ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA DI SERIE B – 14 / PALERMO

| 1 marzo 2019 | 0 Comments

(g.p.)______Una città vicina a Lecce, nonostante la grande distanza geografica. E non parliamo di calcio, delle tifoserie saldamente gemellate. Parliamo delle loro lingue volgari, i dialetti quotidiani, che, per quanto diversi, hanno in comune non solo molti singoli termini, o le assonanze, ma, in generale, proprio la cadenza, il modo di porgere, l’espressività.

Come mai ciò accada, o, per meglio dire, sia accaduto, rimane un mistero, che nessuno degli studi specialistici che continuano a susseguirsi in ambito universitario ha del tutto chiarito.

La tesi più accreditata, finora, non è quella artistica – poetica, risalente agli Svevi di Federico II, bensì una spiegazione politico – commerciale, risalente al secolo precedente, il XII, al tempo del Regno degli Angioini e dei frequenti spostamenti e molteplici rapporti con il Salento, prima e dopo il regno di Tancredi, Conte di Lecce prima e Re di Sicilia poi, e ancora al tempo degli Angioini.

Comunque è stata  individuata una residenza di Federico II, sotto il cortile del Castello Carlo V di Lecce.

Il suono vocalico del dialetto salentino, inoltre, è identico a quello usato dai poeti della Scuola Siciliana in cui nacque la prima letteratura Italiana in volgare e fu inventato il sonetto.

Che meraviglie!

Come quelle del centro storico delle due città.

A Palermo esuberante: la Cattedrale del XII secolo (nella foto);,  l’imponente Teatro Massimo neoclassico degli spettacoli di opera lirica; il Palazzo dei Normanni, risalente al IX secolo; e la Cappella Palatina, con mosaici bizantini.

Impossibile non citare poi, perché sono rappresentazione artistica dal vivo e quotidiano, gli affollati mercati di strada centrale Ballarò, e della Vucciria, vicino al porto.

O le spiagge meravigliose, come quelle di Mondello.

Palermo insegna ancora con la sua storia millenaria il valore della cultura, della diffusune della cultura, dell’armonia della cultura, della capacità di tenere insieme, unire, e non dividere, dai tempi dei Fenici a quelli dei Greci, della dominazione araba, a quelli di Federico II di Svevia e il suo sfortunato quanto meritorio tentativo di creare uno Stato unitario moderno e italiano partendo dal Sud.

Oggi la città ha 673.ooo abitanti, e purtroppo vede il suo nome associato non a tutto questo splendore, ma alla mafia, e alle loro due, fra le tantissime, di cui è scandita la storia contemporanea dell’Italia, vittime più illustri, Falcone e Borselline, e via dicendo e raccontando Il Padrino, La Piovra, Squadra antimafia e tante altre robe simili.

Ma la prima vittima dei mafiosi sono i Palermitani.

 

 

Category: Cultura, Sport

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