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LA CGIL DISERTA LA FIRMA DEL PATTO PER LA SICUREZZA, PREVISTO DURANTE LA VISITA DI SALVINI DOMANI A LECCE, MA E’ UN ATTACCO ALLA LEGA

| 20 maggio 2019 | 1 Comment

di Francesco Buja______

A rasserenare gli animi della politica, già avvelenati dagli allarmi per il “pericolo fascista”, si aggiunge la Cgil. A Lecce, dove ieri si è consumato un agguato agli attivisti della Lega, il sindacato si rifiuta di firmare il patto per la sicurezza urbana del capoluogo salentino che domani mattina in Prefettura sottoscriverà il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “L’appuntamento – sentenzia in un comunicato stampa Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil Lecce (nella foto) – si colloca in un momento temporale sbagliato, a ridosso della tornata elettorale per il rinnovo dell’Europarlamento, del Consiglio comunale e del sindaco di Lecce. Senza contare che uno dei soggetti firmatari, il Comune di Lecce, è commissariato: sarebbe stato probabilmente più corretto attendere l’esito delle imminenti elezioni amministrative, anche per dare maggiore legittimità democratica ai contenuti del protocollo”.

L’esponente della Cgil però subito scopre le carte: “Inoltre, ci sembra inopportuna la firma del Patto alla presenza del ministro, pochi minuti prima del tour elettorale che lo stesso, in qualità di leader della Lega, ha ampiamente preannunciato in città: la Cgil non presta il fianco alla propaganda elettorale”.

Nel mirino della sindacalista dunque è centrata la sagoma di Salvini. Fragassi però giustifica il suo diniego contestando la premessa del patto per la sicurezza: “Si sottolinea come il tema della sicurezza debba ‘necessariamente accompagnarsi ad una affermazione dei principi di legalità, anche attraverso una più incisiva ed integrata azione di vigilanza in materia di tutele nel lavoro, con particolare riferimento al rispetto delle normative contrattuali e previdenziali e delle leggi sulla sicurezza sul lavoro’. Un passaggio che nel testo non è approfondito, se non in tre righe a pagina 14, in cui si immaginano azioni di prevenzione di ogni illegalità in danno dei lavoratori. Un buon proposito, insomma: avremmo gradito un’attenzione ben più marcata”.

E ancora più esplicito il bersaglio si legge in queste parole: “Del resto per questa organizzazione sindacale è difficile sottoscrivere un documento che, nelle sue premesse e nei suoi riferimenti legislativi si inquadra nella cornice formata anche dal decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, ossia quel decreto-Salvini che ha smantellato il sistema dell’inclusione sociale e dell’accoglienza dei migranti, aumentando disoccupazione ed insicurezza reale e percepita nel Paese”.______

LA RICERCA nel nostro articolo precedente

LA LEGA A LECCE, NOTIZIE

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Valerio Nasone ha detto:

    La CGIL è stata prima il braccio armato del Partito Comunista Italiano ed oggi è un’articolazione del PD. Per cui nessuna meraviglia se diserta il tavolo sulla sicurezza.

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