DIARIO DEL GIORNO / DOMENICA 8 MARZO 2020

| 8 marzo 2020 | 0 Comments

Buongiorno! Oggi è domenica 8 marzo 2020.

E’ la giornata internazionale delle donne.

Si è tentato in tutti i modi negli ultimi tempi di trasformare in una festa del consumo questa ricorrenza, e di aggiungere alla tradizionale mimosa l’ obbligo per padri, mariti e fidanzati di un regalo più costoso.

Ma la sostanza non ne è stata stravolta e il motivo ispiratore è ancora attuale, come è facile constatare: la pari dignità con l’ uomo nella vita politica, sociale e familiare.

 

In altri Paesi si celebra da molti decenni. Il 3 maggio 1908 ci fu il primo “woman’s day” delle donne socialiste americane a Chicago. Ma la vera storia della festa sta non in questa ricorrenza, bensì in quella legata alla rivoluzione bolscevica . Il 23 febbraio 1917 a San Pietroburgo, operaie e mogli di soldati manifestarono per le vie chiedendo pane per il loro figli e il ritorno dei mariti dalle trinee della prima guerra mondiale. Alcuni anni dopo la conferenza intermazionale delle donne comuniste adottò l’ 8 marzo come giornata internazionale dell’ operaia, in ricordo di quella prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo contro il regime zarista. Il 23 febbraio del calendario giuliano ancora in vigore in Russia corrispondeva all’ 8 marzo dell’ Occidente.

In Italia si celebra dal 1946. In una riunione preparatoria a Roma nacque l’ idea di mettere un fiore all’ occhiello che potesse caratterizzare la giornata, come il garofano rosso il 1° maggio. Così la racconta Marisa Rodano: “Ci voleva dunque un fiore reperibile agli inizi di marzo poiché all’ epoca le serre erano poche e non arrivavano fiori con l’ aereo, da ogni parte del mondo e in tutte le stagioni, come arrivano ora. A noi giovani romane vennero in mente gli alberi coperti di fiori gialli, quando ancora le altre piante erano spoglie, che crescevano rigogliosi in tanti giardini di Roma e dei Castelli”.

Fu così che nacque l’ usanza della mimosa, e fu scelta casuale, ma felice: questo fiore, infatti, simboleggia il passaggio dalla morte a uno stato di luce, emblema dunque di rinascita, e di vittoria.

 

Proverbio salentino: CI CULLE MBROGGHIE AE MBRUGGHIATU RESTA
Chi è solito imbrogliare finisce che resta imbrogliato o imbrigliato.
Chi usa la mente per imbrogliare gli altri non si accorge di essere l’artefice della sua trappola.
Dedichiamo questo proverbio a tutti coloro che utilizzano l’imbroglio non avendo altri mezzi a disposizione, o che comunque imbrogliano pensando che sia l’unico modo per poter andare avanti nella vita.
Ma purtroppo per loro, la furbizia, come diceva qualcuno, è sinonimo di poca intelligenza, e se è vero che si può facilmente approfittare di un amico o di un parente che ti accoglie nella sua casa o nel suo cuore, se vero che l’imbroglione riesce ad ottenere un vantaggio subitaneo, è altrettanto vero che poi finisce inesorabilmente per tagliarsi da solo l’erba sotto i piedi.

 

Category: Costume e società

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