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DI MAIO HA UCCISO LA SPERANZA, NON IL MOSTRO

| 24 aprile 2019 | 4 Comments

(g.p.)______La protesta confinata in piazza Carmine, pesantemente presidiata, via Massari chiusa come via Cavour, come le altre vie di accesso al Palazzo della Prefettura di via Anfiteatro, in una città blindata, con tanto di ‘zona rossa’ invalicabile.

Manco al G8 di Genova.

Ma qui, per fortuna, incidenti, non ce ne sono stati.

Rimane la questione, tanto quanto.

“Chiusi in un recinto, come se il pericolo fossimo noi. È questa la sorpresa che stamattina hanno trovato gli uomini e le donne tarantine che amano la loro città, quelli che difendono la vita e l’ambiente. Tutti chiusi in un recinto, guardati a vista dalle forze dell’ordine. 
In una città nella quale anche la legittima difesa, perché di questo si tratta, è considerata pericolosa, perché devono continuare ad ammazzarci e non possiamo difenderci, zitti dobbiamo stare, sennò il popolo italiano, tutto, scopre che questi sono anche peggio degli altri, se mai fosse possibile! Zitti…e lontani dalle telecamere!” – hanno protestato ulteriormente, protesta nella protesta, i Genitori Tarantini, e gli attivisti delle altre associazioni che si battono invano per la chiusura immediata del Mostro.

No, il disegno di quel bambino, Federico, 9 anni, uno dei tanti, che nel 2014, prima di morire, lasciando quel foglietto sul comodino del letto di ospedale, chiese al papà di uccidere il Mostro, così lo definì, Luigi Di Maio non l’ha visto. Probabilmente non ha sentito nemmeno le voci di protesta di questa mattina.

Eppure, aveva promesso, aveva assicurato chiusura immediata e riconversione economica, con tanto di due convegni internazionali a predisporre ogni cosa…Prima, per prendere i voti. Poi, ha fatto peggio di tutti gli altri.

(Non) hanno fatto con l’ Ilva, quello che (non) hanno fatto con tante altre questioni, l’ elenco sarebbe lungo, una rivoluzione copernicana su tutto, in pratica, dell’ex Movimento 5 Stelle, diventato partito unico totalitario di Luigi Di Maio.

Uno sfregio ai cittadini che li avevano votati, un vulnus alla democrazia, uno squallido trasformismo storico riattualizzato.

Si puo solo dirlo, di nuovo, ‘stamattina, e urlarlo.

La Prefettura é lontana dal recinto e tutt’intorno la città é blindata. Perfetto. Arriveranno notizie distorte ed immagini che non rispondono alla realtà. Perfetto.
E tutti, a destra, a sinistra, tutti saranno soddisfatti, per i Tarantini si é fatto il miracolo. Hanno pure invitato le associazioni, ma che bravi..
I tarantini non moriranno più di tumore, di leucemie, fra cinquant’anni…forse…Intanto la produzione di acciaio deve continuare…Tanto, la responsabilità di chi oggi muore non ricade su questo governo ma su quelli che c’erano prima! E invece, da quando i nostri lutti saranno imputabili alle decisioni irresponsabili di questo governo? Così, tanto per sapere..
I Ministri arrivano in auto blindate e uomini della scorta e il recinto che contiene i tarantini, che urlano dai microfoni, deve essere lontano da dove passeranno i Ministri, non devono neanche udire le urla disperate di un popolo che é stanco di contare i propri morti…Silenzio…Si gira, tutto perfetto”.
Ciak si gira, nel chiuso delle segrete stanze della Prefettura, al “Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo”, cui siedono, oltre a Di Maio, anche altri quattro ministri in quota M5S, quello della Salute, Giulia Grillo, dell’ambiente Sergio Costa, del Sud Barbara Lezzi, dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, oltre al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che non aspettava altro per raccontare un’altra volta la barzelletta della decarbonizazione dell’ Ilva e di Cerano con il gas dei gasdotti vecchi e nuovi, oltre alla commissaria governativa per le Bonifiche, Vera Corbelli e il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

Ciak, si gira, sarà possibile raccattare ancora qualche voto anche qui, alle prossime europee? E Luigi Di Maio interpreta sè stesso: “L’immunità penale, di cui godevano i vertici Ilva e che permetteva loro di godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto, da agosto non avrà più effetti nel nostro ordinamento. Sono venuto qui anche per chiedere conto del miliardo di euro stanziato per Taranto ma che non è stato speso, sono tornato qui dopo tanti mesi perché volevo portare i fatti e capisco la rabbia della città”.

La rabbia di una città che continua a gridare: “Siete la vergogna d’Italia”,  “Di Maio inganna popolo vattene”, “Traditori“.

Non ci sta pure il consigliere comunale Vincenzo Fornaro. “Dimenticano di non essere più alla opposizione. Hanno fatto 12 decreti per salvare l’ilva è invece ne bastava uno per salvare Taranto. Oggi dimostrano che hanno paura di venire qui, Di Maio non ha il coraggio di venire in piazza. prima dicevano di farsi scortare dalla gente ora si fanno scortare dagli agenti“.

 

Ma tanto Di Maio non li sente. Continua a esternare nel silenzio delle stanze ovattate, nella solitudine politica più completa.

“Sono qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto.

Adesso con i tre commissari che abbiamo nominato noi lavoreremo a un nuovo progetto, quello di più investimenti nelle bonifiche, che devono continuare, e dall’altro nel liquidare tutte le aziende che devono avere ancora i soldi. Con un obiettivo: la riconversione economica di questo territorio. So che i tarantini hanno sentito parlare troppo di riconversione economica. Noi cercheremo di farlo seriamente, a differenza del passato. Volevo venire qui con i fatti e posso dire che i tarantini oggi hanno vinto una battaglia sull’immunità penale ma ne devono vincere ancora tante altre e io farò di tutto per conquistarmi la loro fiducia. So che è un popolo arrabbiato. C’è la necessità di rivedere tutto il sistema dell’accertamento dell’impatto sanitario sia dell’Ilva che degli altri insediamenti produttivi. C’è una richiesta forte che viene dai cittadini di Taranto”.

Nella realtà dei fatti, questi soldi virtuali sono in gran parte provenienti da vecchi stanziamenti, vecchi contentini dei vecchi governi, elargiti sulla carta tanto per, senza nemmeno la convinzione di spenderli.

La questione dell’immunità penale per i dirigenti Ilva poi è ben più complessa della semplificazione che ne ha fatto ‘stamttina Luigi Di Maio.

Secondo Angelo Bonelli dei Verdi, si tratta di una presa in giro: “Come previsto la sgradevole propaganda di Di Maio ha colpito ancora. Ha annunciato che il Decreto crescita ha abolito l’immunità penale per i manager ex Ilva, ma l’esimente non è più efficace dal 30 marzo del 2019.

Il decreto legge 1/2015 con le modifiche introdotte con il Dl 98 del 2016 stabilisce che, per quanto attiene l’affittuario o acquirente e dopo l’entrata in vigore del decreto del 29 settembre 2017, l’operatività dell’esimente, immunità, ha un limite temporale di 18 mesi dall’approvazione del suddetto Dpcm, ovvero la scadenza è quella del 30 marzo 2019. Questo è scritto nella legge senza possibilità alcuna di una diversa interpretazione. Di Maio quindi oggi, facendo il furbo, ha annunciato che ha abolito una norma la cui efficacia è cessata il 30 marzo scorso”.

Secondo qualche altro, più o meno uguale: un provvedimento che dilaterebbe nel tempo la questione, anche per evitare pronunciamenti della Corte Costuzionale.

Nel comunicato stampa ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri diffuso questa notte si parla di norme che “prevedono la cessazione della esimente penale per il complesso Ilva”. Non c’è scritto altro.
Il testo completo del “Misure urgenti per la crescita economica ed interventi in settori industriali in crisi (decreto-legge – seconda deliberazione” non è stato diffuso.
Ma poi, non è nemmeno questa, per quanto significativa, la questione.
Il Mostro ha buoni avvocati, che fine ha fatto il processo avviato sull’ ambiente svenduto?
Il Mostro c’è, questa la questione, è vivo, e continua a far morire la gente, in nome del profitto di pochi, e degli interessi politici di chi sta loro dietro.

Category: Cronaca, Politica

Comments (4)

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  1. Gruppo Consiliare M5S Regione Puglia - tramite mail ha detto:

    Grazie al Governo del Cambiamento finalmente in pochi mesi sta diventando realtà il progetto di riconversione economica tanto atteso dalla città di Taranto. I tarantini meritano tanto e giustamente chiedono tanto.
    Il Ministro Di Maio oggi, oltre all’abolizione dell’immunità penale per i gestori dell’ex Ilva, ha annunciato l’istituzione di tre Tavoli coordinati da lui e dai ministri presenti a Taranto per sbloccare gli oltre 600 milioni di euro che non sono stati spesi in questi anni e ha spiegato che la città sarà la sede del tecnopolo del Mediterraneo, con cui verranno attratte startup innovative per far diventare la città la sede del cleantech e migliorare le tecnologie industriali per le bonifiche e la decontaminazione del territorio.

    L’obiettivo è creare nuovi posti di lavoro affinché la città non dipenda più dal siderurgico e si vada nella direzione di un rinnovamento del tessuto economico. La migliore risposta alla vecchia politica che per anni ha soltanto provocato disastri nel capoluogo Jonico e ad un Presidente di Regione assente su tutti i fronti, che cerca solo visibilità sui giornali invece di vergognarsi per quello che non ha fatto dall’inizio della legislatura. Il Governo sta dimostrando con i fatti che il bene dei cittadini tarantini è al primo posto e noi del M5S Puglia saremo al fianco dei Ministri per dare il nostro contributo alla riconversione economica della città.

  2. Maurizio Rizzo Striano - tramite Facebook ha detto:

    IMMUNITA’ E SCRIMINANTE
    Alcuni amici mi hanno chiesto in chat di spiegare questo pasticcio di norme perchè non riescono a capire come stanno realmente le cose.
    Cerco di spiegarlo in modo sommario ed approssimativo per rendere l’idea.
    I mass media usano la parola immunità ma il termine non è corretto poichè siamo di fronte a norme che prevedono una scriminante speciale (causa di giustificazione).
    La differenza è enorme. L’immunità riguarda la persona , è soggettiva ( si pensi all’immunità diplomatica, essa è tale perchè riguarda i soggetti accreditati come diplomatici e non riguarda i reati commessi) .
    La sciminante invece riguarda uno o più reati , ha natura oggettiva.
    Pertanto l’immunità opera solo nei confronti di un determinato soggetto , non ha effetto estensivo. Quindi, per esempio, se un gruppo di persone falsifica un documento e fra queste vi è un diplomatico, contro il diplomatico non si può procedere contro gli altri si .
    Al contrario, quando uno piu’ reati vengono scriminati , se sono commessi in concorso da più persone la non punibilità si estende a tutti coloro che hanno partecipato al fatto, se uno non è punibile non lo sono nemmeno gli altri.
    Nel caso dell’Ilva è evidente che ci troviamo di fronte a una scriminante perchè la previsione riguarda i reati,e cioè quelli che sono commessi con condotte indispensabili alla realizzazione del piano ambientale. In altri termini la legge dice che se per realizzare le prescizioni del piano ambientale capita di commettere un reato il fatto è lecito ab origine. Quindi lo è per tutti gli ipotizzabili concorrenti: commissari, affittuari e soggeti da loro delegati.
    Ciò posto, Di Maio ha annunciato la prossima pubblicazione in GU della norma che ha definito abrogazione dell’immunità penale a decorrere dal prossimo agosto.
    Fermo restando che fino all’ultimo norme di questo tipo possono essere stravolte con un emendamento che aggiunga anche una sola parole, il testo attuale prevede che : ” “Per quanto attiene all’affittuario o acquirente e ai soggetti funzionalmente da questi delegati, la disciplina di cui al periodo precedente si applica con riferimento alle condotte poste in essere fino al 30 giugno 2019”.
    Tempo di convertire il d.l. e addio “immunità”.
    Apparentemente. In realtà, in applicazione dei principi sulle scriminanti , tutto resta come prima ed essa varrà anche per i gestori fino al 2023.
    Facciamo un esempio concreto. Mettiamo che nel mese di settembre 2019 vi siano alcuni Wind days in conseguenza dei quali le polveri che si solleveranno dai parchi minerali ( ancora non coperti) andranno ad imbrattare edifici e strade. La polizia giudiziaria ne farà rapporto alla Procura la quale aprira’ un fascicolo per il reato di cui all’art. 674 del codice penale. Chi Iscriveranno i PM come indagati?. Innanzitutto AD e direttore di Mittal ( ed eventuali loro delegati) che sono gli affittuari , ma di certo anche i proprietari degli impianti e quindi i loro rappresentanti e cioè i Commissari Straordinari , tanto più che gli stessi sono a tutti gli effetti cogestori dell’attuazione del piano ambientale ed in ogni caso ne risponderebbero egualmente anche per la semplice omissione dei controlli sulle condotte degli affittuari.
    I Commissari straordinari però, sia nella versione originale, che in quella che verrà riformata, sono esenti da pena fino al 2023.
    Non si può procedere contro di loro. Ergo nemmeno contro tutti gli altri concorrenti.
    Tombola e Bingo!
    Allora perchè proporre siffatta riforma? Tre sono i motivi: propaganda, allungare i tempi dei giudizio di costituzionalità , speranza che la Corte Costituzionale dia una interpretazione della nuova legge tale da evitare la sua dichiarazione di incostituzionalità.

  3. redazione ha detto:

    L’ Agi ha pubblicato ieri sera quattro ‘lanci’ sulla questione immunità. Eccone una sintesi______

    Non è un’abrogazione tout court quella dell’immunità penale che una legge del 2015 ha attribuito a commissari Ilva, loro delegati e acquirenti della fabbrica (ArcelorMittal).
    Il dl crescita, che domani potrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in realtà ha riscritto e modificato la norma, non cancellandola del tutto, come invece chiedono le associazioni ambientaliste di Taranto. Ora resta da vedere col testo definitivo in Gazzetta se lo stop all’attuale norma scatta da fine giugno, come si legge nella bozza del testo sinora circolata, oppure fine agosto come ieri il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha detto a Taranto.

    Cosa è cambiato tra l’attuale e il nuovo disposto normativo, lo aiuta a capire la relazione tecnica che accompagna l’articolo 46 del dl crescita varato l’altra sera dal Consiglio dei ministri. La disposizione attualmente in vigore, al comma 6 del dl 1 del 2015, equipara, ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all’attuazione dell’Aia, Autorizzazione integrata ambientale, e delle altre norme a tutela dell’ambiente, della salute e dell’incolumità pubblica (tale è ora il “perimetro oggettivo” della disposizione), l’osservanza di quanto contenuto nel piano ambientale di marzo 2014, con relativo dpcm, poi modificato col dpcm di settembre 2017. In altre parole, si legge nella relazione tecnica dell’articolo 46 del dl crescita, “osservare correttamente le prescrizioni del piano ambientale equivale ad adottare ed attuare efficacemente i modelli di organizzazione e gestione previsti dal d.lgs. 231/2001” (tratta di ambiente e sicurezza) “relativamente alla valutazione delle condotte strettamente connesse all’attuazione dell’Aia e delle altre norme a tutela dell’ambiente, della salute e della incolumità pubblica”.
    Nella nuova disposizione viene ora eliminato ogni riferimento alle “altre norme” in materia e la si circoscrive alla sola Autorizzazione integrata ambientale.
    L’ipotizzato intervento abrogativo – si afferma ancora nella relazione tecnica – mira a riconsiderare la natura delle prescrizioni poste dal piano ambientale, che vengono ora qualificate come le migliori regole preventive in materia esclusivamente ambientale e non, anche, in materia di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro.
    In aggiunta, si specifica che le condotte connesse all’attuazione del piano ambientale, perché non diano luogo a responsabilità, è necessario siano poste in essere nel rispetto di termini e modalità previsti dal piano ambientale medesimo, nella versione risultante a seguito del dpcm 29 settembre 2017”. “L’intento – si spiega ancora – è quello di delimitare, temporalmente, al 30 giugno 2019, l’applicabilità della disciplina per quanto attiene all’affittuario o acquirente e ai soggetti funzionalmente da questi delegati”.
    “Non cambia niente”, commentano fonti sindacali dopo aver visto la nuova norma. E fonti tecniche osservano: “Cambia poco, sicuramente per i commissari presenti e futuri” (sono quelli dell’amministrazione straordinaria Ilva). “Gia oggi in realtà – rilevano le fonti tecniche – è comunque tutto connesso all’Autorizzazione integrata ambientale, mentre le altre norme su ambiente e salute vanno comunque avanti per il loro corso”.

    Il fatto che la norma sull’immunità non sia stata cancellata di netto ma rivista e riscritta, ha provocato le proteste degli ambientalisti.

    Da rilevare che il tema della legittimità costituzionale della norma sull’immunità è stato portato al vaglio della Consulta dal gip di Taranto, Benedetto Ruberto, lo scorso febbraio. La Corte Costituzionale si è già espressa per due volte su altrettante norme che riguardano l’Ilva.

    Dopo la prima legge sull’Ilva del 2012, con la sentenza n. 85 del 2013 la Consulta ha stabilito che il legislatore, pur in presenza di sequestri dell’autorità giudiziaria, può intervenire per consentire la prosecuzione dell’attività in stabilimenti di interesse strategico nazionale, ma a condizione che vengano tenute in adeguata considerazione, e tra loro bilanciate, sia le esigenze di tutela dell’ambiente, della salute e dell’incolumità dei lavoratori, sia le esigenze dell’iniziativa economica. Diverso parere la Corte Costituzionale ha invece manifestato con la sentenza n. 58 del 2018. In essa, aveva criticato il decreto legge Ilva del 2015 che aveva consentito la prosecuzione dell’attività negli stabilimenti di interesse strategico nazionale nonostante il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria per reati relativi alla sicurezza dei lavoratori. Il decreto in questione aveva evitato lo stop di un altoforno malgrado il sequestro senza facoltà d’uso disposto dalla Magistratura dopo la morte di un lavoratore. In questo caso, la Corte ha dichiarato illegittimi una serie di articoli sia del decreto che della legge di conversione.

  4. Maurizio Rizzo Striano - tramite Facebook ha detto:

    Dopo una lunga serie di annunci e di fake news finalmente in G.U. e’ stata pubblicata anche la norma che modifica la discilina della c.d. immunita’ .
    E’ una versione del tutto diversa da quella che aveva annunciato il MISE ed il MEF secondo cui “viene eliminata l’esclusione dalla responsabilità penale per l’attuazione del Piano Ambientale e limitata solo alle condotte legate all’attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale.”.
    Questa versione suscito’ la giusta e generale reazione perche’ avrebbe cambiato qualche parola ma lasciato la sostanza immutata in quanto il Piano Ambientale fa proprie le prescrizioni dell’AIA.
    Qualcosa o qualcuno deve averli fatti ripensare , perche’ la versione finale adottata nel decreto legge e’ del tutto diversa.
    Il testo della nuova norma, con le modifice apportate alla previgente , risulta ora essere il seguente.

    L’osservanza delle disposizioni contenute nel Piano ambientale di cui al D.P.C.M. 14 marzo 2014, come modificato ed integrato con il Presidente del Consiglio dei Ministri 29 settembre 2017, equivale all’adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione, previsti dall’articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all’attuazione dell’A.I.A. Le condotte poste in essere in attuazione del Piano ambientale di cui al periodo precedente, nel rispetto dei termini e delle modalita’ ivi stabiliti, non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario, dell’affittuario o acquirente e dei soggetti da questi funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale. La disciplina di cui al periodo precedente si applica con riferimento alle condotte poste in essere fino al 6 settembre 2019 .

    Venedo meno la diversita’ di trattamento della responsabilita’ dei Commissari e quella degli affittuari , contenuto nella previgente norma, puo’ affermarsi che l’odioso regime di immunita’ cessera’ il 6 settembre per tutti. Naturalmente se la norma verra’ convertita in legge senza modifiche, il che non e’ da escludere , visto che cambiano orientamento da un giorno all’altro.

    A questo punto resta sub iudice il problema di stabilire l’efficacia della scriminate per le condotte pregresse. La modifica infatti non e’ retroattiva. Cio’ ha due conseguenze . La prima e’ che il giudizio della Corte Costituzionale sara’ necessario egualmente per stabilire se la magistratura di Taranto possa procedere o meno per i reati consumati in precedenza ( ma si allungheranno i tempi). La seconda riguarda la rilevanza della scriminante nel giudizio in corso presso La Corte di Assise di Taranto.

    In conclusione, bisogna riconoscere che Di Maio questa volta in conferenza stampa a Taranto aveva detto la verita’. Visti i precedenti in tema di Ilva e’ pero’ necessario essere cauti ed aspettare la decisione finale, cioe’ il voto del Parlamento.

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