NOVITA’ EDITORIALI / PANSIERI E PAROLE

| 14 Luglio 2020 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Ci è piaciuta subito questa raccolta di poesie che viene da lontano, dal ‘secolo scorso’ inteso proprio come oltre cento anni fa: “Pansieri mei” (Il Raggio Verde, 12 euro) di Luigi Liaci (nella foto)

Viene dalla comunanza, dalla condivisione, dalla perpetuata successione di padre in figlio di quei sentimenti, di quelle immagini che finiscono per diventare un tutt’uno con la terra che le produce: in questo caso lo specifico della meravigliosa realtà di Gallipoli, punta di diamante di un Salento che offre ancora, nonostante tutto, i luccichii di passati splendori. Però, bisogna trascurare il presente, scavare un poco sotto la coltre di bitume, asfalto e turismo fai da te, per veder affiorare la vera anima di chi è stato, per secoli, pescatore e bottaio, magari anche contrabbandiere e mercante, povero e orgoglioso nello stesso tempo, capace sempre di esprimere con rozza semplicità il suo animo, in un dialetto facilmente riconoscibile e che si distingue nettamente dagli altri dialetti, quelli ‘del capo’ oppure della costa Adriatica.

Luigi Liaci compie una notevole, unica fatica poetica: riesce a riproporre ed integrare i versi di suo padre, di quell’Antonio Liaci che ha lasciato preziosi manoscritti con le proprie composizioni che immaginiamo scritti con inchiostro su carta ormai ingiallita per l’età…E, con una gradevole e spontanea leggerezza, i versi di ieri si rivelano facili anche per la contemporaneità, riuscendo a formare un percorso chiaro, netto, comprensibile ed apprezzabile dalle generazioni attuali che, ormai troppo spesso, dimenticano o ignorano le proprie radici.

In un lungo ma movimentato susseguirsi di brevi componimenti, Liaci (e indichiamo così padre e figlio, accomunati in un’unica esperienza poetica) affronta un po’ tutti gli argomenti, i personaggi, le tradizioni, le invettive e i moti dell’animo della comunità gallipolina a cavallo dei due secoli ma con il retaggio senza tempo di un dialetto fresco e vivace, ricco di colori e dal sapore aspro e gradevole del pesce appena pescato e sbarcato, nelle prime ore del mattino, proprio lì davanti, al mercato vicino al Rivellino, luogo magico e storico della Città Bella.

E così, fra un moto di tristezza e malinconia ed uno scossone di riso spontaneo, passiamo dall’ode alla mamma degli scemi, a quella allu pollu cusutu an culu, dall’ode allu tiempu ca fusce all’ode allu vaffanculu in un turbinio di immagini, trovate poetiche e impareggiabile gestione del dialetto.

Certo: può essere che questi testi, questo modo di scrivere e interpretare il dialetto jonico, possa non piacere a qualche perfezionista.  Ma la spontaneità, la naturalezza delle parole, dei versi che compongono questi ‘Pansieri miei’ sono momenti pieni, caldi, importanti e ricchi di passione. Sono un meraviglioso, indistruttibile ponte tra passato e presente.

Allora, lasciamolo così, non lo facciamo crollare.

info@ilraggioverdesrl.it

Category: Cultura, Libri

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Comments (1)

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  1. redazione ha detto:

    Il libro sarà presentato sabato 18 luglio a partire dalle ore 19:30 nella sede dell’associazione ANmi sezione di Gallipoli (Lungomare Marconi 11 con ingresso libero e nel rispetto delle misure anti covid19).

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