierna a trasmettere querela penale, oltre che alla Procura Regionale della Puglia della Corte dei Conti, alle Procure della Repubblica investite per competenza territoriale e all’O.L.A.F. (antifrode dell’U.E. – Bruxelles) oltre che, per conoscenza, alla Commissione U.E. nei confronti del responsabile del Servizio Fitosanitario Regionale, Giuseppe Tedeschi, il capo dell’A.R.I.F., Domenico Ragno, il consigliere regionale Fabiano Amati e l’assessore regionale della Puglia all’agricoltura, Leonardo Di Gioia.
    .
    Dopo la capillare azione di disinformazione operata dall’08/12/2018 (alla vigilia dell’audizione del Ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio in XIII Commissione Agricoltura in sede di indagine conoscitiva sulla diffusione della Xylella in Puglia, poi tenutasi il 19/12/2018) con regista il consigliere regionale Fabiano Amati, si è resa evidente non solo la “strategia della emergenza” ma anche il direttorio dei decisori regionali e delle strutture operative regionali che l’ha messa in atto per mantenere – contravvenendo alle prescrizioni dell’Unione Europea e contro ogni evidenza di fatto dello stato degli oliveti, sia in zona infetta e sia in zona indenne da Xylella – la emergenzialità della batteriosi vegetale, un vero e proprio pretesto per indirizzare la spesa pubblica.
    .
    Dapprima il decisore regionale ha tergiversato nel recepire la modifica della nuova delimitazione imposta dall’U.E. con Decisione di Esecuzione del 27/06/2018 (ma di cui la Regione Puglia sapeva già da fine maggio 2018 essendo stata predisposta la bozza da parte della Commissione U.E.) per poter attuare un puntuale ed analitico campionamento cui far seguire l’eradicazione chirurgica in zona indenne (cuscinetto). Il Servizio Fitosanitario ha recepito con colpevole ritardo la nuova zonizzazione quando il provvedimento dell’U.E. richiedeva di avviare con urgenza ed immediatezza il nuovo (terzo) monitoraggio in modo tale da avere ad horas delle certezze sullo stato di diffusione del batterio.
    Come noto, il monitoraggio ha avuto inizio addirittura il 05/11/2018, con estremo ritardo.
    .
    Poi, gli organi tecnici regionali, con una scelta del tutto incomprensibile, anziché dare corso al monitoraggio in base agli scopi voluti dall’U.E. con la dovuta priorità alla zona cuscinetto (quella in area indenne che corre lungo il limite con l’area infetta) specificatamente oggetto di monitoraggio per mettere sotto controllo la batteriosi, l’hanno quasi del tutto ignorata (tranne il territorio di Monopoli) ed hanno proceduto a fare i campionamenti in piena zona infetta di contenimento (Carovigno, Ostuni, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano) ed addirittura in zona indenne si, ma oltre l’area cuscinetto (Polignano a Mare).
    A causa di ciò, ad oggi non sappiamo qual è lo stato di diffusione della batteriosi salvo a poter attestare che nella parte dell’area cuscinetto monitorata (circa il 25%) e nella zona indenne di Polignano non è stato trovato il batterio pertanto, sia pure in modo parziale, si può sostenere che l’avanzamento della batteriosi si è fermato.
    .
    Infine è intervenuta l’azione di disinformazione evidentemente studiata a tavolino dell’08/12/2018 per giustificare le misure straordinarie ed emergenziali che dà li a poco il Ministero delle Politiche Agricole avrebbe proposto, sino al punto da inserire di soppiatto un emendamento nella Legge Finanziaria 2019 (deroga alle norme sul paesaggio). Si tratta della campagna di stampa della “strategia della emergenza” dei 75 “focolai” (in realtà singoli alberi d’ulivo: troppo pochi per fare testo per cui gli alberi diventano focolai) e dell’avanzamento verso nord, a Fasano, località Torre Canne del batterio. Solo che i 75 alberi trovati con la presenza del batterio, ma non malati, sono stati individuati in quella che è già piena zona infetta per cui già era stata stabilita la presenza endemica del batterio in quei territori. Pertanto nessun “nuovo” focolaio e nessun “avanzamento”. Con ciò negando l’evidenza opposta risultante dal terzo campionamento avviato il 05/11/2018.
    L’aspetto gravissimo della mendace e sporca campagna di disinformazione di Fabiano Amati è la dolosa confusione che egli fa, per meglio sostenere la “strategia della emergenza” tra protocolli di coltivazione attuati nel basso Salento (Scortichini, Silecc) dagli agricoltori e contenimento della batteriosi attuato dalla Regione nel barese e tarantino. Con assoluta incoscienza, col rischio di creare una guerra tra agricoltori leccesi e baresi, il consigliere regionale pone quello che lui ritiene il fallimento del contenimento in relazione ed effetto dell’attuazione dei protocolli di cura. Facendo comunque finta di non sapere che in virtù del terzo monitoraggio non risulta alcun avanzamento della batteriosi.
    ORA LA PAROLA ALLE AUTORITA’ PREPOSTE AL CONTROLLO DI LEGALITA’ E A PERSEGUIRE I REATI E LE VIOLAZIONI DI LEGGE PENALMENTE RILEVANTI AL FINE DI SCONGIURARE CHE LA STRATEGIA DELLA EMERGENZA PERVENGA AI SUOI ILLECITI SCOPI.

    Il Coordinamento degli Agricoltori per l’Olivicoltura
    Il segretario f.f. Antonio De Franco

  2. Antonio De Franco - tramite mail ha detto:

    l Coordinamento Nazionale degli Agricoltori per l’Olivicoltura con l’ausilio del Centro di Documentazione Anti-Bufalite, ha presentato esposto penale alla Procura della Repubblica di Bari, Taranto e Brindisi, non ché alla Procura presso la Corte dei Conti della Puglia e all’OLAF – Anti Frode – Bruxelles, in relazione alla modalità di svolgimento da parte delle autorità regionali del terzo monitoraggio previsto dall’U.E. in seguito alla Decisione di Esecuzione del 27/06/2018 col quale la Commissione U.E. spostava l’area infetta a tutta la provincia di Brindisi, al solo Comune di Locorotondo della provincia di Bari e alla parte est della provincia di Taranto.

    L’esposto penale che ipotizza diversi reati: la malversazione di denaro pubblico destinato ai campionamenti da fare in area cuscinetto (quella in zona indenne finitima all’area infetta) i quali sono stati eseguiti in zona infetta cioè laddove già la presenza del batterio è stata dichiarata endemica (quindi: con quale utilità e finalità?), l’omissione e l’abuso di ufficio in relazione al mancato adempimento delle prescrizioni della Commissione U.E. col rischio di far diffondere la xylella (impendendo o ritardando gli interventi mirati di eradicazione in zona cuscinetto) e il procurato allarme per le notizie date il 08/12/2018 le quali parlano con allarmismo ingiustificato di espansione della batteriosi quando i – pochi, solo 75 – alberi che sono stati trovati con la presenza del batterio sono tutti in zona infetta cioè dove già era stata dichiarata la presenza del batterio (Fasano compresa).

    In sostanza l’esposto è una analitica esposizione dell’attività svolta dalle autorità regionali, i cui responsabili sono stati querelati e denunciati, Assessorato, Servizio Fitosanitario e ARIF dopo maggio 2018, cioè dopo che molto oculamente la Commissione U.E., allo scopo di far uscire dall’incertezza ed emergenza tutta la storia di xylella, ha imposto i nuovi limiti all’area indenne e all’area infetta, così che si potesse eseguire un monitoraggio analitico eliminando in modo chirurgico e puntuale le fonti di inoculo e gli eventuali alberi trovati con il batterio. Assicurando, in tal modo, che l’avanzata della batteriosi fosse bloccata.

    Invece è accaduto che la Regione Puglia, per il tramite del Servizio Fitosanitario, ha recepito la nuova delimitazione delle zone con NOTEVOLE RITARDO, addirittura il 23/08/2018 (quando la bozza dell’U.E. della nuova zona indenne risaliva a fine maggio 2018). Non solo: la Regione ha messo l’ARIF in condizione di avviare il campionamento del terzo monitoraggio ordinato dalla U.E. addirittura il 05/11/2018, ulteriore colpevole ritardo. Ma non basta: In modo del tutto ingiustificato e contraddittorio – contravvenendo alle prescrizioni e finalità delle decisioni dell’U.E. – il monitoraggio è stato fatto tra Carovigno, Ceglie Messapica, Ostuni, Cisternino e Fasano, cioè IN PIENA ZONA INFETTA laddove ormai è accertata la presenza endemica del batterio, QUINDI SENZA ATTUARE UNA MISURA DI CONTENIMENTO PER BLOCCARE LA XYLELLA IN ZONA CUSCINETTO. Mentre in zona cuscinetto è stato monitorato il territorio di Monopoli e lungo tutto il limite delle aree infette e indenne, per una superficie che non garantisce il controllo del patogeno, pari solo a circa il 25% della zona cuscinetto. Altrettanto inspiegabilmente è stato monitorato il territorio di Polignano a Mare il quale è in area indenne ma oltre l’area cuscinetto, quindi in zona del tutto estranea al monitoraggio: INSOMMA AD OGGI, DOPO 7 MESI NON SAPPIAMO LA SITUAZIONE DELLA BATTERIOSI, SE SI STA ESTENDENDO O MENO, ED IN TAL CASO NON SI STA PROCEDENDO ALLE ERADICAZIONI IN ZONA CUSCINETTO.

    L’esposto denuncia è maturato dopo che l’08/12/2018 il consigliere regionale, avv. Fabiano Amati ha emesso un comunicato di allarme di diffusione della batteriosi a seguito dei campionamenti positivi eseguiti dall’ARIF dal 05/11/2018 al 03/12/2018 affermando che si stesse propagando verso nord, verso il barese. E ciò in riferimento ai campionamenti eseguiti in zona infetta (da Carovigno a Fasano) dove è già noto da tempo che vi è la presenza del batterio. In tal modo il consigliere ha dolosamente diffuso allarmismo e procurato allarme con danno all’ordine pubblico e all’ordine pubblico economico, soprattutto in relazione alla correlazione da lui stabilita – da stregone – tra i protocolli di coltivazione eseguiti con ottimi risultati nel leccese e l’avanzamento (inesistente) del batterio verso il barese. Peraltro non è dato sapere le fonti atteso che nessun comunicato è stato emesso a cura delle aturorità tecniche mentre i dati, sia pure parziali, del campionamento rilevabili dimostrerebbero al momento, semmai il contrario cioè un freno nell’avanzata del batterio.

    Tale attenzionamento dopo la campagna di disinformazione da vero e propria terrorismo informativo messa in atto da Fabiano Amati ci ha costretti a mettere in fila questi sette mesi di lotta alla batteriosi finendo con l’individuare un “direttorio” di quella che, alla luce della audizione del Ministro delle Politiche Agricole, Centinaio alla XIII Commissione Agricoltura della Camera, che ha ribadito proposte emergenziali (l’audizione si sarebbe dovuta tenere il 12/12, cioè pochi giorni dopo l’8/12 – giorno di avvio della campagna di stampa manipolatrice, e per indisponibilità del Ministro, si è tenuta poi il 19/12), si appalesa nel suo insieme ormai in modo chiaro ed inequivoco come una vera e propria “strategia della emergenza” in cui la batteriosi è palesemente un falso scopo e pretesto per ben altre azioni facilmente intuibili.

    Da ciò la decisione di inoltrare l’esposto denuncia di cui sopra.

    Con preghiera della massima diffusione, si porgono i migliori saluti, Antonio de Franco – segretario f.f. del Coordinamento degli Agricoltori per l’Agricoltura – via Quinto Ennio, 35/B – 72021 – Francavilla Fontana

  3. Giuseppe Vinci - tramite Facebook ha detto:

    L’emendamento 374-bis presentato dal Sen. Stefàno alla legge di bilancio è stato un escamotage infimo che palesa le vergognose mire speculative su una terra già abbondantemente martoriata da decenni di politiche predatorie regionali e statali.

    L’obbiettivo chiaro è stato quello di anticipare i tempi di un eventuale decreto del ministro Centinaio e fare al più presto piazza pulita (a vista, senza test di laboratorio!), di olivi secolari e monumentali in area non infetta, scavalcando il diritto e la Costruzione, il paesaggio e le evidenze scientifiche.

    Abbattere per speculare. Abbattere per la spartizione del potere. Abbattere per meglio attingere ai 155 mln di euro del fondo di solidarietà UE. Al più presto. Soldi! Soldi pubblici!!

    Una operazione infima che denota la trasversalità degli interessi (anche politici!) che, ancora una volta, vanno a colpire a morte la piana degli olivi monumentali. Una operazione e che deprezza ulteriormente il valore della rendita fondiaria anche in questa porzione di Puglia, dopo il sacco del Salento (dove la rendita fondiaria si è più che dimezzata!) realizzato in 5 anni di inesistente emergenza xylella creata ad hoc da un manipolo di complici sciacalli.

    Da gennaio 2018 ad oggi il valore dei terreni agricoli della piana e della bassa murgia sono calati già del 30%
    A chi giova tutto ciò!? Forse agli agricoltori che presi dalla fobia indotta dalla politica e dalle associazioni di categoria complici appunto di questo sciacallaggio, decidono di svendere quel poco che gli rimane!?

    L’operazione, come si suol dire in ambito finanziario è allo scoperto. Gli agricoltori e più in generale i proprietari di terreni (in particolar modo quelli olivetati), resteranno in mutande e con un pugno di mosche in mano. Quel poco di denaro di cui disporranno non avrà nemmeno più alcun valore in banca.

    Se fino ad oggi qualcuno riusciva a farsi uno straccio di orto naturale, senza dover ricorrere alle concimazioni chimiche e ai fitofarmaci di sintesi, da domani gli toccherà mangiare veleni acquistati sui banchi della distribuzione organizzata. Lo vuole il mercato? Lo vuole l’Europa? O lo vuole il ricatto ben ordito nei confronti di un popolo privato di ogni dignità e amor proprio?

    A perderci dunque saremo tutti. A perderci, ad essere svilito, per sempre, sarà il rapporto e lo spirito (di vita!), che lega sin dalle origini della vita umana l’uomo alla terra e a tutte le creature. Un dono a cui stiamo rinunciando per mera ignoranza essenziale, troppo abituati, come siamo, ad essere circondati dal bello e senza renderci minimamente conto di cosa ne sarà della nostra terra e del paesaggio, di quel giardino terrestre che ci è stato affidato temporaneamente per tramandarlo alle future generazioni, le quali presto non potranno che maledirci in eterno.

    Allora sarà troppo tardi, quando anche i turisti, insieme agli olivi secolari e monumentali, agli orti, all’olio buono, alle api, agli uccelli e agli altri animali non avranno più tra noi la loro felice dimora.

  4. Ascenza Loredana Fasano Marangolo - tramite Facebook ha detto:

    Gianmauro Dell’Olio Mario Turco Marco Pellegrini Daniele Pesco Rossella Accoto Agnese Gallicchio Elisa Pirro Vincenzo Presutto

    Questi portavoce del M5S sono tutti in commissione Bilancio al Senato.
    La Commissione Bilancio ha espresso osservazioni di cui il governo ha tenuto conto; lo ha fatto sui comma 163 octies e novies e sul comma 429.

    Ebbene, perchè i portavoce pugliesi Dell’Olio, Turco e Pellegrini non hanno espresso pareri contrari sul comma 374 bis della legge di bilancio (emendamento presentato dal senatore Stefàno del PD) e non hanno sollevato eccezioni circa l’estraneità alla materia finanziaria?

    Tale comma consentirà l’abbattimento degli ulivi monumentali e secolari in alcune zone della Puglia, in deroga a qualsiasi vincolo sia paesaggistico che idrogeologico, in violazione dell’art. 9 della Costituzione.
    Evidentemente non era loro interesse tutelare il patrimonio paesaggistico pugliese.

    Ho trascorso la vigilia ed il giorno di Natale nel raccogliere firme per l’email presentata al Presidente Fico dall’associazione COSATE. Chi non avesse avuto la possibilità di sottoscrivere l’appello può inviare una email personale o cumulativa ai seguenti indirizzi: fico_r@camera.it e roberto.fico@camera.it.

    Mi auguro che i portavoce M5S alla Camera, soprattutto pugliesi, sostengano il Presidente Roberto Fico affinchè tale comma venga ritirato con urgenza Leonardo Donno Marialuisa Faro Nunzio Angiola Giorgio Lovecchio.

    Per quanto mi riguarda, se questa legge di Bilancio dovesse passare cosi com’è, riterrò responsabili tutti i portavoce del M5S Puglia, in particolar modo quelli della Commissione Bilancio, sia politicamente (per aver accettato il principio di eradicare gli ulivi monumentali) che istituzionalmente (non aver sollevato eccezione d’inammissibilità).
    Per me è alquanto grave che nella manovra di governo sia stato inserito un emendamento del PD assecondando la volontà dell’opposizione nel voler continuare la loro opera di disastro ambientale.

  5. Dario Stefano, Pd - tramite mail ha detto:

    “Sono le botti vuote quelle che cantano e, sulle norme per il contrasto alla Xylella, il governo ha dato l’ennesima prova di non conoscere la portata del problema e le ricadute che esso determina a cascata nei vari settori collegati al comparto olivicolo.

    L’emendamento dei relatori votato nelle commissioni è un classico lavoro di manina 5stelle-leghista: da un lato la rigidità del Chuck Norris del Carroccio, col carcere a chi non rispetta le norme e l’ausilio della forza pubblica per entrare nei campi di cui non si è in grado di rintracciare il proprietario; dall’altro, l’incompetenza dei 5Stelle che dimostrano ancora una volta di non conoscere gli aspetti più importanti e i problemi principali, nonostante l’argomento sia stato cavallo di battaglia delle loro campagne elettorali.

    La norma introdotta con la legge di bilancio attraverso un mio emendamento, che ora però si intende abrogare, tracciava il principio guida della semplificazione (per l’appunto) rispetto alle procedure di eradicazione in zona infetta (già infetta) in ossequio a quelle che sono le decisioni europee. Vogliono abrogare questa norma ritenuta necessaria da tutto il mondo olivicolo, ma nell’attuale proposta abrogativa non c’è nulla di ciò che servirebbe: nulla in fatto di modifiche alla Legge 14 febbraio 1951, n. 144 concernente il divieto di abbattimento di alberi di olivo (Legge Einaudi ancora in vigore); nulla in tema di gestione dell’emergenza in zona infetta, di eradicazione delle piante ornamentali ospiti del batterio, di cui tutte le strade del Salento sono piene; nulla su come un’attività vivaistica in zona infetta, priva di obblighi come nella zona cuscinetto, possa adeguare la propria attività. E nulla su come rendere più operativo il Piano Olivicolo Nazionale, che oggi più che mai sarebbe vitale per la rigenerazione dei territori distrutti.

    Ci sarebbe piaciuto leggere tutto questo – conclude Stefàno – in un decreto titolato ‘Semplificazione’, che invece eleva il nulla a testo normativo”.

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