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DIARIO DEL GIORNO / MERCOLEDI’ 17 APRILE 2019

| 17 aprile 2019 | 0 Comments

Buongiorno! Oggi è martedì 17 aprile 2019. Sant’ Innocenzo.

Tanti affettuosi auguri al nostro amico biologo Walter Tremacere, che a Leverano oggi compie 51 anni.

Mercoledì Santo.

Concludendo la nostra ricognizione, iniziata ieri, sui simboli pasquali, eccoci all’ agnello.

Che si debba mangiare carne di agnello, o capretto, durante il pranzo pasquale è un’ antica usanza ebraica, legata al concetto del Cristo agnello che toglie i peccati del mondo, congiunzione di passaggio dal Vecchio al Nuovo testamento.

L’agnello della tradizione ebraica veniva immolato il giorno precedente la Pasqua ebraica, e Gesù Cristo venne ucciso appunto in quel giorno. Altre corrispondenze tra l’Agnello pasquale e Cristo sono state trovate.

Per esempio Annie Jaubert, esegeta francese, tra il 1954 e il 1957 ne trovò molte altre, partendo dal testo dell’Esodo dove viene descritto come bisogna compiere questo sacrificio.

Oggi, la sensibilità sta cambiando. Lo stesso Sommo Pontefice ha esortato a non mangiare carne di agnello, o di capretto.

Sempre più associazioni si battono affinché, per tanti motivi, nei nostri pasti sia abolito, o quanto meno limitato, il consumo di carne, tutti i giorni, non soltanto nel pranzo di Pasqua; ma da qualche parte bisogna pur cominciare, e questa può essere un ottimo inizio, cui esortiamo i nostri amici e lettori.

 

17 aprile 1961. Crisi dei missili di Cuba. A Baia dei Porci, inizia l’invasione dell’ isola, un’operazione militare per rovesciare il governo di Fidel Castro, messo in atto da un gruppo di esuli cubani e di mercenari, addestrati dalla CIA, che si concluse con un fallimento, per la reazione vincente dei fedeli al regime comunista.

Poi, prevalse fortunatamente la ragione, tra Stati Uniti e Unione Sovietica in merito al dispiegamento di missili balistici sovietici a Cuba in risposta a quelli statunitensi schierati in Italia e Turchia, uno dei momenti più critici della Guerra fredda in cui si arrivò vicino ad una guerra nucleare.

Proverbio salentino: LU LATRU FINU NNU RUBBA LU VICINU.
Il ladro sottile (intelligente) non ruba al vicino.
Chi ruba deve operare lontano di casa sua, per tutta una serie di motivi che è facile intuire.

 

 

 

Category: Costume e società

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