banner ad
banner ad

DA BRUXELLES A BARI / XYLELLA, L’EMERGENZA INVENTATA

| 13 febbraio 2019 | 2 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il segretario del Coordinamento Agricoltori per l’Olivicoltura Antonio de Franco ci manda il seguente comunicato (nella nostra foto d’archivio la fitopatologa Margherita d’Amico) ______

Alle redazioni di informazione e agenzie di stampa – Loro Sedi

Il Coordinamento Agricoltori per l’Olivicoltura ha proceduto, tramite la Stazione dei Carabinieri,di Francavilla Fontana, a depositare querela per diffamazione nei confronti del sig. Marco Mangano e, per responsabilità oggettiva ai sensi della legge sulla stampa, nei confronti del direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso.
Tanto in seguito all”articolo apparso su La Gazzetta del Mezzogiorno in data 11/2/2019, nella sezione cronaca nazionale, che dava conto della iniziativa tenutasi a Bruxelles il 5/2 su impulso della Deputata U.E. Eleonora Forenza.
Il giornalista Marco Mangano, adottando contenuti manipolativi e fuorvianti, anziché dare conto e informare i lettori di quanto avvenuto a Bruxelles, ha inventato una audizione facendo apparire l’intervento di una professionista autorevole come Margherita d’Amico, perito settore in materia di xylella, biologa e fitopatologa, come una sorta di iniziativa personale.
L’articolo prosegue con una tesi negazionista del tutto inventata che viene impropriamente attribuita alla iniziativa stessa. Insomma un coacervo di affermazioni tese in alcuni casi a screditare e mettere in cattiva luce le posizioni del Coordinamento e di Co.Sa.Te colpendo o cercando di colpire i professionisti incaricati a relazionare, in altri casi a tacere bellamente di interventi e contenuti sostenuti, ad esempio, dal Prof. Nicola Grasso. Infine non si capisce la ragione e l’interesse per cui la dottoressa D’Amico dovrebbe manipolare i dati sui monitoraggi che ha sempre esposto e maneggiato con cura encomiabile. Anzi occorre apprezzare la sua prudenza non avendo inteso citare i dati relativi al monitoraggio corrente 2019 che sono, da prefisso telefonico, inferiori anche all’1,8%.

L’articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno sembra quasi voglia rappresentare gli interessi di una lobby xylellista cui sono scattati i nervi nel momento esatto in cui l’approccio con l’U.E. è diventato vero e tangibile ma sopratutto volto unicamente a spiegare che in Puglia il decisore politico italiano sta attuando le Decisioni di Esecuzione U.E. attraverso un contenimento territoriale e sociale che è una deformazione della quarantena così come prevista dalle regole del commercio internazionale. Mangano, quindi, nell’articolo con sussiego dimostra l’esistenza della emergenza riferendosi ai ceppi di vite che in California sono costretti a sradicare per colpa del batterio. Mangano omette di dire però quello che ha imparato con l’iniziativa del 5/2 a Bruxelles ovvero che in California non vi è alcuna emergenza e la batteriosi si contrasta con le ordinarie azioni di lotta antiparassitaria normalmente attuata dagli agricoltori.

Il prossimo passo, in sintonia con la Deputata Forenza, sarà di chiedere alla Commissione U.E. la sospensione della applicazione delle Decisioni di Esecuzione in attesa della verifica della attuazione del contrasto alla xylella.______

LA RICERCA nel nostri articolo di ieri

http://www.leccecronaca.it/index.php/2019/02/12/xylella-no-ai-tagli-si-cura-coltivando/

 

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 13 gennaio

http://www.leccecronaca.it/index.php/2019/01/13/xylella-monopoli-si-al-paesaggio-alla-produttivita-alla-scienza-eradicare-per-credere/
.

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (2)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Michele ha detto:

    Mangano? Parente?

  2. Crocifisso Aloisi ha detto:

    Solidarietà alla dottoressa Margherita D’amico, Patologa Vegetale, per questo attacco strumentale. Analizziamo i fatti di questa incredibile storiella xylella:

    ad aprile 2015 la provincia di Lecce venne dichiarata ‘zona infetta’ con percentuali irrisorie di positivi. Da questo momento in provincia di Lecce non si effettuano più monitoraggi, come invece in zona di contenimento;

    a luglio 2015 il MIPAF produsse una relazione all’UE in cui si attestava che, su oltre 23.000 campioni analizzati in ZONA INFETTA, soltanto 612 erano risultati positivi;

    a marzo 2017 l’osservatorio fitosanitario regionale autorizza Tap ad effettuare, a Melendugno (quindi in zona dichiarata infetta già da due anni), alcuni espianti di olivi e, su 215 piante analizzate, SOLO 4 sono risultate positive. Nel dispositivo l’istituto fitosanitario dichiara di aver effettuato esami visivi e di LABORATORIO;

    ad aprile 2018 l’osservatorio fitosanitario regionale autorizza Tap ad effettuare a Melendugno (quindi in zona dichiarata infetta già da tre anni), alcuni espianti di olivi e, su 549 piante analizzate, SOLO 3 sono risultate positive. Nel dispositivo l’istituto fitosanitario dichiara di aver effettuato esami visivi e di LABORATORIO ;

    durante l’audizione del 03/10/2018 in Commissione Agricoltura della Camera su xylella fastidiosa, alla domanda dell’onorevole Sara Cunial in merito al famoso ‘milione di piante infette’, se fossero mai state presentate le milioni di prove di laboratorio come previsto dalla legge, il dirigente dell’Istituto Fitosanitario Centrale, dott. Bruno Caio Faraglia, così ha risposto: “.. il famoso milione di piante infette. Io l’ho letto tantissime volte nelle rassegne stampa, sui giornali, l’ho sentito dire tante volte. Ovviamente nessuno li ha MAI contati..quindi ogni volta che uno parlava, magari anche a livello territoriale, dell’area infetta, parlava del famoso milione di piante infette, che a me risulta non siano MAI state analizzate…”;

    Ovviamente nessuno nega le migliaia e migliaia di olivi con gravi sintomi di disseccamento in Salento ma, come è stato sempre affermato, le cause potrebbero essere molteplici, compreso l’attività criminale e dolosa di tanti soggetti: fuoco, diserbanti, potature selvagge, funghi patogeni, co.di.r.o., tutto ciò potrebbe causare disseccamenti. In ogni caso, l’art.4 comma 7 del decreto Martina prevede che la presenza dell’organismo nocivo all’interno della pianta si determina solo con esami di laboratorio, non certamente con esami visivi.
    Piuttosto chi associa i disseccamenti con il batterio basandosi solo su esami visivi sta diffondendo notizie tendenziose che stanno arrecando un danno gravissimo al territorio e stanno alimentando una pericolosa tensione tra persone e tra territori.

Lascia un commento

banner ad
banner ad