LA RINUNCIA DI ADRIANA POLI BORTONE

| 18 gennaio 2019 | 0 Comments

(g.p.)______E va bene, che la politica è un virus, che quando ti prende, non ti lascia più, come ha ricordato lei stessa. Magari se ne sta buono per un po’, ma poi, prima o poi, ritorna, ritorna sempre, a riproporsi.

Nei giorni scorsi, di fronte alle nuove elezioni amministrative di primavera, e in una campagna elettorale che è già cominciata, era stata riproposta Adriana Poli Bortone, a candidato a sindaco del centro – destra, da parte del suo attuale partito, Forza Italia.

‘Solo se c’è unità, e senza primarie’, aveva risposto lei, in sintesi.

Pare che invece l’unità nella coalizione, sul suo nome, non ci sia, anzi…Più d’uno, e da più parti, aveva avanzato chiamiamole così, perplessità, su questa candidatura imposta dall’ alto.

Rilanciando invece la scelta attraverso le primarie di coalizione.

Auspicando che sia questo il passaggio migliore, necesario per evitare che accada di nuovo quello che è accaduto un anno e mezzo fa, quando il povero e incolpevole Mauro Giliberti, che con tanto entusiasmo aveva accettato la sfida, è stato impallinato dal fuoco amico, che gli ha negato parte dei voti che erano disponibili, e ha regalato la vittoria a Carlo Salvemini, così, tanto per gradire…

Da esperta politico quale è, questa mattina Adriana Poli Bortone come si dice in politica? Ne trae le conseguenze…

Ecco il comunicato che ci ha appena mandato in redazione______

“Le dichiarazioni che ascolto mi confermano sempre più nella convinzione che la politica deve abbandonare improvvisazione ed estemporaneità per riprendere la barra dritta della serietà nella

preparazione di base dei candidati, nei modi, nei metodi, nella selezione del personale politico.

La confusione che impera soprattutto nelle elezioni amministrative non agevola certo la crescita di una matura civica, anzi mi pare che allontani sempre più il cittadino dall’esercizio del diritto –dovere del voto.

Nel caso di Lecce, per chiarezza ribadisco che non sono candidata, ma che Forza Italia, nonostante le mie pesanti e motivate riserve, ha inteso proporre il mio nome.

Con grande sincerità e senso di responsabilità confermo ancora che il quadro di incertezze, di assenza di dibattito sui programmi, di comportamenti e metodi distonici, mi riportano, con nostalgia, a rimpiangere il ’98, quando, con entusiasmo, volli  una squadra per larghissima parte di giovani assessori, una squadra mista di competenze e giovani promesse, che dette il meglio di sé nell’impegno per “rivoltare” la città.

Oggi mi chiedo se ci siano quelle condizioni, ma il quadro complessivo che sta venendo fuori da dibattiti, spesso privi di contenuti reali, mi fa radicare sempre più nel pensiero di augurare che altri, diversi da me, possano affrontare tempi migliori”.

 

Category: Cronaca, Cultura

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