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FAMILISMO AMORALE E RAPPRESENTANTI DI LISTA. PESANTI SOSPETTI DELLA POLI BORTONE, CHE AVVISA I RIVALI, MA…

| 6 maggio 2019 | 1 Comment

di Francesco Buja______

“Il dieci per cento dei voti non sarà dettato da motivi nobili”. La Poli Bortone avvisa i rivali, ma sembra un attacco a Congedo.

Se qualcuno agita lo spauracchio di una Poli Bortone che briga a favore del centrosinistra, l’ex sindaco di Lecce, in corsa per tornare alla guida di Palazzo Carafa, ribatte mettendo in guardia i suoi concorrenti su alcune anomalie della campagna elettorale.

Ipotizziamo – ragiona in un comunicato stampa l’ex ministro – che una coalizione abbia tredici liste (quante sono, guarda caso, quelle del rivale Saverio Congedo, esponente del centrodestra; ndr); ciò significa, che avrà 1.326 rappresentanti di lista. È ipotizzabile che ogni rappresentante porti almeno un altro voto dal proprio nucleo familiare. E siamo a 2652 voti, acquisiti a tavolino, semplicemente attraverso la nomina di rappresentanti di lista. Il che rappresenterebbe ben il cinqie per cento del consenso, considerato che sui 71mila elettori di Lecce in genere i votanti si attestano attorno ai 51mila. Ora, ipotizziamo invece che quei rappresentanti di lista portino due parenti ognuno, anziché uno: la percentuale di consenso si avvicinerebbe all’8 per cento”.

Ma a questa, secondo Poli Bortone, si aggiunge altra stortura: “Quella del civismo estremo, di questo gioco pericoloso che lascia tanto spazio ai contenitori e poco alle persone. Prendiamo sempre le tredici liste, e consideriamo questa volta i 416 candidati. Anche qui, consideriamo solo il voto ‘familiare’, quello cioè che viene concesso non per stima o per comunanza di idee, ma per semplici ragioni affettive e appartenenza ad un nucleo familiare. Consideriamo una media di 5 voti (quelli proprio dei parenti più stretti); altri 2.080 voti, dati per motivi che nulla hanno a che vedere con il fatto di credere in un programma, in una visone della città, in un candidato sindaco. Ma che hanno a che vedere invece con l’appartenenza a una famiglia’.

 

La conclusione della Poli Bortone:“Circa il dieci per cento dei voti che verranno dati ad una coalizione sono dovuti a motivi tutt’altro che nobili. Da una parte, lo sfruttamento del bisogno di tanti, che si prestano a fare a pagamento un lavoro che dovrebbe essere fatto per un’idea. Mercenari, purtroppo, per bisogno. Dall’altra parte, la stortura del civismo, che mira a candidare più persone possibile (a costo di “costruire” tre liste in una notte), pur di poter contare sull’appoggio strappato ai parenti. Per gli amici, si vedrà”.

Si indigna, l’ex parlamentare: “Non è questa la politica che può migliorare la città. Ecco perché lanciamo un appello agli altri candidati sindaco. E li invitiamo a non pagare i rappresentanti di lista, per non diventare oggetto di dubbio, perché il voto sollecitato con un pagamento, sia pur effettuato nella regola perché riguarda una prestazione, se tale prestazione è effettuata all’interno di un seggio elettorale, lascia comunque l’amaro in bocca e il dubbio che questo tipo di pagamento, solo per una “disattenzione” del sistema, non possa essere definito voto di scambio”.

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. antonio de giorgi ha detto:

    E la Poli solo oggi si accorge di questa stortura che va avanti da decenni?

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