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AFFAIRE XYLELLA / IRRESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE

| 7 gennaio 2019 | 1 Comment

di Crocifisso Aloisi * (consigliere comunale del Comune di Galatone con delega all’agricoltura)______

A tutti coloro che in queste ore stanno nuovamente attaccando i cittadini resistenti, con accuse false e ridicole, circa presunte responsabilità nella propagazione del batterio X.F. nei territori a Nord della Puglia (cittadini che vogliono solo salvare il patrimonio olivicolo rappresentato dalle nostre secolari cultivar autoctone dalla speculazione delle agromafie), vorrei ricordare che questi cittadini sono stati elogiati nel III Rapporto sulle Agromafie.

Infatti nel capitolo dedicato all’affaire Xylella, a pag. 18, si può leggere《per fortuna ci sono anche tanti cittadini,tante asssociazioni di volontariato, che presidiano il territorio, lo difendono, informano, confliggonocon i poteri forti, pagandone le conseguenze in termini economici quando non in termini di minacce fisiche o psicologiche》. E vorrei anche ricordare che questo rapporto è pubblicato da Eurispes e Coldiretti, cioè da quell’associazione di categoria i cui rappresentanti regionali si sono spesso scagliati contro i cittadini in questa questione.
Malgrado queste accuse siano generiche e gratuite, puntualmente e stranamente hanno grande evidenza mediatica sui due maggiori quotidiani locali, Quotidiano e Gazzetta.
Chi ha responsabilità istituzionali, dall’amministratore locale comunale fino al consiglio regionale, e sta colpevolmente scatenando una campagna mediatica contro i cittadini resistenti (persone perbene, professionisti e gente normale che nella vita privata e professionale ricevono stima da tanti), lo sta facendo in modo irresponsabile e pericoloso: la nostra attività intellettuale di controinformazione si è svolta analizzando documenti ufficiali, ascoltando ricercatori e leggendo relazioni scientifiche scomode a qualcuno, cercando il coinvolgimento della Scienza e non fermandosi invece alle conclusioni di una sola parte di essa, a volte anche contraddittorie, che ha avuto l’esclusiva della ricerca (E MILIONI DI FINANZIAMENTI) per legge ed in barba alla ricerca libera.

Questa intensa attività di analisi ed aggiornamento continuo si manifesta, con articoli, post e convegni pubblici e NON HA MAI COSTRETTO O INVITATO QUALCUNO A COMPIERE ATTI ILLECITI ! L’accusa che invece ci sentiamo genericamente rivolgere è quella di aver favorito la propagazione di un organismo nocivo: poiché la diffusione di un organismo nocivo è un reato penale, invitiamo nuovamente gli attuali accusatori (anche quelli pentiti, quelli che fino a poco tempo fa erano contrari alle eradicazioni) di presentare formale denuncia penale con nomi e fatti circostanziati, se veramente credono in quello che affermano.

Non farlo, invece, significa soltanto fare propaganda (per scaricare le proprie responsabilità ?) e alimentare un pericoloso conflitto.
Tra l’altro mi risulta che le precedenti denunce, annunciate in pompa magna sui soliti quotidiani locali, sempre contro i cittadini, non abbiano sortito alcun effetto dal punto di vista giudiziario: forse che i santoni ed i negazionisti non sono proprio tanto santoni e negazionisti ?

Vorrei ricordare, ai tanti smemorati, che dopo appena due mesi dal ritrovamento ufficiale del batterio xylella fastidiosa nel primo focolaio di Gallipoli, ci fu un’audizione alla Camera dei deputati dell’allora assessore regionale della Puglia, Fabrizio Nardoni, e del dirigente dell’istituto fitosanitario regionale, dott. Antonio Guario (audizione della 11/12/2013). Queste sono alcune delle loro affermazioni :
FABRIZIO NARDONI
“È una presenza che già da tempo risiede all’interno di questa zona della nostra Puglia” (quindi già endemica?)

“La zona attaccata (8.000 ettari) è stata perfettamente circoscritta”

“La procedura di estirpazione degli alberi sembra non permettere l’eliminazione di questo batterio, ma probabilmente con altre tecniche ed altre procedure l’effetto si potrebbe ottenere lo stesso”

“Se dovessimo essere costretti ad eliminare gli alberi di olivo considerate che cosa significa per l’immagine Puglia estirpare migliaia e migliaia di alberi secolari con tutti i problemi annessi che potete tranquillamente immaginare”

ANTONIO GUARIO:
“Chiaramente non è che si può intervenire su un territorio complesso come è quello del Salento, abbattendo e bruciando tutto, non è possibile una cosa del genere “
“..perché TOGLIERE O ABBATTERE LE PIANTE DI OLIVO NON SIGNIFICA ERADICARE LA MALATTIA SE abbiamo
poi tante altre specie di piante che sono comunque serbatoio di xylella”.

Il movimento dei cittadini ha sempre chiesto alla politica di dare la possibilità a chi vuole curare i suoi olivi, di poterlo fare attraverso un sostegno pubblico (perché salvare i nostri storici oliveti vuol dire preservare l’identità del nostro Territorio). Ma anche di rivedere al più presto la determina 274 dell’istituto fitosanitario regionale del 04/05/2018 che ha una interpretazione molto restrittiva della decisione 2352/2017 della Commissione Europea e dare la possibilità di reimpianto di altre cultivar o piante.
Occorre far conoscere bene che la stessa determina regionale che autorizza i reimpianti delle sole varietà Leccino e Favolosa FS17, mette in guardia 《gli operatori professionali che intendono realizzare impianti di specie/varietà tolleranti/ resistenti alla Xylella che non avendo ancora a disposizione dati riferiti al lungo periodo, non si esclude che nel tempo possano verificarsi problemi di tenuta della resistenza o di produttivit》(scritto testualmente nel documento).

I problemi dell’olivicoltura, e dell’agricoltura meridionale in generale, non nascono Certamente oggi con il problema xylella, ma sono il risultato di un effettivo disinteresse strutturale della politica e delle associazioni di categoria: dov’erano questi soggetti istituzionali quando venivano sradicate le nostre eccellenze?

Vitigni, tabacco, e adesso il colpo grosso, gli olivi. E che questi soggetti abbiano tutti fallito lo dimostra proprio il generale stato di abbandono delle nostre campagne : se lavorare la terra fosse stata una fonte di reddito per le famiglie e le aziende agricole, non saremmo arrivati a questa situazione di abbandono. Cosa hanno fatto questi soggetti per dirottare i fondi pubblici per contrastare l’abbandono delle coltivazioni e delle campagne ?

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Giuseppe ha detto:

    L’insetto è sempre esistito. Sono le erbe infestanti che prima non c’erano.

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