FORNITURE SANITARIE DELL’ASL DI LECCE, DUE ARRESTI PER CORRUZIONE. ALLA CONSEGNA DI UNA BUSTARELLA SONO ARRIVATI I MILITARI DELLA GUARDIA DI FINANZA

| 8 Giugno 2020 | 4 Comments

(e.l.)______GUARDIA DI FINANZA LECCE: ARRESTATE DUE PERSONE  ACCUSATE DI CORRUZIONE, TURBATA LIBERTÀ’ DEL PROCEDIMENTO DI SCELTA DEL CONTRAENTE E FALSO IDEOLOGICO NEL SETTORE DELLE FORNITURE SANITARIE.

LA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI.

Nel corso di indagini volte a contrastare il fenomeno della corruzione nell’ambito della Pubblica Amministrazione e quello dell’impiego illecito di risorse pubbliche nel periodo dell’emergenza epidemiologica e sanitaria in atto, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lecce hanno arrestato, in flagranza di reato, due persone, accusate di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio,di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione, e di falso ideologico in atto pubblico.

Si tratta di  Carmen Genovasi, 46 anni, responsabile amministrativo del settore Assistenza protesica dell’Asl di Lecce, e di un rappresentante di una ditta leccese, Giuseppe Bruno, 57 anni, di  Galatina.

Nella ricostruzione fatta questa sera dagli inquirenti (nella foto sopra), le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce,  coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce, hanno permesso di portare alla luce un elaborato sistema illecito votato alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, in particolare in danno dell’Asl di Lecce, perpetrati mediante l’affinamento di un rapporto corruttivo tra un funzionario dell’Ente e alcuni imprenditori attivi nel settore del commercio di ausili protesici sia ortopedici, sia audiometrici, basato sullo scambio di denaro contante ed altre regalie.

Il funzionario assegnava direttamente le pratiche ai singoli imprenditori, di fatto ignorando il diritto di scelta del paziente, garantendo ai privati un illecito vantaggio patrimoniale in danno dell’Ente di appartenenza, spesso costretto a fornire ausili protesici pagandoli più del dovuto, ovvero a fornire ausili non realmente adeguati alle necessità del paziente.

Nella giornata odierna, sono stati arrestati in flagranza di reato sia il funzionario dell’Asl responsabile delle condotte descritte, che il dipendente di una impresa leccese colti durante la consegna di una bustarella (nella foto di copertina) contenente denaro contante in cambio di prescrizioni già autorizzate da portare, successivamente, all’incasso all’Asl di Lecce.

 

 

 

Category: Cronaca

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Comments (4)

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  1. Partito Comunista, Lecce - tramite mail ha detto:

    L’Italia, nonostante abbia ancora un servizio di sanità nazionale, è preda di un sistema economico e sociale che mette un prezzo su ogni cosa, e nell’attesa di completare il processo di privatizzazione della salute, non si fa scrupoli a guadagnare attraverso la produzione privata di protesi, DPI, macchinari sanitari e medicinali.

    Così restiamo col segreto di Pulcinella: tutti sanno che una società con questo obiettivo (il profitto privato) crea sistematicamente corruzione, ingiustizie, inefficienza, ma dobbiamo aspettare sempre l’ennesimo scandalo per fare la scoperta dell’acqua calda.

    Noi comunisti diciamo che non basta avere la sanità pubblica (e difenderla), serve togliere agli affaristi la “libertà” di guadagnare sulle sofferenze della popolazione.
    La produzione di protesi, dpi, macchinari sanitari ed anche di medicinali deve essere statale, deve servire i bisogni della collettività, non la voglia di guadagno di pochi.
    Questa grande spinta verso la produzione statale significherebbe anche lavoro sicuro e dignitoso per tanti che ora versano in condizioni di estrema difficoltà economica, disoccupazione e sfruttamento.

    La scelta è semplice: il diritto alla salute, al lavoro ed alla vita per la maggioranza della popolazione, oppure la “libertà” per pochi imprenditori di arricchirsi sulle spalle e sulle disgrazie dei lavoratori…come disse Friedrich Engels: “La società borghese si trova ad un bivio, o la transizione al socialismo o la regressione alla barbarie”.

  2. Ufficio stampa Asl Lecce - tramite mail ha detto:

    Per quanto attiene il Servizio Protesi, da tempo la ASL Lecce aveva individuato delle anomalie di spesa non giustificabili né da un punto di vista epidemiologico né dall’innovazione tecnologica del prodotto protesico.
    A tal fine erano state fatte delle verifiche che avevano interessato tutti gli ambiti territoriali e le situazioni anomale erano state poste all’attenzione delle autorità giudiziarie competenti per gli approfondimenti ritenuti necessari.
    Il settore è particolarmente delicato in quanto rivolto a persone con particolari fragilità.
    La crescita della spesa è spesso legata all’immissione di dispositivi tecnologicamente sempre più avanzati e quindi maggiormente costosi ma necessari per il recupero delle disabilità e per il controllo delle patologie croniche che affliggono larghi strati della nostra popolazione. Obiettivo finale è sempre stato quello di dare al cittadino gli opportuni strumenti di cura all’interno però dei vincoli di spesa stabiliti in ambito regionale e nazionale.
    Nel realizzare questo importante obiettivo è indispensabile la partecipazione dei fornitori di presidi che, una volta accreditati, accompagnano il paziente nell’utilizzo ottimale dei dispositivi e ne assicurano la piena fruibilità sempre al fine di ottenere i migliori benefici nell’ambito di un’etica collaborazione con l’Azienda sanitaria.
    Occorre dire che molte di queste ditte hanno sempre operato nella legalità e nel rispetto delle regole normativamente stabilite.
    Ovviamente gli episodi di cronaca riscontrati impongono un rafforzamento del nostro piano di monitoraggio che andrà avanti e sarà sempre più puntuale e capillare e offrirà agli organi preposti la massima collaborazione tecnica che solo gli operatori sanitari possono assicurare per rendere sempre più puntuale e trasparente un servizio essenziale per l’utenza.

  3. redazione ha detto:

    I militari della Guardia di Finanza hanno arrestato altre due persone, che risultavano già indagate nell’ambito di questa inchiesta. Si tratta di Pietro Ivan Bonetti, 71 anni,di Lecce, rappresentante di un’azienda del settore, e di Monica Franchini, dipendente di un’altra azienda.
    Si trovano ora ai domiciliari.

  4. Confindustria Lecce - tramite mail ha detto:

    “Preoccupa non poco la recente inchiesta ‘buste pulite’ avviata su dipendenti della ASL di Lecce in merito al presunto giro di mazzette ‘necessario’ a garantire prescrizioni di ausili, protesi e dispositivi medici per pazienti invalidi a determinate imprese, violando il diritto alla “libera scelta” che spetta all’utenza. Al contempo si è notata una crescita anomala di riconoscimenti di invalidità per lavoratori già in forza alle imprese, che vengono iscritti nelle liste protette, con effetti negativi sull’organizzazione delle attività produttive”.

    Ad affermarlo è il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro, che continua: “rivolgo un plauso alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura per quanto fatto emergere, nella certezza che le indagini contribuiranno a ristabilire le regole eventualmente violate. Il sistema denunciato, infatti, contravviene al diritto alla libera scelta dell’utente, contribuisce a drogare il mercato, facendo venire meno la concorrenza tra le imprese fornitrici che operano correttamente, e getta un’ombra sul concetto di giustizia sociale, laddove vengono riconosciute, magari con leggerezza, disabilità a persone che non lo meritano”.

    Gli ausili per i disabili sono strumenti necessari e indispensabili per alleviare le sofferenze e per lo svolgimento della vita quotidiana, sia personale, sia lavorativa e, pertanto, occorre prestare tutte le cure e attenzioni del caso per far sì che vengano riconosciuti in tempi certi e brevi a tutti i soggetti che ne hanno realmente bisogno.

    E’ necessario altresì osteggiare con forza ogni eventuale abuso che tende a limitare l’accesso ai servizi di persone affette da disabilità ed il rispetto della libera scelta a vantaggio di imprese per così dire “compiacenti”, per le quali le istruttorie sono smaltite celermente, invece di quelle sane e regolari, le cui procedure di assegnazione sono spesso rallentate al limite della decenza e sottoposte a mille lacci e lacciuoli.

    “Lascia pensare – continua Negro – d’altro canto il fatto che nell’inchiesta sia emersa una certa ‘agilità’ nell’inserimento nelle liste protette di lavoratori che se non dovessero averne titolo, comporterebbero un danno per chi ne ha vero bisogno, oltre ad un aggravio di costi per il settore pubblico e per quello privato. Senza ricorrere a droni o investigatori privati, è auspicabile, pertanto, accendere un faro sulla regolarità dei metodi di riconoscimento delle disabilità e di assegnazione degli ausili, a tutela sia di chi ne ha reale necessità, sia delle imprese che operano secondo la legge”.

    “Il nostro Paese – conclude il presidente – è altro: ha imprese sane, personale qualificato che lavora, fa il proprio dovere, rispetta le norme e il prossimo. Soprattutto in questo delicatissimo momento post covid, con un sistema economico fragile e complicato, le risultanze attuali dell’inchiesta non rappresentano certo un bel messaggio. Confindustria Lecce farà la propria parte insieme alle Istituzioni per denunciare ogni stortura e ristabilire la legalità a vantaggio anche di chi vive situazioni di disagio”

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