DIARIO DEL GIORNO / GIOVEDI’ 19 MARZO 2020

| 19 marzo 2020 | 0 Comments

Buongiorno! Oggi è giovedì 19 marzo 2020.

San Giuseppe. Auguri di buon onomastico ai tanti che portano questo nome.

Festa del papà.

Come la intendiamo oggi, la celebrazione nasce nei primi decenni del XX secolo, complementare alla festa della mamma, per festeggiare la paternità e i padri in generale. La festa è celebrata in varie date in tutto il mondo. La data in generale varia da Paese a Paese. Nei Paesi che seguono la tradizione statunitense, la festa si tiene la terza domenica di giugno. In molti Paesi di tradizione cattolica, la festa del papà viene festeggiata oggi, il giorno di san Giuseppe, padre putativo di Gesù, il 19 marzo.

Fino al 1977 il giorno in cui la Chiesa celebra San Giuseppe era considerato in Italia festivo anche agli effetti civili.

In Canton Ticino, in altri cantoni della Svizzera e in alcune province della Spagna, questo giorno è festivo agli effetti civili.

San Giuseppe, in quanto archetipo del padre , nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. In accordo con ciò, in alcune zone della Sicilia, il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo. In altre aree la festa coincide con la festa di fine inverno: come riti propiziatori, si brucia l’incolto sui campi da lavorare e sulle piazze si accendono falò da superare con un balzo.

Il dolce tipico della festa ha varianti regionali ma per lo più a base di creme e/o marmellate, con impasto simile a quelle dei bignè o dei krapfen.

Esemplare è il dolce napoletano, che prende il nome di zeppola di San Giuseppe. Secondo la tradizione, infatti, dopo la fuga in Egitto, con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. Sono realizzate con pasta simile ai bignè, di forma schiacciata, e possono essere fritte o al forno; al di sopra viene posta di norma crema pasticcera e marmellata di amarene.

Nell’Italia del Nord, invece, dolce tipico della festività è la Raviola (piccolo involucro di pasta frolla o pasta di ciambella richiuso sopra una cucchiaiata di marmellata, crema o altro ripieno, poi cotta al forno o fritta). A Trebbo di Reno in provincia di Bologna si tiene ogni anno nella terza domenica del mese di Marzo, la Tradizionale e multicentenaria “Festa della Raviola” che prevede sia riti religiosi che manifestazioni che richiamano al paese, parenti, visitatori e turisti.

Infine, in alcune regioni del Centro Italia (soprattutto Toscana, Umbria e Lazio) sono diffusi dei dolcetti, sempre fritti, a base di riso cotto nel latte a cui si aggiungono a piacere vin santo, uva passa o canditi e che vengono chiamati frittelle. Dolci a base di riso, noti come zeppole di riso o crispelle di riso, sono comune anche in Sicilia.

 

19 marzo 2002. A Bologna, Marco Biagi, giurista del lavoro e consulente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, viene ucciso dalle nuove Brigate Rosse. L’omicidio avviene un anno prima dell’approvazione della legge da lui promossa e indicata comunemente con il suo nome, ispirata a una maggior flessibilità dei contratti di lavoro.

 

Proverbio salentino: CI GIRA LICCA E CI RESTA A CASA SICCA
La traduzione letterale è: chi gira lecca e chi resta a casa secca.
Questo proverbio sta ad indicare che coloro che vanno in giro per lavoro o anche per piacere, comunque portano a casa qualcosa.
Solitamente veniva utilizzato dalle donne salentine che quando uscivano per andare a trovare vicine di casa, parenti o amiche, queste non le lasciavano andare via senza avere offerto loro i prodotti della terra o qualche pietanza appena preparata.
Stava pure a significare che le persone che non restavano chiusi in  casa avevano più opportunità di fare incontri sentimentali.

Category: Costume e società

Lascia un commento