banner ad
banner ad

DEPORTAZIONI E CONDANNE A MORTE PER I NOSTRI FRATELLI ULIVI, CAMPI DI CONCENTRAMENTO, BOMBARDAMENTI DI SCHIFEZZE CHIMICHE SUI CAMPI: L’OFFENSIVA DI PRIMAVERA DEL GASDOTTO TAP/SNAM

| 29 aprile 2019 | 2 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il Comitato No Tap della provincia di Brindisi ha diffuso questa sera il seguente comunicato______

Gasdotto TAP/SNAM a Matagiola, Brindisi: espianto illegittimo di ulivi.

Contrada Matagiola, Brindisi: tra lunedì 29 e martedì 30 Snam sta espiantando una cinquantina di olivi nella tenuta biologica De Marco: espiantati finora un centinaio di ulivi, di piccole e medie dimensioni, che sono stati collocati in modo fittissimo nel deposito temporaneo di ulivi sulla SP80, la strada che da Sant’Elia porta a San Donaci, all’altezza dell’incrocio con la Strada per Paticchi.

Nessun canopy o copertura è stata ancora predisposta, non sono stati predisposti impianti di irrigazione.

La stessa sorte, se non peggiore, spetterà ad altri 8500 ulivi sui 55 km del percorso da Brindisi a Melendugno.
Nella stessa tenuta De Marco, oltre una trentina di ulivi secondo noi monumentali, perché hanno la stessa età e il tronco dello stesso spessore dei 12 ulivi segnati da SNAM come monumentali negli stessi filari. Sono olivi monumentali se all’altezza di 130 cm hanno un tronco di circonferenza superiore a 100 cm oppure se hanno conformazione di particolare pregio.

Secondo la determinazione del dirigente sezione autorizzazioni ambientali del 13 novembre 2018, n. 199, “per le operazioni di espianto/reimpianto con garanzia di attecchimento, la Società Proponente (SNAM) si dovrà attenere alle prescrizioni contenute nell’Allegato A della L.R. 4/06/2007 n. 14 in analogia al trattamento degli ulivi monumentali”: perché stanno espiantando i “quasi” monumentali e non gli ulivi riconosciuti monumentali allora? E perché questi espianti avvengono solo in alcune zone dei 55 km di tracciato, e proprio negli ultimi giorni permessi dalla legge per l’espianto, cioè il 30 aprile?

I diecimila metri quadri del deposito ulivi della strada per Paticchi sono stati già recintati e un centinaio di ulivi già ripiantati in esso: questi sono lavori di cantiere: SNAM può iniziare i lavori di cantierizzazione, secondo la Valutazione d’Impatto Ambientale, solo se tutte le prescrizioni ante operam sono state ottemperate: ma sul sito del Ministero dell’Ambiente risultano ottemperate solo 2 delle 16 prescrizioni ante operam, perciò SNAM non può iniziare lavori di cantiere. Illegale.

Sono stati poi potati e incappucciati centinaia di ulivi dalla tenuta biologica De Marco fino a oltre il territorio di Tuturano e sono stati fatti diversi trattamenti fitosanitari, cioè insetticida Decis Evo Bayer, deltametrina, lungo tutto il percorso recintato ancora a macchia di leopardo: molti proprietari non han dato l’autorizzazione al comodato d’uso e tanti altri non sono reperibili.

Altre centinaia di ulivi capitozzati nel territorio di Torchiarolo e San Pietro: massiccie irrorazioni con deltametrina non segnalati ovunque, come prescritto. Tanti gli ulivi condannati a morte, segnati per l’abbattimento in quelle zone, perché sembrano infetti. Nel deposito ulivi di Torchiarolo, all’altezza del Santuario di Santa Maria di Galeano, si trovano già un’altra cinquantina di ulivi espiantati chissà dove sulla pista SNAM…

Chiediamo a SNAM di produrre le analisi molecolari per gli alberi da abbattere, come ci ha assicurato SNAM in risposta alle nostre accuse, per cui, secondo la Valutazione di impatto ambientale, deve essere fatta l’analisi di laboratorio su tutti gli alberi: eppure noi sospettiamo che gli alberi segnati sono stati condannati “in base a esame visivo” su richiesta del conduttore, cioè SNAM stessa, come ammesso dalla normativa regionale nel DGR 1890/2018 per la zona infetta…

 

Condanniamo i lavori illegittimi fatti da SNAM, perché tutte le prescrizioni ante operam non sono ancora state ottemperate. Condanniamo la tempistica degli espianti, in quanto eseguiti a pochi giorni dallo scadere (30 aprile) del periodo permesso. Condanniamo lo scempio perpetrato per un’opera di una multinazionale svizzera (TAP) e di un’azienda con il 66% di capitale privato (SNAM) che opera per i ricchi dividendi dei suoi azionisti: nel 2018 SNAM ha realizzato più di un miliardo di euro di utili. Condanniamo lo scempio del nostro territorio per una grande opera inutile, dannosa e costosa.

Lo scempio deve finire e vigileremo sempre e ovunque l’operato di TAP/SNAM. ______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

DEPORTAZIONI E CONDANNE A MORTE PER I NOSTRI ULIVI, IN NOME E PER CONTO DEL PROFITTO DI POCHI, PER UN GASDOTTO INUTILE, DANNOSO E DEVASTANTE

 

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (2)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Ufficio Stampa Snam - tramite mail ha detto:

    Con riferimento alle dichiarazioni del Comitato No Tap Brindisi in merito agli ulivi sul tracciato dei lavori per il metanodotto Brindisi-Melendugno, Snam ribadisce di avere a cuore l’integrità e la valorizzazione del territorio pugliese e di voler dare il proprio contributo ad affrontare l’emergenza Xylella.
    In tal senso, la società è disponibile a considerare il reimpianto integrale di tutti gli ulivi malati presenti sul tracciato e che per legge è costretta ad abbattere, sostituendoli con alberi di varietà resistente al batterio.
    Snam è anche disponibile a considerare la sostituzione degli alberi delle zone adiacenti alle aree di lavoro.
    La società fornirà collaborazione alle autorità locali e ai proprietari dei terreni, fatti salvi i risarcimenti loro spettanti, per accelerare i reimpianti.

    Per quanto riguarda invece gli ulivi sani, precisiamo che i loro espianti sono temporanei e che saranno tutti ricollocati nella loro esatta posizione originaria al termine dei lavori.
    Tutte le operazioni di campionamento, trattamenti fitosanitari, espianto e messa a dimora degli ulivi sani sono avvenute sotto la sorveglianza degli enti preposti.
    Gli ulivi portati nelle aree di deposito temporaneo sono incappucciati con rete antinsetto, secondo le indicazioni ricevute. Questa rete impedisce il diffondersi del contagio. Le piante saranno liberate solo dopo la realizzazione delle coperture antinsetto sulle aree di deposito che avverrà nei prossimi giorni.
    Precisiamo, infine, che gli ulivi monumentali non sono stati spostati: sono stati identificati e definiti dagli enti preposti a seguito di sopralluoghi in campo.

    Infine, per quanto ovvio, Snam ribadisce di operare nel pieno rispetto delle leggi e delle prescrizioni.

    Cordiali saluti,

    Ufficio stampa Snam

  2. Comitato No Tap della provincia di Brindisi - tramite mail ha detto:

    Gasdotto SNAM: a Brindisi non c’è obbligo di abbattimento ulivi infetti: diffida a ulteriori cantierizzazioni
    Il Movimento No TAP della Provincia di Brindisi e altre associazioni ambientaliste rispondono alle false rassicurazioni della nota ufficiale di SNAM.
    Tali rassicurazioni sono poggiate su interpretazioni sbagliate delle leggi in vigore.
    SNAM dichiara che ” è disponibile a considerare il reimpianto integrale di tutti gli ulivi malati presenti sul tracciato e che per legge è costretta ad abbattere, sostituendoli con alberi di varietà resistente al batterio”. Purtroppo queste dichiarazioni sono contrarie alle ultime decisioni europee e alla normativa regionale, perciò illegittime.
    1. non c’è nessun obbligo di abbattimento di ulivi infetti nella zona infetta, come afferma SNAM, perché la Decisione di Esecuzione (Ue) 2018/927 della Commissione Europea del 27 giugno 2018 che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2015/789, dichiara che “ (2) L’elevato numero di tali focolai ha portato alla conclusione che non è più possibile eradicare l’organismo specificato nell’attuale zona cuscinetto. (3) Alla luce di tali sviluppi è opportuno estendere la zona delimitata oggetto di misure di contenimento invece di applicare misure di eradicazione in determinate parti del territorio interessato… È pertanto opportuno estendere la zona infetta ai comuni delle province di Brindisi e Taranto dove sono stati rilevati focolai dell’organismo specificato”, cioè secondo l’UE, tutto il percorso TAP/SNAM è zona infetta e sono inutili le eradicazioni.
    2. Perciò da Brindisi a Melendugno è tutta zona infetta, e secondo il DRG 1890 di ottobre 2018, solo su richiesta dei proprietari si può chiedere l’abbattimento di un albero infetto e SNAM non è proprietaria delle porzioni dei campi attraversati dal gasdotto…
    3. E reimpiantare un piccolo leccino da 5 euro non può giustificare l’abbattimento di un ulivo millenario con qualche ramo secco, che, invece, bisognerebbe cercare di curare con qualsiasi metodo o cura anche solo sperimentale… Il reimpianto non è una concessione di SNAM, ma c’è l’obbligo di reimpianto con varietà di olivo di cui alla DDS n. 280 del 17/05/2018 “nelle aree vincolate paesaggisticamente in adempimento alle prescrizioni della Sopraintendenza archeologica BR-LE-TA, in quanto titolare della tutela del vincolo paesaggistico con nota prot. 17843 del 21.09.2018 del Ministero per i beni e le attività culturali, come da Conferenza dei Servizi 20/09/2018” citata proprio da SNAM nel comunicato del 26/02/2019 in risposta alle nostre accuse.

    4. Inoltre chiediamo a SNAM: dove sono le analisi molecolari ” nel pieno rispetto delle leggi e delle prescrizioni” e perché non sono state diffuse dal DiSSPA-UNIBA/IPSP-CNR laboratorio SELGE, unico laboratorio autorizzato a fare i test ELISA? Dove sono state ottemperate tutte le 16 prescrizioni ante-operam? Dal sito del ministero dell’ambiente ne risultano concluse solo due, la A1 e l’A2… Vedi https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1579
    Ricordiamo che sul megagasdotto TAP pendono ancora diversi procedimenti penali e nelle prossime settimane il Tribunale di Lecce dovrà esprimersi sull’applicabilità della legge sul rischio di incidenti rilevanti, con lo studio sugli impatti di TAP “risultato carente” e sull’”opportunità di una valutazione unitaria degli effetti“, cioè la valutazione degli effetti cumulativi tra gasdotto TAP e interconnessione TAP/SNAM fino a Brindisi. Inoltre a dicembre 2018 la Procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 15 persone e all’azienda Tap, relative a presunti reati ambientali che sarebbero stati commessi in due siti del cantiere del gasdotto.
    E ancora: la Banca Europea degli Investimenti ha rimesso in riesame il finanziamento di 1.5 miliardi di euro, il più grosso finanziamento mai concesso dalla BEI, e un ulteriore finanziamento da 4.5 miliardi di euro dalla BERS (Banca Europea per lo Sviluppo Economico) perché “banche come la BERS e la BEI non possono finanziare progetti laddove non siano stati sufficientemente coinvolti abitanti ed enti che dovranno subire gli impatti dell’opera, oppure laddove non siano stati rispettati i principi di democrazia nell’approvazione o nell’esecuzione dell’opera, così come non è possibile finanziare progetti privi di sostenibilità ambientale.”.
    La risoluzione del Parlamento Europeo del 3 maggio 2018 ha votato una severa bocciatura del finanziamento deciso dalla BEI (Banca europea degli investimenti) a favore di TAP, perché sostiene che investire su un progetto di sfruttamento di un combustibile fossile sarebbe in contrasto con la decisione assunta dalla BEI di allineare la propria politica finanziaria all’Accordo sul clima di Parigi, dove i partecipanti si sono impegnati a dismettere le fonti fossili, e il gas metano di TAP è fossile.
    Per tutte queste ragioni diffidiamo SNAM a non diffondere false comunicazioni su “obblighi presunti di eradicazioni di ulivi infetti” e false “concessioni” di reimpianti di alberi e soprattutto diffidiamo SNAM a proseguire con i lavori di cantierizzazione prima che siano ottemperate tutte le prescrizioni ante-operam previste dalla Valutazione di Impatto Ambientale firmate proprio dalla società proponente SNAM Rete Gas.
    Condanniamo lo scempio del nostro territorio per una grande opera inutile, dannosa e costosa senza nessuna approvazione della popolazione locale e in contrasto con la salvaguardia del clima.
    Lo scempio deve finire e vigileremo sempre e ovunque l’operato di TAP/SNAM.

    Movimento No TAP della Provincia di Brindisi.

Lascia un commento

banner ad
banner ad