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LA CERIMONIA FANTOZZIANA DEL SINDACO CARLO SALVEMINI, DAVANTI A SANTA CROCE, ANCORA CON LE IMPALCATURE A COPRIRNE LA FACCIATA

| 9 luglio 2019 | 0 Comments

(g.p.)______“Il sindaco in prima fila e il popolo molto distante. A volte ti chiedi: ma tutto sto sfarzo con musica e cotillons, e pure tenendo dietro le transenne le persone normali, che chissà cosa si aspettavano, solo per svelare in pompa magna la più bella impalcatura di tubi innocenti, non ce la potevamo risparmiare?”. Così questa mattina sul suo diario Facebook, il consigliere comunale del M5S Arturo Baglivo (sue anche le foto che pubblichiamo), che così conclude: “E aspettare qualche settimana per vedere nella sua bellezza Santa Croce magari senza privilegi e tutti uguali di fronte alla sua bellezza…”. No, eh?!?

E’ l’unica voce critica, nell’occasione, nella cappa di conformismo politico che grava sulla città più dell’afa insopportabile di questi giorni.

Ancora più insopportabile.

Succede così che, complice anche certa informazione da propaganda, che parte regolarmente tutti i giorni dall’apposito, nordcoreano, ufficio del sindaco, con i suoi comunicati pubblicitari, non istituzionali, domenica sera, sia stata organizzata una cerimonia fantozziana, quale passerella per Carlo Salvemini, e per Loredana Capone, sua referente ‘emiliana’ in Regione Puglia.

L’ occasione, la “fine dei lavori” di restauro di Santa Croce, almeno così è stata ‘venduta’.

E così è stata ‘comprata’ pressoché da tutti.

Dopo sette anni (ché tanto è passato: una vergognosa eternità, per il nostro monumento simbolo), era anche ora, con buona pace del sindaco di adesso, che non c’entra nulla con quelli di prima, e con la Soprintendenza statale.

Ma che c’entra, per prendersene tutti i meriti, propagandistici e pubblicitari.

Peccato però che, dopo sette anni, e nonostante la cerimonia di celebrazione della fine, i lavori non siano ancora finiti, e che gli astanti abbiamo potuto vedere solamente “la più bella impalcatura di tubi innocenti”, mai vista finora, come la definisce il consigliere Baglivo, persona del resto mite, educata e gentile, come si evince anche nell’occasione dalla sua prosa compunta.

Poi, però, c’è quello che non c’è scritto, nella sua dichiarazione, ma tanto è: né più, né meno, un’altra figuraccia (per usare un eufemismo, l’espressione esatta sarebbe un’altra), che abbiamo fatto tutti, grazie al sindaco, di fronte ai turisti e alla considerazione universale di Lecce città d’arte, città turistica, e quant’altro.

Dispiace ancora che ne siano stati coinvolti la Soprintendete Maria Piccarreta, e l’Arcivescovo Michele Seccia, che non hanno avuto niente da ridire, sulla magnifica serata.

Infine, la chicca: quella sinistra elitaria, con la puzza sotto al naso, che si pavoneggia nella cultura radical chic e nell’appropriazione indebita di meriti non suoi, mentre tiene a debita distanza il popolo, lo transenna e gli spiega con saccente supponenza il miracolo della “restaurazione” incompiuta, caso mai sporcasse con impronte villane, o deteriorasse con l’alito cattivo, gli splendori dei tubi d’acciaio delle impalcature.

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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